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Economia bulgara


L’agricoltura è l’attività principale del popolo bulgaro. I cereali (specialmente frumento e granoturco) vengono largamente coltivati e sono oggetto di una notevole esportazione. Tra le colture industriali, molto importanti sono quelle del tabacco (vallata della Màritza), di finissima qualità, e delle piante oleifere (girasole), dai cui semi si ricava tanto olio da sopperire interamente al consumo nazionale. In continuo aumento è pure la produzione del cotone e della barbabietola da zucchero. Tipica dell’agricoltura bulgara è la coltura delle fragole, nella regione di Plovdiv, e quella delle rose, nella Valle della Tundza, affluente della Màritza, detta “Valle delle rose”. Dai fiori vengono distillate essenze pregiate la cui produzione, però, è molto diminuita a causa della concorrenza dei prodotti chimici. Notevole e in continuo aumento è la coltura della vite, dei meli e dei prugni, i cui frutti sono largamente esportati. Circa un terzo del territorio è coperto da foreste, che vengono intensamente sfruttate. L’allevamento del bestiame è di grande importanza per l’economia del paese. Gli ovini e i caprini prevalgono sui suini e i bovini. Notevolissimi sono pure l’allevamento del pollame, che alimenta un’intensa esportazione di uova, e l’apicoltura. La bachicoltura viene praticata soprattutto nella Bulgaria meridionale. Il sottosuolo contiene carbone, petrolio (nella Dobrugia) e minerali vari (di zinco, di piombo, di ferro, di manganese e di alluminio). Fino a oggi tali risorse erano state sfruttate pochissimo, ma ora si nota un continuo aumento della produzione. Anche le industrie idroelettrica, metallurgica, meccanica e chimica stanno facendo notevoli progressi. Abbastanza fiorente è l’industria tessile che, contrariamente alle precedenti, vanta un’antica tradizione. Molto apprezzati sono i tappeti di produzione artigianale.
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