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I pozzi


l metodo più diffuso per prelevare l’acqua dalle falde acquifere la costruzione di pozzi, cioè perforazioni verticali che raggiungono la falda sotterranea e da cui l’acqua può essere trasportata in superficie.
Il livello della superficie freatica può fluttuare in modo considerevole nel corso dell’anno, dunque, per garantire un rifornimento costante di acqua, un pozzo deve penetrare molto al di sotto della superficie freatica stessa. I pozzi sono stati utilizzati per secoli e anche oggi costituiscono uno dei metodi principali per ricavare l’acqua necessaria all’agricoltura, all’industria e all’uso domestico. In molte aree le falde acquifere costituiscono una risorsa rinnovabile, costantemente alimentata dalla pioggia e dalla fusione della neve.
Tuttavia, è bene ricordare che in alcune regioni uno sfruttamento eccessivo delle falde sotterranee non adeguatamente controbilanciato dall’apporto di acque meteoriche, può portare a un progressivo esaurimento di questa preziosa risorsa.

I pozzi artesiani: nella maggior parte dei pozzi l’acqua sale spontaneamente, ma si mantiene circa allo stesso livello e deve essere estratta con l’ausilio di una pompa. In alcune ipotesi invece l’acqua può risalire talvolta fino a raggiungere la superficie: in questi casi si parla di pozzi artesiani. Perché ciò accada devono verificarsi due condizioni: in primo luogo, l’acqua deve essere confinata in un acquifero inclinato che abbia un’estremità esposte in superficie, dove avviene la ricarica della falda; quindi devono essere presenti un acquicludo sopra e uno sotto all’acquifero.

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