Prova di resilienza (resistenza agli urti)


La prova di resilienza consiste nel misurare l’energia necessaria a rompere in un sol colpo la provetta in esame. Le provette normalmente hanno sezione quadrata, di lato 10mm e lunghezza 55mm; hanno un intaglio a “U” o a “buco di chiave” profondi 5mm oppure a “V”, profondo 2mm.
La macchina utilizzata per questa prova si chiama pendolo di Charpy e questo è il suo funzionamento: una mazza scende per gravità, incontrando nel suo tragitto la provetta unificata, rompendola e risalendo fino a una certa quota. La risalita sarà tanto maggiore quanto minore è stata l’energia dissipata per rompere la provetta; su un quadrante è possibile inoltre leggere il valore dell’energia assorbita dalla provetta.
E’ importante che i valori di ogni prova siano attendibili, confrontabili e ripetibili.


Indice di resilienza


Il lavoro assorbito dalla provetta è dato dalla differenza fra l’energia posseduta dal pendolo all’inizio della sua corsa e l’energia posseduta nella posizione finale. L’energia iniziale è data da P ∙ H, dove P è il peso del pendolo e H, ovvero l’altezza di caduta. L’energia di quando risale è data da P ∙ h, dove h è l’altezza di quando risale il pendolo.
Il lavoro per rompere la provetta è:
L=(P ∙H)- (P ∙ h)

L’indice di resilienza è:
k=L/S_0
Dove:
-L è il valore per rompere la provetta
-S_0 è la sezione della provetta
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