Concetti Chiave
- Nietzsche propone una nuova interpretazione dello spirito greco, caratterizzata dalla dualità tra spirito apollineo e dionisiaco, contrastando le visioni tradizionali di equilibrio e morale.
- La popolazione greca è vista come una fusione di popoli autoctoni matriarcali e indoeuropei patriarcali, mantenendo una complessa eredità culturale e religiosa.
- La tragedia, secondo Nietzsche, incarna l'ambivalenza tra la razionalità apollinea e gli impulsi dionisiaci, riflettendo la complessità dell'identità umana.
- Euripide e Socrate sono considerati distruttori dello spirito tragico e dionisiaco, rispettivamente, introducendo elementi che sfidano le tradizionali credenze religiose e morali.
- Le lezioni di Nietzsche all'università di Basilea hanno scosso profondamente gli studenti, presentando una visione radicalmente nuova della cultura e della tragedia greca.
In questo appunto viene descritta l’opera del filosofo tedesco Nietzsche dal titolo “La nascita della tragedia”. Di seguito vengono riportate informazioni sull’opera, le caratteristiche dei greci e della tragedia per il filosofo.
Nascita della tragedia dallo spirito della musica
All’interno dell’opera ‘’La nascita della tragedia dallo spirito della musica’’ troviamo la distinzione tra lo spirito apollineo e lo spirito dionisiaco. Nietzsche da filologo insegna, nell’università di Basilea, una visione completamente nuova di quello che è sempre stato interpretato lo spirito greco. La visione nuova e shoccante è quella per cui mentre si è sempre ritenuto che la grecità fosse tutta equilibrio, proporzione, senso della morale, intellettualismo etico (cioè l’imposizione di massime di condotta morale attraverso una riflessione di tipo razionale) visione molto forte in occidente, Nietzsche invece definisce lo spirito greco come una commistione tra due anime:- Uno spirito apollineo, fatto appunto di equilibro, forza della ragione sugli impulsi, stimoli e istinti, basata su un accentramento del comportamento seguendo il senso della giustizia.Il significato di una lucentezza nella metaforizzazione anche di quello che è il reale, cioè la superiorità della forza della razionalità che illumina l’interpretazione dei fatti. Dio della morale, della repressione dell’istinto;
- Uno spirito dionisiaco, Dionisio era l’alter-ego del dio Apollo, era un dio multiforme senza una reale identità né di tipo corporeo, né di tipo sessuale; viveva di notte, ha un tipo di casta sacerdotale che non fa riferimento alla razionalità religiosa legata agli Dèi del pantheon principale nonostante fosse comunque nato dalla gamba di Zeus e appunto fratello di Apollo. Tutte queste caratteristiche sono metafore per sottolineare la stranezza e il polimorfismo di questo dio. Riti baccanali, orgiastici, di accettazione della vita come gioia e dolore. Nella tradizione mitologica Dioniso viene dall’Oriente.
Per ulteriori approfondimenti sull'opera di Nietzsche vedi anche qua
Caratteristiche della popolazione greca
Nietzsche recupera il concetto di Ex oriente lux (Zarathustra che era vissuto secoli prima di Cristo e aveva predicato appunto nella zona della Persia), per cui la popolazione greca sia nata da una sovrapposizione di due etnie:- un popolo autoctono, indigeno strutturato secondo una linea matriarcale, la superiorità della donna era data dal fatto che erano popoli sedentari che vivevano di agricoltura ed erano quindi legati a culti connessi alla rotazione annuale delle culture e quindi delle stagioni, cultura religiosa che si connette da sempre con la morte e la resurrezione del dio rappresentato dalla natura. Quindi culti autoctoni legati alla rappresentazione degli inferi, del tartaro come diranno i greci, dell’ade, in tanti miti la divinità si presenta per recuperare e ridare l’ordine nel mondo terreno (deus ex machina). Questo elemento autoctono, indigeno, proveniva probabilmente dai popoli orientali che si erano stanziati in Grecia. Riassumendo, erano una popolazione sedentaria, agricola, collegata a culti legati alla grande madre terra, organizzata in modo matriarcale, legata a culti collegati alla morte e resurrezione del Dio, rotazione delle culture e delle stagioni, tipi di culti che si collegavano strettamente alle processioni per il Dio che moriva e risorgeva e questo Dio era Dionisio.
- Nel III millennio a.C. nella penisola greca arrivano gli indoeuropei, coloro che arrivano dalla zona del Caucaso derivando il loro processo di migrazione dalla valle dell’Indo (da cui deriva appunto il nome indoeuropei), e costituiranno poi quel ceppo iniziale di civiltà cominciata da quella minoica che poi diventerà quella ellenica. Popolazione di guerrieri nomadi legati e strutturati ad una concezione patriarcale della famiglia, del clan, proprio perché essendo nomadi e guerrieri l’uomo fa la guerra che dà come frutto la razzia, il saccheggio e quindi l’approvvigionamento del clan avviene tramite la guerra o comunque tramite l’allevamento che prevede in ogni caso lo spostamento. Per la civiltà nomade e guerriera gli Dei sono quelli del cielo, sono Zeus Pater (il dio che manda la pioggia e i fulmini), collegate alla priorità del ruolo del maschio e quindi prettamente maschili come Apollo, Marte, Ermes.
