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Cosa sono i fossili?


La parola fossile deriva dal latino fossilis, da fodere, scavare ed indica il resto o l'impronta di organismi vegetali o animali, vissuti precedentemente all'epoca attuale, conservatosi negli strati della crosta terrestre. I resti di una specie estintasi in epoca storica, non sono necessariamente fossili, così una specie attualmente vivente può anche essere nota allo stato fossile.
Mentre i resti fossili provenienti da esseri recentemente estinti, vengono definiti forme subfossili, si considerano propriamente fossili solo i resti di organismi vissuti in epoca anteriore all'attuale. La conservazione di questi elementi, dipende principalmente dalla natura del suolo, che li può racchiudere all’interno di sostanze inorganiche (pietrificazione) o conservare animali o vegetali all’interno di ghiacci, come per il famoso Mammuth , ritrovato negli ultimi anni, all’interno di un blocco di ghiaccio, completamente intatto, nelle cui viscere si trovavano gli alimenti che aveva assunto prima di morire.

Cos'è la fossilizzazione


La fossilizzazione è un processo molto raro, perché può avvenire solo in particolari condizioni ambientali e deve verificarsi molto rapidamente. Subito dopo la morte, l’organismo deve essere ricoperto da sedimenti compatti, come il fango o le sabbie, per non venire distrutto dai batteri o dagli agenti atmosferici.
I processi di fossilizzazione
• Mineralizzazione: è il processo più diffuso. Lo spazio vuoto lasciato dal sedimento dell’organismo morto, viene riempito da sostanze minerali come il carbonato di calcio, la silice e il fosfato di calcio.

• Inglobamento: il processo dell’inglobamento è quello che crea i fossili più belli, perché gli organismi vengono inglobati da una resina prodotta dagli alberi che una volta seccata forma l’ambra.

• Mummificazione e congelamento: è il processo in cui gli organismi vengono congelati per le basse temperature. Grazie a questo processo, gli elementi fossilizzati rimangono completamente intatti.

Come si datano i fossili


I fossili si possono datare attraverso la datazione relativa e assoluta.
• Datazione relativa: La datazione relativa è data dalla correlazione tra unità litostratigrafiche e biostratigrafiche, situate in differenti regioni della terra, questa datazione ha permesso di stabilire una successione relativa degli avvenimenti biologici e geologici, che sono stati ordinati in una scala geocronologica. Questa può essere suddivisa in unità geocronologiche, che corrispondono a intervalli di tempo limitati da avvenimenti particolari della storia biologica o geologica della terra. A ciascuna unità corrispondono delle particolari sequenze di strati sedimentari depositatisi in quel preciso intervallo di tempo, dette unità cronostratigrafiche.

• Datazione assoluta: I metodi di datazione assoluta permettono di attribuire una determinata età alle rocce e ai fossili e dunque anche all'evento che li ha originati, specificando la sua durata.
Tra i diversi metodi di datazione assoluta rivestono particolare importanza i metodi radiometrici che si basano sulla misura della radioattività residua di rocce e fossili. La radioattività è una proprietà di alcuni isotopi instabili di certi elementi, che nel tempo si trasformano spontaneamente in isotopi stabili dello stesso elemento o di un elemento differente, attraverso il fenomeno del decadimento radioattivo consistente nell'emissione di raggi (o particelle) alfa, beta o gamma.
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