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2004 1
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Note didattiche Fioravante Patrone
Introduzione alle equazioni differenziali ordinarie
1
Consideriamo il seguente problema.
Un serbatoio contiene 50 litri di un liquido L e 50 litri di un liquido L .
1 2
alla portata di 5 litri/min: allo
Nel serbatoio viene immesso del liquido L 2 si troverà nel
stesso ritmo viene tolta la soluzione. Si chiede quanto liquido L 1
serbatoio dopo 1 ora.
Per giungere alla soluzione, la difficoltà maggiore sta nel fatto che la per- L
centuale di liquido L varia col tempo e per sapere quanto liquido L è uscito la percentuale di liquido varia
1
1 1 col tempo
dal serbatoio è necessario conoscere la percentuale di liquido presente ai vari
istanti nel serbatoio.
L’idea che permette di risolvere questo problema consiste nel cercare di de-
varia nel tempo. Punto
terminare il modo in cui la percentuale di liquido L 1 →
di partenza sarà la seguente ovvia equazione: conservazione massa conser-
vazione volumi
[volume di liquido L presente in un istante] = [volume di liquido L presente
1 1
uscito nell’intervallo tra i due
in un precedente istante] - [volume di liquido L 1
istanti]
Il problema è rappresentato dalla presenza dell’ultimo termine che non è
conosciuto. Però, se usiamo questa equazione relativamente ad un intervallo di
tempo “piuttosto piccolo”, possiamo ragionevolmente assumere che la percen- idea fondamentale!
tuale di liquido L in tale intervallo non cambi. Per arrivare a delle relazioni
1
numeriche dobbiamo ancora scegliere delle unità di misura: per il tempo use- scegliere delle unità di misura
remo i minuti e per i volumi i litri. Indicheremo quindi con φ (rispettivamente
1
) quanti litri di liquido L (rispettivamente L ) sono presenti nel serbatoio.
φ
2 1 2 (t), φ (t):
Anzi, poiché tali valori variano nel tempo, useremo le notazioni φ Anzi
1 2 φ φ
qui, t rappresenta quanti minuti sono trascorsi a partire da tempo “0”, conven- (t), (t)
1 2
zionalmente (e naturalmente) scelto come l’istante in cui ha inizio il processo convenzionalmente
descritto. (e naturalmente) scelto
Si avrà quindi, in un intervallo di tempo ∆t tra gli istanti t e t + ∆t, la
0 0
seguente relazione (valida approssimativamente): approssimativamente
litri
(t ) litri
φ
1 0 ·
− · 5
φ (t + ∆t) litri = φ (t ) litri ∆t min
1 0 1 0 φ (t ) litri + φ (t ) litri min
1 0 2 0
Ribadiamo che qui si è supposto che in tutto l’intervallo da t a t + ∆t la
0 0
fosse uguale alla percentuale di liquido L presente
percentuale di liquido L 1 1
iniziale.
all’istante t
0
1 Il vero titolo è: Tutto quello che avreste dovuto sapere sulle equazioni differenziali ma
nessuno ve l’ha insegnato. Ma è anche colpa vostra: potevate fare domande!
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Poiché φ (t ) litri + φ (t ) litri = 100 litri , si ha: due calcoletti
1 0 2 0 ∆t ·
− ) φ
φ (t + ∆t) litri = φ (t ) litri ( (t ) litri
1 0 1 0 1 0
20
Questo per quanto riguarda i volumi di liquido presenti nel serbatoio. Se ci
riferiamo solo alle misure di tali volumi, otteniamo: solo numeri, finalmente!
∆t ·
− ) φ
φ (t + ∆t) = φ (t ) ( (t )
1 0 1 0 1 0
20
Vale a dire: et voilà!
−
φ (t + ∆t) φ (t ) (t )
φ
1 0 1 0 1 0
−
= (1)
∆t 20
Si noti che la quantità a primo membro è un rapporto incrementale. WOW, il rapporto incrementale!
A questo punto si può fare le seguente fondamentale osservazione. La rela-
zione (1) è, come più volte detto, solo approssimata: l’approssimazione, però,
diventa sempre migliore quanto più piccolo diventa ∆t. Matematicamente, il lampo di genio: diventa sem-
pre migliore quanto più piccolo
questo equivale ad effettuare un passaggio al limite: diventa ∆t
− φ
φ (t + ∆t) φ (t ) (t )
1 0 1 0 1 0
−
=
lim ∆t 20
∆→0
Vale a dire: se tale limite esiste finito, otteniamo la relazione “corretta” (cioè:
non più approssimata): WOW, la derivata!
φ (t )
1 0
−
φ (t ) = (2)
1 0 20
Che senso ha quel “se” sottolineato prima? Significa che la relazione (2) è
adatta per descrivere l’evolversi del fenomeno purché siamo convinti a priori
non presenti di-
che l’andamento del fenomeno sia regolare: vale a dire che φ 1
scontinuità e neanche delle brusche variazioni (per es. “spigoli” o “cuspidi” nel
).
grafico di φ
1
Si noti che questa assunzione di regolarità a priori è stata fatta prima di la regolarità a priori non è uno
scherzo!
arrivare a scrivere la relazione (1). In effetti, se abbiamo a disposizione la (1),
da questa leggiamo immediatamente che il rapporto incrementale (il membro
di sinistra di questa uguaglianza) è costante, visto che il membro di destra non
dipende da ∆t, e quindi il suo limite ci sarà certamente! Insomma, l’assunzione
di regolarità a priori l’abbiamo fatta quando ci è venuta la brillante idea che su
un intervallo “piccolo” potessimo assumere che la la percentuale di liquido L 1
fosse approssimativamente costante. Se guardiamo ancora più attentamente le
assunzioni che abbiamo fatto, si capisce che abbiamo supposto di poter appros-
, su un piccolo intervallo, con una funzione lineare passante
simare “bene” φ
1
, φ (t )). Detto altrimenti, abbiamo assunto che φ sia differenziabile.
per (t
0 1 0 1
Scriviamo:
∆t
− ·
(t + ∆t) = φ (t ) (t ) + E(t , ∆t)
φ
φ
1 0 1 0 1 0 0
20
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Se vogliamo che esista il limite del rapporto incrementale, dobbiamo supporre
a priori che E(t , ∆t)
0
lim =0
∆t
∆t→0
Il che vuol dire per l’appunto assumere che φ sia differenziabile. Visto che φ è
1 1
una funzione di una variabile, la differenziabilità è equivalente alla derivabilità.
Ritorniamo al discorso principale t >
> 0, e pertanto:
La relazione (2), naturalmente, è valida per tutti i t valida per tutti i 0
0
0
φ (t)
1
− ∀t
φ (t) = > 0 (3)
1 20
A questo punto si trat