Concetti Chiave

  • L'attività vulcanica secondaria comprende fenomeni come emissioni di gas e manifestazioni idrotermali, anche in assenza di eruzioni.
  • Le sorgenti termali e i geyser sono manifestazioni di acque calde legate a camere magmatiche, con temperature superiori a 20 °C e getti d'acqua regolari.
  • Fumarole e soffioni emettono vapore e gas da fratture nel terreno, con differenze di intensità tra le due manifestazioni.
  • Il rischio vulcanico è calcolato considerando pericolosità, esposizione e vulnerabilità, influenzato da fattori storici e geomorfologici.
  • Per la previsione delle eruzioni, è fondamentale monitorare i segnali precursori e stabilire piani di evacuazione basati su dati storici e rilevamenti.

Indice

  1. Attività vulcanica secondaria
  2. Sorgenti termali e geyser
  3. Fumarole e soffioni
  4. Pericolosità dei vulcani
  5. Rischio vulcanico e fattori
  6. Monitoraggio e previsione eruzioni

Attività vulcanica secondaria

Anche in assenza di attività eruttiva nei pressi di un vulcano si può verificare attività vulcanica secondaria. Si tratta di fenomeni legati alla presenza del magma nel sottosuolo che consistono in emissioni di gas e vapori e in manifestazioni idrotermali. Tali fenomeni possono manifestarsi nelle fasi di quiescenza e nelle fasi tardive dell’attività di un vulcano e proseguire anche a distanza di secoli dalla sua estinzione.

Sorgenti termali e geyser

Sorgenti termali: affioramenti di acque sotterranee, che sgorgano dal terreno, con temperature superiori a 20 °C. Sono localizzate lungo le linee di frattura o in prossimità di crateri spenti.

Geyser: sorgenti termali che emettono alti getti d’acqua calda ricca di sostanze disciolte, è spinta verso l’alto con notevole forza a intervalli regolari. Sono localizzati in prossimità di una camera magmatica poco profonda che riscalda acque di falda.

Fumarole e soffioni

Fumarole e soffioni: emissioni di vapore acqueo e altri gas da fratture del terreno. Le solfatare contengono zolfo e i soffioni boraciferi vapore acqueo con acido borico in soluzione. I getti di vapore acqueo e gas sono meno forti nel caso delle fumarole e più violenti nel caso di soffioni.
Mud pot o salse: vulcanetti di fango e pozze di fango ribollente per esalazioni gassose. Si formano per fenomeni vulcanici secondari in terreni argillosi, melmosi o in laghetti.

L’energia geotermica è l’energia che proviene direttamente dal calore interno del pianeta, è considerata una forma di energia rinnovabile e praticamente inesauribile e può essere impiegata per il teleriscaldamento e per il riscaldamento domestico.

Pericolosità dei vulcani

La pericolosità dei vulcani è legata alle caratteristiche della loro attività.

I vulcani caratterizzati da attività unicamente effusiva sono i meno pericolosi.

I vulcani caratterizzati da attività esplosiva sono i più pericolosi; possono causare enormi catastrofi, soprattutto se inattivi da lungo tempo.

Rischio vulcanico e fattori

Il rischio vulcanico è un parametro che dipende da tre fattori:

1. pericolosità dell’evento vulcanico cioè la probabilità che si verifichi un’eruzione in un certo intervallo di tempo e in una data area;

2. esposizione cioè l’entità dei danni economici e i costi in perdite di vite umane che l’evento vulcanico potrebbe produrre;

3. vulnerabilità cioè la capacità del territorio (persone, edifici, infrastrutture, attività economiche) di tollerare gli effetti di un’eruzione.

Rischio vulcanico = pericolosità: vulnerabilità ed esposizione.

A determinare il rischio vulcanico concorrono numerosi fattori, tra i quali:

- la storia eruttiva del vulcano;

- l’evoluzione magmatica del vulcano;

- il «periodo di ritorno» dell’attività vulcanica;

- la morfologia dell’edificio vulcanico;

- i venti prevalenti nell’area del vulcano.

Monitoraggio e previsione eruzioni

Con i dati relativi a tutti questi parametri si elaborano carte utilizzate per piani di evacuazione e per le pianificazioni urbanistiche.

Il primo passo per una buona previsione è la realizzazione di una rete di monitoraggio per registrare eventuali segni premonitori di un’eruzione.

Generalmente un’eruzione vulcanica è preceduta da fenomeni precursori che si verificano all’approssimarsi del magma alla superficie terrestre:

- improvvise emissioni di gas e vapore acqueo

- piccole e frequenti scosse sismiche

- sollevamenti e deformazioni del suolo

- variazioni del campo magnetico locale

- variazioni del regime termico

- variazioni di livello dell'acqua dei pozzi

La sorveglianza del vulcano si effettua mediante campionamenti e rilevazioni strumentali e satellitari. I dati raccolti sul campo possono essere integrati con dati storici relativi alle eruzioni del passato.

È necessario inoltre definire i livelli di allerta e predisporre efficaci piani di evacuazione.

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Domande da interrogazione

  1. Che cos'è l'attività vulcanica secondaria e come si manifesta?
  2. L'attività vulcanica secondaria si riferisce a fenomeni legati alla presenza di magma nel sottosuolo, come emissioni di gas e vapori e manifestazioni idrotermali, che possono verificarsi anche in assenza di eruzioni e continuare per secoli dopo l'estinzione del vulcano.

  3. Qual è la differenza tra sorgenti termali e geyser?
  4. Le sorgenti termali sono affioramenti di acque sotterranee con temperature superiori a 20 °C, mentre i geyser emettono alti getti d'acqua calda a intervalli regolari, grazie alla presenza di una camera magmatica poco profonda che riscalda le acque di falda.

  5. Quali sono i principali fattori che determinano il rischio vulcanico?
  6. Il rischio vulcanico dipende dalla pericolosità dell'evento vulcanico, dall'esposizione ai danni e dalla vulnerabilità del territorio, che include la capacità di persone, edifici e infrastrutture di tollerare gli effetti di un'eruzione.

  7. Come si monitora e si prevede un'eruzione vulcanica?
  8. Il monitoraggio avviene attraverso una rete di rilevazione di segni premonitori, come emissioni di gas, scosse sismiche e deformazioni del suolo, e i dati raccolti vengono utilizzati per elaborare piani di evacuazione e urbanistici.

  9. Quali sono le caratteristiche dei vulcani più pericolosi?
  10. I vulcani con attività esplosiva sono considerati i più pericolosi, poiché possono causare enormi catastrofi, specialmente se inattivi da lungo tempo, mentre quelli con attività effusiva sono generalmente meno rischiosi.

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