Concetti Chiave
- Nietzsche visse una vita segnata dalla malattia e dalla scrittura prolifica, ottenendo una cattedra di filologia a Basilea a soli 24 anni.
- La sua concezione di grecità richiede un equilibrio tra spirito apollineo e dionisiaco, enfatizzando l'importanza di vivere tutte le emozioni.
- Critica la saturazione storica del XIX secolo, sostenendo che la storiografia antiquata impedisce di vivere nel presente e promuovendo una storiografia critica.
- In "Così parlò Zarathustra", Nietzsche descrive le tre metamorfosi dello spirito: cammello, leone e bambino, rappresentando un percorso di crescita personale.
- La morale dei signori esalta valori come nobiltà e coraggio, mentre quella degli schiavi si caratterizza da umiltà e dipendenza da valori esterni.
Qual è la vita di Nietzsche?
Nietzsche visse una vita difficile e travagliata: la sifilide, contratta in gioventù, lo porta a chiudersi in se stesso e a dar vita ad un'attività di scrittura prolifica. Studia filologia e filosofia, a 24 anni ottiene la cattedra di filologia classica a Basilea.
La concezione della grecità
Elabora la sua concezione di grecità, per cui ci deve essere un sincretismo tra spirito apollineo e spirito dionisiaco, rappresentato dalle tragedie di Eschilo e Sofocle, ma che degenera in quelle euripidee e nell'intellettualismo etico di Socrate, il quale faceva prevalere la razionalità (spirito apollineo) sull'istintualità (spirito dionisiaco). Apollo è la divinità delle arti plastiche (scultura e architettura), in cui c'è rigore formale, mentre Dioniso è l'ebbrezza, la musica, l'alcol, dunque l'assenza di barriere tra sé e gli oggetti: il coro delle Baccanti ne è simbolo, dato che esse accettano tutto ciò che si presenta loro di vivere. Tutti gli stati emotivi, secondo Nietzsche, vanno vissuti, bilanciando i due spiriti.
La storia secondo Nietzsche
Egli elabora una propria concezione della storia in "Le considerazioni inattuali sull'utilità e il danno della storia per la vita": secondo Nietzsche, vi è una saturazione storica negativa, l'800 dà agli individui più nozioni culturali di quanto possano metabolizzare e digerire. La storiografia antiquata cristallizza il passato e rischia di non far vivere nel presente, è propria delle persone che non colgono la realtà presente e sono inchiodate al passato, mentre per Nietzsche bisogna vivere l'attimo, tutti devono essere amorfati, non legati ai vincoli del passato. La storiografia monumentale è positiva per certi versi, poiché si cercano gesta eroiche del passato per riviverle nel presente. La storiografica critica è la più utile, in quanto consente di guardare agli errori del passato per non ripeterli nel presente e pone come punto di riferimento l'attualità.
Le metamorfosi dello spirito
In "Così parlò Zarathustra", il filosofo analizza le tre metamorfosi dello spirito: il cammello (spirito con potere persuasivo) è simbolo di sopportazione e di pazienza, ma anche di colui che porta su di sé il peso della storia e arranca sotto il peso eccessivo. Il leone (spirito con potere coercitivo) è simbolo di forza, libertà e volontà, ma anche di colui che guarda con fierezza al passato. Infine, il bambino (spirito con potere suggestivo) rappresenta il fare ed il disfare della vita, colui che non ha ricordo del passato e affronta ciò che avviene con spirito dionisiaco.
Critica ai falsi valori morali
"Umano troppo umano" è dedicato a Voltaire, il quale, secondo Nietzsche, inaugura un cambiamento, criticando chi si affida ai falsi valori morali, sostenendo di voler filosofare con il martello, cioè distruggendo tutte le certezze morali ed etiche su cui poggiava la suddivisione tra bene e male; Platone, ad esempio, annunciando l'iperuranio, superiore al mondo terreno, ha creato una distinzione sbagliata, poiché la vita si svolge sul mondo terreno (ritorno alla terrestrità).
Morale dei signori e degli schiavi
In "Aldilà del bene e del male", egli tratta la morale dei signori e degli schiavi: quella dei primi esalta ciò che è nobile, fiero, coraggioso, ardito, di chi si autostima e non ha bisogno che il proprio valore provenga dall'esterno. Gli schiavi sono umili per autosvalutazione, non hanno una personalità spiccata, infatti appartengono a movimenti di aggregazione come il socialismo o il cristianesimo.
Concezione del tempo
Il tempo per Nietzsche non ha uno svolgimento lineare, come sosteneva ad esempio Hegel, ma circolare, rifacendosi ad una concezione prettamente ellenica: l'individuo deve accettare il proprio destino (amor fati), imprimendo però il sigillo della propria Volontà di Potenza, perciò non si tratta di un'accettazione passiva ma volontaristica, non bisogna accettare i valori delle false morali ma essere a favore dell'individualismo, senza lasciarsi sottomettere (Superuomo). L'eterno ritorno dell'uguale indica, in termini filosofici, la circolarità del tempo.
Domande da interrogazione
- Qual è la concezione di grecità di Nietzsche?
- Come vede Nietzsche la storia e il suo impatto sulla vita?
- Cosa rappresentano le tre metamorfosi dello spirito in "Così parlò Zarathustra"?
- Qual è la critica di Nietzsche ai valori morali tradizionali?
- Come si differenziano la morale dei signori e quella degli schiavi secondo Nietzsche?
Nietzsche propone un sincretismo tra spirito apollineo e spirito dionisiaco, evidenziando l'importanza di bilanciare razionalità e istintualità, come rappresentato nelle tragedie di Eschilo e Sofocle.
Nietzsche critica la saturazione storica dell'800, sostenendo che la storiografia antiquata impedisce di vivere nel presente; promuove invece una storiografia critica che aiuti a imparare dagli errori del passato.
Le metamorfosi dello spirito simboleggiano il cammello (sopportazione), il leone (forza e libertà) e il bambino (creatività e spontaneità), evidenziando un percorso di crescita e trasformazione personale.
In "Umano troppo umano", Nietzsche critica i falsi valori morali, sostenendo la necessità di distruggere le certezze etiche che separano il bene dal male, e promuovendo un ritorno alla vita terrena.
La morale dei signori esalta nobiltà e coraggio, mentre quella degli schiavi è caratterizzata da umiltà e autosvalutazione, riflettendo una mancanza di personalità e una dipendenza da movimenti collettivi.