Indice
Le malignità di un vecchio poeta (Heautontimorùmenos, vv. 1-52)
Il prologo dell’Heautontimorùmenos è affidato ancora una volta all’attore e impresario Ambivio Turpione . Anche qui, come già nell’Hècyra, il prologo è impostato come se si trattasse di una difesa dinanzi a un tribunale: oggetto del monologo è la difesa di Terenzio da due accuse che continuano a essergli mosse dai suoi malevoli contemporanei. In primo luogo, l’accusa di aver ‘contaminato’ i suoi modelli: Terenzio aveva preso come modello l’omonima commedia di Menandro, inserendovi però scene e personaggi tratti da altre commedie greche . Il personaggio che pronuncia il prologo difende Terenzio ricordando che già altri illustri autori latini avevano fatto ricorso alla contaminatio, che quindi può essere ormai considerato uno strumento legittimo. La seconda accusa è quella che rimprovera a Terenzio di essere poco più che un prestanome degli Scipioni, al cui aiuto il poeta avrebbe fatto ricorso perché mancava delle competenze necessarie a comporre commedie; il prologo non difende Terenzio ma lascia piuttosto il giudizio al suo pubblico.Il punitore di se stesso
vv. 10-15 Ora vi dirò, in poche parole, per quale motivo ho assunto questo ruolo. Il poeta ha voluto che io fossi non il prologo, ma il suo portavoce: a voi ha dato il compito di giudici, a me ha fatto fare l’avvocato. Ma l’avvocato che avete davanti potrà essere eloquente solo nella misura in cui abbia saputo trovare buoni argomenti colui che ha scritto questa arringa che mi appresto a recitarvi.vv. 16-19 Se dunque i maligni hanno messo in giro la voce che il poeta abbia contaminato molte commedie greche nel farne poche latine, questi non nega di aver fatto così, ma dichiara che non se ne pente e che lo farà ancora.
Un nuovo prologo
La prima novità del teatro terenziano si presentava al pubblico fin dall’inizio della rappresentazione. Plauto seguendo la tradizione della Commedia Nuova greca, aveva abituato il suo pubblico ad ascoltare prima dell’inizio della commedia vera e propri, un prologo espositivo incaricato di introdurre i personaggi l’antefatto e anche le linee principali dell’azione.Una volta informato su tutto ciò il pubblico non avrebbe faticato troppo nel seguire gli sviluppi dell’intreccio, e avrebbe potuto così concentrarsi sulla straordinaria inventiva del poeta sui giochi di parole dei personaggi e sui rocamboleschi eventi proposti sulla scena. Possiamo invece immaginare la sorpresa del pubblico, quando Terenzio rinunciò alla funzione espositiva del prologo. Ciò che il prologo terenziano offre agli spettatori, infatti, è una discussione di carattere letterario, sulle innovazioni proposte dal poeta, sui suoi rapporti con gli altri poeti e anche con il pubblico. Nei prologhi Terenzio risponde in diverse occasioni alle accuse di un commediografo contemporaneo, Luscio Lanuvino, trovandosi sia a giustificare il suo ricorso alla contaminatio, cioè l’uso di fondere insieme elementi tratti da originali diversi, sia a difendersi dall’accusa di aver plagiato i suoi originali greci. Per bocca del prologo, Terenzio stesso si rivolge al suo spettatore, pregandolo di non essere frettoloso nel giudicare il nuovo teatro che gli si propone, ma di soffermarsi a valutarne le caratteristiche più profonde.
Annotazioni
- Ruolo: lat. partis; è accusativo plurale arcaico per partes: tracce di arcaismo come questa affiorano spesso nella lingua di Terenzio, a ricordarci che pur nella raffinatezza stilistica questi versi sono espressione di un latino non ancora ‘classico’. - portavoce: lat. oratorem; in questa sezione, l’attore che si rivolge al pubblico dismette i panni del prologo per indossare quelli dell’avvocato difensore di Terenzio, contro i suoi critici malevoli. Ecco perché in questi versi compaiono altre parole proprie del lessico giuridico e retorico, come iudicium, «processo» e oratio, «orazione».- Ma l’avvocato … recitarvi: vale a dire che Turpione metterà tutto il proprio talento retorico nel presentare questa difesa (orationem hanc) di Terenzio. Gli argomenti che egli esporrà di seguito, però, sono stati individuati da Terenzio stesso: se la difesa riuscirà, quindi, il merito sarà del poeta.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo del prologo nell'Heautontimorùmenos di Terenzio?
- Quali sono le principali accuse mosse a Terenzio dai suoi contemporanei?
- Come risponde Terenzio alle accuse di contaminatio?
- In che modo il prologo terenziano differisce da quello tradizionale?
- Qual è l'approccio di Terenzio verso il suo pubblico attraverso il prologo?
Il prologo nell'Heautontimorùmenos, affidato ad Ambivio Turpione, funge da difesa di Terenzio contro le accuse dei suoi contemporanei, piuttosto che introdurre i personaggi e l'antefatto come nella tradizione della Commedia Nuova greca.
Terenzio è accusato di aver "contaminato" i suoi modelli, inserendo scene e personaggi da altre commedie greche, e di essere un prestanome degli Scipioni, mancando delle competenze per comporre commedie.
Terenzio non nega di aver utilizzato la contaminatio, ma afferma di non pentirsene e di voler continuare a farlo, sostenendo che anche altri illustri autori latini avevano adottato questa pratica.
Il prologo terenziano rinuncia alla funzione espositiva tradizionale e si concentra su una discussione letteraria, rispondendo alle critiche e invitando il pubblico a valutare le innovazioni del suo teatro.
Terenzio, tramite il prologo, invita il pubblico a non giudicare frettolosamente il suo nuovo teatro, ma a soffermarsi sulle sue caratteristiche più profonde, difendendo le sue scelte artistiche.