Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Locke considera lo stato di natura come una comunità sociale in cui esiste un diritto di punizione, non come uno stato di guerra.
  • Il diritto di punizione è esercitato in modo razionale e proporzionale, consentendo a un uomo di punire un altro solo per riparazione e repressione.
  • La legge di natura permette a ogni individuo di punire le offese, poiché chi trasgredisce si esclude dalla comune umanità.
  • Locke afferma che le leggi di uno stato non si applicano agli stranieri, giustificando il potere di punire attraverso la legge di natura universale.
  • La transizione dallo stato di natura allo stato di guerra è legata alla necessità di un patto sociale, derivante dalla mutevolezza e dalla reazione a essa.

Indice

  1. Qual è lo stato di natura secondo Locke?
  2. Il diritto di punizione
  3. La legge di natura e la punizione

Qual è lo stato di natura secondo Locke?

C’è un secondo elemento significativo che ci testimonia come per Locke questo stato di natura non sia ancora uno stato di guerra, ma una forma di comunità sociale: egli immagina che in questo stato di natura possa esistere già una sorta di diritto di punizione, un potere esecutivo.

Il diritto di punizione

«Nello stato di natura, un uomo consegue un potere su un altro; ma non il potere assoluto o arbitrario di disporne secondo le ire passionali o la stravaganza senza limiti della sua volontà, ma solo di punirlo secondo quanto detta una ragione e una coscienza pacata in misura proporzionale alla sua trasgressione, ovvero quanto serve come misura di riparazione e repressione. Queste sono le uniche due ragioni per cui un uomo può legittimamente nuocere ad un altro, che è ciò che si chiama punizione. Nel trasgredire la legge di natura, l’offensore dichiara lui stesso di vivere secondo un’altra regola rispetto a quella della ragione e della comune equità […] ogni uomo, in base al diritto che egli ha di preservare l’umanità in generale, può reprimere, o laddove necessario, distruggere quanto è nocivo ad essa». Nello stato di natura ognuno ha il diritto di punire qualcuno, perché chi commette qualcosa che entra in contraddizione con l’esercizio libero della ragione (con la prima legge di natura) si sta automaticamente tirando fuori dalla comune umanità. Il diritto di punire si esercita nel libero esercizio tra l’offeso e colui che offende: Locke ritiene il soggetto capace di autoregolarsi. E noi, che dobbiamo provvedere alla sopravvivenza dell’umanità, immediatamente abbiamo il diritto di punirlo.

La legge di natura e la punizione

«Non dubito che questa dottrina apparirà assai strana ad alcuni. Prima che la si condanni, tuttavia, vorrei mi si spiegasse in conformità a quale diritto un principe o uno stato può mettere a morte, o punire uno straniero, per un qualsiasi crimine che egli ha commesso nel loro paese. È certo che le leggi, anche se sanzionate dalla volontà espressa del legislatore, non riguardano chi è straniero: non sono rivolte a lui, né, se anche gli si rivolgessero, egli sarebbe tenuto a prestare loro ascolto. L’autorità legislativa, in base alla quale le leggi hanno vigore sui sudditi di quella società politica, non ha potere su di lui. Coloro che hanno il potere supremo di fare le leggi in Inghilterra, Francia o Olanda, sono per un indiano, come per il resto del mondo, uomini senza autorità: e quindi se non è in base alla legge di natura che ogni uomo ha un potere di punire le offese contro di essa, nella misura in cui con buon senso ritenga che il caso lo richieda, non vedo su quale base i magistrati di una comunità possano punire uno straniero di un altro paese». Locke non sta argomentando che quel singolo indiano punito in Olanda venga punito in nome di una trasgressione alla comune umanità, ma sta facendo riferimento alla legge di natura come esercizio razionale. Questo passaggio ci introduce alle due premesse (dallo stato di natura si va allo stato di guerra;) che, secondo Locke, sono consecutive alla necessità del patto: esse hanno una comune radice, cioè la mutevolezza, ovvero la questione della risposta eccedente alla mutevolezza.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è la concezione di Locke riguardo allo stato di natura?
  2. Locke considera lo stato di natura non come uno stato di guerra, ma come una forma di comunità sociale in cui esiste un diritto di punizione, un potere esecutivo che non è arbitrario, ma guidato dalla ragione e dalla coscienza (testo).

  3. Come si esercita il diritto di punizione secondo Locke?
  4. Il diritto di punizione si esercita in modo proporzionale alla trasgressione e serve a riparare e reprimere, poiché chi commette un'offesa si esclude dalla comune umanità, legittimando così la punizione da parte di chi è offeso (testo).

  5. Qual è il ruolo della legge di natura nella punizione degli stranieri?
  6. Locke sostiene che le leggi di uno stato non si applicano agli stranieri, poiché non hanno autorità su di loro; pertanto, il potere di punire deve basarsi sulla legge di natura, che è universale e razionale (testo).

  7. Quali sono le conseguenze della trasgressione della legge di natura?
  8. La trasgressione della legge di natura porta a una dichiarazione di vivere secondo regole diverse dalla ragione e dalla comune equità, giustificando così il diritto di punire da parte di chi è offeso (testo).

  9. Come si collega la mutevolezza alla necessità del patto secondo Locke?
  10. Locke suggerisce che la mutevolezza è alla base della transizione dallo stato di natura allo stato di guerra, evidenziando la necessità di un patto sociale per affrontare le risposte eccedenti a tale mutevolezza (testo).

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community