Ad un certo punto queste due popolazioni costituiranno un unicum. La superiorità dei culti indoeuropei però non cancella quelli precedenti.

Caratteristiche della tragedia per Nietzsche
La tragedia è la messa in scena a cui assisteva l’uomo greco e che rappresentava queste due forme di spiritualità, l’ambivalenza della tragedia sta nel fatto che è presente il ruolo del singolo, dell’eroe che ragiona, contrasta le situazioni del fato attraverso i suoi pensieri e i suoi ragionamenti e la collettività. Come aveva insegnato Aristotele la tragedia probabilmente nasceva dalle celebrazioni del dio Dionisio, non è a caso che si svolgevano nel periodo delle cosiddette feste Dionisiache. Nella tragedia l’elemento della collettività è rappresentato dal coro che ha un tipo di metro con cui appunto canta la sua parte e invece ha un metro diverso la parte del personaggio. In questa dialettica tra personaggio e coro si sviluppa tutta la dialettica che c’è tra apollineo e dionisiaco all’interno della stessa messa in scena che è poi il genere teatrale della tragedia. Per Nietzsche l’uomo greco a teatro ritrova l’ambivalenza della propria personalità e identità. Da un lato il mondo degli impulsi e degli istinti rappresentato in qualche modo dal personaggio che vorrebbe sfidare il volere degli dei e invece il coro gli ricorda l’accettazione della vita, del dolore (anche in morte). In questo contrasto la tragedia diventa emblematica della doppia realtà in cui dovrebbe vivere il mondo occidentale che invece ad un certo punto dimentica questa dimensione elevando il proprio spirito soltanto all’apollineo. Nella tragedia questa operazione viene perfezionata da Euripide, nella filosofia invece da Socrate:- Euripide introduce un terzo personaggio, elimina a volte il ruolo degli dei (che invece in Sofocle per esempio avevano il compito di riportare l’ordine dove l’eroe cercava di sovvertire il sistema connesso alla giustizia divina, c’era la famosa escamotage della deus ex machina, questo Euripide lo cancella), affida battute ai suoi personaggi che mettono addirittura in crisi il credo in confronto degli dei. Per Nietzsche quindi Euripide è il distruttore dello spirito tragico.
- Per quanto riguarda il pensiero greco è Socrate il distruttore della dimensione dionisiaca poiché egli introduce il pensiero morale, l’esame di coscienza, la morale che diventa una forma di sapere, la virtù che è scienza e come tale si impone su qualsiasi impulso poiché lo può dominare, veicolare e ordinare.
Dopo questa serie di lezioni gli studenti di Basilea erano completamente sconvolti.
Per ulteriori approfondimenti sull'opera di Nietzsche vedi anche qua
Domande da interrogazione
- Qual è la distinzione fondamentale tra lo spirito apollineo e lo spirito dionisiaco secondo Nietzsche?
- Come descrive Nietzsche l'origine della popolazione greca?
- Qual è il ruolo della tragedia nella visione di Nietzsche?
- In che modo Euripide e Socrate influenzano la tragedia e il pensiero greco?
- Qual è l'impatto dell'opera di Nietzsche sugli studenti dell'università di Basilea?
Nietzsche distingue tra lo spirito apollineo, che rappresenta equilibrio e razionalità, e lo spirito dionisiaco, simbolo di impulsi e gioia di vivere. Questa dualità definisce la complessità della cultura greca, contrariamente alla visione tradizionale di un greco unicamente razionale.
Nietzsche propone che la popolazione greca derivi da una fusione di due etnie: un popolo autoctono matriarcale legato a culti della natura e un gruppo indoeuropeo patriarcale, guerriero e nomade, che ha portato una nuova concezione religiosa e culturale.
La tragedia, secondo Nietzsche, rappresenta l'ambivalenza dell'esperienza umana, mostrando il conflitto tra l'individuo e il destino, e riflettendo la tensione tra gli impulsi dionisiaci e l'ordine apollineo, permettendo all'uomo greco di confrontarsi con la propria identità.
Euripide introduce un terzo personaggio e mette in discussione il ruolo degli dei, mentre Socrate promuove un pensiero morale che reprime gli impulsi dionisiaci. Entrambi, secondo Nietzsche, rappresentano una perdita della dimensione tragica e dionisiaca nella cultura greca.
Gli studenti di Basilea furono profondamente scossi dalle idee di Nietzsche, che sfidavano le loro concezioni tradizionali della cultura greca, portandoli a riconsiderare la complessità e l'ambivalenza della loro identità culturale.