Concetti Chiave
- Sant'Agostino, nato a Tageste nel IV secolo d.C., è considerato il padre della Chiesa per il suo impatto significativo sul pensiero cristiano.
- La sua conversione al cristianesimo lo porta a vivere una vita ascetica e a scrivere opere fondamentali come "Le confessioni" e "La città di Dio".
- Secondo Sant'Agostino, il male non è creato da Dio, ma è il risultato della scelta umana di allontanarsi dai beni superiori, stabilendo una gerarchia di beni.
- L'illuminazione divina è necessaria per scegliere i beni superiori, poiché senza di essa l'umanità tende a cadere nei beni inferiori.
- La visione agostiniana del tempo è lineare, con un inizio e una fine, in contrasto con la concezione ciclica degli antichi, ponendo Dio come l'unico eterno.
Indice
La vita di Sant'Agostino
Sant’Agostino: viene considerato il padre della chiesa, perché è considerato il più importante. Egli nacque a Tageste nel 4 secolo d.C. ma visse nel nord Africa a Ippona e poi morì durante l’invasione barbarica dei vandali in Nord Africa. Inizialmente non era cristiano, ma manicheo, dato che seguiva la religione antica del manicheismo, diffusa grazie a Mani e seguita anche dai Cattari, fino alla loro estinzione per mano di Innocenzo III. Il manicheismo credeva nell’esistenza di due divinità: il Dio del bene e il Dio del male. Esse si trovano in conflitto e in base alla prevalenza temporanea, dell’uno sull’altro, si trovano le varie situazioni del mondo (es. Pace-guerra, salute-malattia).
Conversione e opere principali
In gioventù egli si lasciava andare ai piaceri della vita e partecipava anche a delle manifestazioni. A un certo punto si converte al cristianesimo e intraprende una vita ascetica, diventando uno dei più importanti pensatori della patristica.
Le sue opere più importanti sono “le confessioni” e “la città di Dio”. I punti chiave del suo pensiero sono l’origine del male, il libero arbitrio (opera “de libero arbitrio”), una nuova versione del tempo e della storia e la teoria dell’illuminazione. Il suo pensiero può essere diviso in tre parti: quella manichea, quella cristiana (origine del male, libero arbitrio, tempo e storia) e quella della vecchiaia (teoria dell’illuminazione)
Qual è l'origine del male secondo Sant'Agostino?
-L’origine del male: il problema si pone solo quando si converte al cristianesimo, perché il male non è spiegato dalla presenza di un altro Dio, oltre a quello del bene. Si domanda se esiste e perché esiste il male e conclude che Dio non può aver creato il male, ma molteplici beni, dunque stabilisce una gerarchia di beni (aveva una formazione neoplatonica). Alla base pone i beni materiali, successivamente l’anima, sopra i beni spirituali e al vertice pone Dio. Questo è il suo sistema della realtà e il male non esiste dal punto di vista ontologico, bensì è la differenza tra i beni.
Il concetto di libero arbitrio
-Il libero arbitrio: il male è di natura umana poiché l’uomo è libero di scegliere tra i beni inferiori (allontanandosi da Dio) e quelli superiori (avvicinandosi a dio), dunque il male dipende dalla scelta fatta dall’anima. Qui Sant’Agostino si differenzia nettamente dai filosofi antichi, perché secondo la loro visione, detta intellettualismo etico, (Platone in particolare) la verità vincola l’anima e il male coincide con l’ignoranza, al contrario del bene che coincide con la conoscenza. Ritenevano che la possibilità di vivere una vita etica dipendesse dalle condizioni e l’avvicinamento al male era dovuto all’ignoranza. Sant’Agostino introduce invece il volontarismo etico, secondo il quale l’etica dipende dalla volontà e non dalla sapienza, perché il male può essere commesso anche dai sapienti, poiché la verità non è vincolante (es: Adamo ed Eva scelgono di peccare pur trovandosi di fronte alla verità assoluta). Sant’Agostino pone i pilastri della filosofia medievale, la quale è una filosofia cristiana.
Sant’Agostino introduce il concetto di peccato, definito come la volontà di allontanarsi da dio e scegliere i beni inferiori, mentre il bene è la volontà di scegliere i beni superiori. Per Sant’Agostino il male è la volontà di svolgerlo, dunque in caso di involontarietà o ignoranza, non si tratta di peccato. Per Aristotele l’uomo che fa prevalere il suo lato irrazionale, non può essere felice perché non realizza le sue potenzialità.
Tempo e storia nella visione agostiniana
-Tempo e storia: il tempo, la natura o la storia non sono eterni per Sant’Agostino, bensì avanzano linearmente da un inizio ad una fine. Gli antichi spiegavano l’avanzare del tempo in termini di ciclicità e descrivevano la realtà come eterna. L’inizio del tempo è segnato dalla Genesi (=primo libro della Bibbia) mentre la fine del tempo è segnata dall’Apocalisse (=ultimo libro della Bibbia). Per Sant’Agostino Dio è superiore alla natura, al contrario degli antichi, e la natura non è eterna ma solo Dio lo è.
Teoria dell'illuminazione
-Teoria dell’illuminazione: essa fu in parte compresa dai cattolici e poi ripresa dai protestanti (luterani e calvinisti). Essa pare rinneghi tutti i discorsi sul libero arbitrio, affermando che l’uomo sarebbe libero di scegliere ma senza l’aiuto di Dio, difficilmente sceglierebbe i beni superiori (venne condizionato dal crollo dell’impero Romano). Anche scegliendoli, l’uomo tende comunque a cadere nei beni inferiori. L’illuminazione divina si occupa di far scegliere e perseverare i beni superiori. L’umanità è una massa di dannati e senza l’illuminazione è condannata ad allontanarsi da Dio e sprofondare nella materia (=beni materiali).
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto storico della vita di Sant'Agostino?
- Quali sono le opere principali di Sant'Agostino e i temi che affronta?
- Come spiega Sant'Agostino l'origine del male?
- In che modo Sant'Agostino differisce dai filosofi antichi riguardo al libero arbitrio?
- Qual è la visione agostiniana del tempo e della storia?
Sant'Agostino nacque a Tageste nel IV secolo d.C. e visse nel nord Africa a Ippona, morendo durante l'invasione barbarica dei vandali. Inizialmente seguiva il manicheismo, una religione che credeva in due divinità in conflitto, prima di convertirsi al cristianesimo.
Le opere più importanti di Sant'Agostino sono "Le confessioni" e "La città di Dio". I temi chiave del suo pensiero includono l'origine del male, il libero arbitrio, il concetto di tempo e storia, e la teoria dell'illuminazione.
Sant'Agostino sostiene che il male non è creato da Dio, ma è la differenza tra i beni. Stabilisce una gerarchia di beni, con Dio al vertice, e afferma che il male è di natura umana, derivante dalle scelte libere dell'anima.
A differenza dei filosofi antichi, che legavano il bene alla conoscenza e il male all'ignoranza, Sant'Agostino introduce il volontarismo etico, affermando che l'etica dipende dalla volontà e non dalla sapienza, permettendo anche ai sapienti di peccare.
Sant'Agostino considera il tempo come lineare, con un inizio e una fine, contrariamente alla visione ciclica degli antichi. L'inizio è segnato dalla Genesi e la fine dall'Apocalisse, con Dio che è l'unico essere eterno.