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I terremoti sono strettamente associati ai movimenti delle placche e a quanto avviene ai loro margini.
La sismicità è quindi l’espressione dei movimenti relativi tra placche litosferiche.
Le zone ad alta sismicità si identificano con aree strutturali caratteristiche, quali le dorsali oceaniche, le fosse oceaniche, le catene montuose recenti, le zone a elevata attività vulcanica e le valli continentali di sprofondamento come le fosse tettoniche.
Si distinguono quattro tipi di zone sismiche:
- il primo tipo è rappresentato dall’asse delle dorsali oceaniche, dove i terremoti sono poco profondi (70km) e accompagnati da attività vulcanica;
- il secondo tipo è caratterizzato sempre da una lieve profondità dei terremoti ma non vi è attività vulcanica, ne sono alcuni esempi la Faglia di San Andreas e la Faglia dell’Anatolia;
- il terzo tipo è strettamente connesso con le fosse oceaniche e i sistemi di archi insulari, in questa zona possono verificarsi terremoti superficiali, intermedi o profondi, la profondità aumenta con la distanza dalla fossa seguendo un ipotetico piano, chiamato Piano di Benioff, interpretato come un fenomeno di subduzione;

- il quarto tipo si tratta di una vasta zona continentale con sismicità diffusa con terremoti superficiali o intermedi associati a elevate catene montuose.

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