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Diagramma delle curve dromocrone: diagramma con lo spazio (distanze del sismografo dall'epicentro) in ascissa e tempo (tempo che registra momento di arrivo della prima onda P, della prima onda S e della prima onda superficiale) in ordinata. Si è riscontrato facendo brillare delle mine, e quindi usando dei terremoti provocati artificialmente, che le onde superficiali hanno una velocità di propagazione costante, infatti a qualsiasi distanza noi andiamo dall'epicentro esse si propagano con una velocità tale per cui il nostro diagramma viene ad essere una bisettrice (proporzionalità diretta= velocità costante= 6,5 km/sec). La velocità è costante perchè sono onde che si propagano sulla superficie di separazione tra terra e aria, cioè corrono lungo mezzi che sono sempre confrontabili. Invece le onde P e S accelerano via via che arrivano a propagarsi a distanze sempre maggiori. Una volta che è stato ottenuto questo diagramma attraverso terremoti artificiali e confrontando poi i terremoti naturali, si è trovato il modo per calcolare la distanza dell'epicentro dal nostro sismografo. Nel momento in cui si hanno almeno 3 sismografi posti in luoghi diversi, noi dai dati del sismogramma, usando le curve dromocrone, siamo in grado di decidere dove sta l'epicentro del terremoto.

Le curve dromocrone servono anche per fare indagini sulla costituzione interna del nostro pianeta perchè i geofisici si sono chiesti il perchè le onde P più arrivano distanti dall'epicentro e più accelerano e anche le onde S anche se meno di quelle P. Risposta: nell'interno del pianeta ci sono tanti strati di rocce diverse e via via che si scende a profondità maggiore le rocce sono sempre più compresse e quindi sempre più dense. Inoltre anche dal punto di vista chimico è probabile che siano fatte di elementi chimici sempre più pesanti.
Le onde P hanno direzioni diverse e prima o poi scendendo nel pianeta incontrano una superficie di discontinuità tra due materiali rocciosi diversi per composizione chimica, mineralogica e per densità, e subiscono quindi rifrazione e ci sarà qualche caso in cui l'angolo di incidenza delle onde sulla superficie di separazione sarà un angolo critico, che provoca rifrazione totale. Con la rifrazione totale l'onda si propaga con la stessa velocità del secondo mezzo (quello più denso). Ogni punto del fronte d'onda lungo il quale si sta propagando l'onda che sta subendo rifrazione totale diventa sorgente di nuove onde sismiche che vengono riflesse all'indietro, una di queste andrà a finire in un qualche sismografo. Le onde che sono scese a profondità maggiore avranno viaggiato più velocemente perchè avranno incontrato mezzi più densi con elasticità maggiore, e quindi con capacità di propagarle più velocemente; l'onda che ha fatto questo percorso, fa un percorso geometricamente più lungo ma elasticamente più veloce.

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