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Descrizione del campo magnetico terrestre


Per spiegare il campo magnetico si è pensato alla teoria della dinamo ad autoeccitazione, che afferma che il campo magnetico è generato dal movimento di alcune cariche elettriche che danno origine al campo magnetico. Queste cariche si pensa che si muovano nel nucleo, che essendo metallico fa da conduttore. Esse sono state generate probabilmente da un piccolo campo magnetico preso dal sole o dalla rotazione. Esso ha generato un campo elettrico che a sua volta genera un campo magnetico.
L’angolo tra l’asse della Terra e quello magnetico è 11,5. La declinazione magnetica è data dall’angolo tra l’ago della bussola e il meridiano in cui mi trovo. L’angolo d’inclinazione magnetica è l’angolo formato dalle linee di campo e l’orizzonte. All’equatore quest’angolo è 0, mentre ai poli è 90°. L’intensità del campo magnetico terrestre si misura in tesla ed è circa un decimo rispetto a quella di una normale calamita. Anch’essa varia a seconda di dove ci troviamo in modo regolare. Se questa regolarità viene meno e c’è un’irregolarità vuol dire che è successo qualcosa. Nelle rocce alcuni minerali (ferromagnetici) hanno registrato campi magnetici invertiti rispetto a quelli attuali. Il campo magnetico quindi circa 600.000 anni fa era invertito. Attualmente dal punto di vista fisico questo fenomeno è inspiegabile. Sappiamo questo grazie ad alcuni minerali capaci di testimoniare, sottoposti ad opportune analisi, il campo magnetico del passato (paleomagnetismo). Ci sono quindi epoche magnetiche normali ed epoche magnetiche inverse.
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