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Classificazione delle Coste

Ci sono tanti diverse classificazioni perché essendo ambienti transazionali i criteri che si possono seguire sono diversi.

A piccola scala agiscono fattori quali onde e maree. A media scala si distinguono prevalentemente coste alte e coste bassa. Ad grande scala influiscono la tettonica delle placche, le oscillazioni eustatiche (del livello del mare) di bassa frequenza e i grandi contesti oceanografici che si esplicano nelle grandi circolazioni oceaniche.

La classificazione di Suess (1888) distingue le coste in funzione dell’orientamento dei principali lineamenti tettonici: tipo “Atlantico” e tipo “Pacifico”; Cotton (1952) in coste tettonicamente stabili e instabili; Inman e Nordstron (1971) in relazione alla tettonica delle placche. I margini passivi sono caratterizzati da una sedimentazione che registra in modo relativamente più tranquillo le variazioni eustatiche. Nei margini attivi la tettonica e la subsidenza complicano molto il segnale eustatico. Il margine passivo o Atlantico presenta il classico passaggio piattaforma – scarpata prossimale (pendenza ~2) e scarpata distale (continental rise) che è la parte meno ripida della scarpata in raccordo con la piana abissale. Nel margine attivo convergente troviamo le zone di subduzione con pendenze maggiori per cui tutti gli ambienti sono molto più serrati tra di loro e in genere non abbiamo il continental rise ma abbiamo una piattaforma molto stressa caratterizzata da melange di depositi che vengono raschiati dal fondo durante la subduzione e che sono sia di tipo oceanico che di tipo continentale. La scarpata è molto più ripida (~6) e passa direttamente alle fosse oceaniche molto profonde.

In funzione dell’ Andamento topografico si distinguono morfologicamente Coste Alte e Coste Basse la cui topografia determina quali processi e forzanti agiscono sull’evoluzione della costa stessa.

In funzione della Litologia, che è funzione dell’erodibilità, si distinguono: coste di tipo granitico o calcareo che possono conservare elevate pendenze e hanno tassi di erosione poco elevati; coste di materiale più incoerente, piroclastiche o bioclastiche hanno un tasso di erosione molto maggiore quindi gli agenti atmosferici e il mare riescono a modellarle più facilmente.

In funzione del Pendio (per le coste basse) diciamo che le coste basse a granulometria grossolana possono mantenere maggiori pendenze di coste basse a granulometria medio-fine.

In funzione dei Regimi di onde e maree distinguiamo i tre regimi Micro- Meso- e Macrotidale in base alla minore o maggiore influenza delle maree e dall’entità dell’escursione delle stesse. Ci sono così differenze tra delta e estuari dominati da onde o da maree.

In funzione della Sedimentazione e dei Regimi energetici: distinguiamo un Regime Dissipativo da uno Riflessivo passando per due stadi intermedi. Dal Dissipativo al Riflessivo la granulometria aumenta mentre la mobilità del sedimento e la stabilità della costa diminuiscono. Nel Regime Dissipativo, l’effetto dell’onda viene smorzato dal profilo blando, poco ripido ed esteso e quindi il suo effetto viene dissipato avvicinandosi alla costa che risulta così più stabile e caratterizzata da sedimentazione prevalentemente siltosa-fangosa. Nel Regime Riflessivo abbiamo pendenze maggiori: le onde scaricano la loro energia ad una certa distanza dalla costa, che non ha un profilo molto esteso. In corrispondenza del Livello di Base delle onde questo porta alla formazione di una barra sommersa che può essere più o meno complessa. Nel primo caso intermedio domina ancora la sedimentazione di tipo sabbioso e vediamo alle spalle della barra un tombolo, o solco, meno pronunciato che nel secondo caso in cui il sistema è composito. In questo secondo caso troviamo un regime dissipativo nella zona dietro alla barra dove le onde, che si infrangono davanti ad essa, vengono qui smorzate.

La classificazione di Davies (1980) è basata sul tipo di onde incidenti da tempesta, onde lunghe e basse (swell), onde da venti alisei e monsoni.

Inoltre si possono distinguere coste di sommersione, emersione, neutre e composite (è spesso la classificazione più utilizzata), in base alla storia tettonica e alle variazioni del livello del mare. Per sommersione ed emersione ci si riferisce all’ultimo ciclo di livello del mare: morfologie sommerse o emerse lungo la costa che sono state create da processi e agenti diversi da quelli che agiscono attualmente. Hanno una morfologia ereditata. Le aree di sommersione sono aree che sono state soggette ad un forte innalzamento del livello del mare, amplificato da fenomeni di isostasia e tettonici. La morfologia di queste coste si è formata in funzione di processi di regime continentale. I fiordi sono aree in cui il mare è trasgredito all’interno, ma la loro morfologia è stata determinata dall’erosione dei ghiacci che per arrivare al mare hanno scavato valli molto profonde e a “U”. Il mare vi è trasgredito durante lo scioglimento dei ghiacci dell’ultimo interglaciale, fase che stiamo vivendo ancora adesso. Nei Rias invece l’agente morfogenetico è il regime fluviale a “V” e quindi più tipica delle medio-basse latitudini (eg. Dalmazia e Portogallo). Il substrato su cui poggia il sedimento marino che si sta depositando oggi poggia quindi su due profili diversi: a “U” per i fiordi, a “V” per i Rias. Il ghiaccio, per il suo notevole spessore non erodeva solo la valle ma anche i fianchi. Inoltre, mentre il ghiaccio può erodere anche sotto il livello del mare, i fiumi perdono la loro capacità erosiva al livello di base del mare, per cui i fiordi possono essere più profondi. Infine bisogna considerare il fenomeno isostatico: quando il ghiaccio si scioglie diminuisce consistentemente il peso della crosta sul mantello che quindi si riassesta sollevandosi. Così alle alte latitudini, per lo scioglimento dei ghiacci la crosta si sta rialzando, alle latitudini minori, per compensazione si sta abbassando.

I Rias sono in genere valli sommerse perpendicolari alla linea di costa. Se paralleli alla linea di costa isolano all’interno delle piccole lagune ancora però a contatto col mare. I Rias si possono formare anche in piega sinclinalica.
Le aree emerse sono normalmente determinate dalla Tettonica e le morfologie legate ai processi marini sono quindi emerse (eg. in Calabria le coste sono state formate da sollevamento tettonico).

Inoltre possiamo distinguere coste Primarie e Secondarie in funzione dell’agente morfogenetico principale. Quelle Primarie sono modellate da processi esogeni e endogeni, quindi l’agente morfogenetico non è marino. Quelle Secondarie sono modellate dal mare e/o costruite da organismi marini, quindi l’agente morfogenetico principale è marino.

In funzione dei processi agenti possiamo anche distinguere coste in avanzamento o arretramento a seconda che prevalga erosione o deposizione. Coste in avanzamento per emersione o per accrescimento, si ha pro gradazione costiera. Coste in arretramento per sommersione o per erosione marina, si ha regressione della linea di costa (possibili cause sono innalzamento livello del mare, sommersione, diminuzione input terrigeno, erosione).

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