Concetti Chiave
- L'autosublimazione della sessualità promuove nuove forme di civiltà, influenzando vari ambiti, compreso il lavoro.
- Il regno della necessità e il lavoro sono interconnessi, con il lavoro alienato rappresentato dai neofreudiani come un'opportunità di autorealizzazione.
- L'Eros ha il potere di trasformare il lavoro nella civiltà matura, permettendo un miglioramento qualitativo della vita attraverso l'erotizzazione della società.
- La meccanizzazione del lavoro è solo un passo verso l'umanizzazione, che richiede una svolta qualitativa al di fuori del regno della necessità.
- La dialettica hegeliana viene applicata per conciliare ragione e sensualità, trasformando la razionalità repressiva in una razionalità che promuove felicità e soddisfazione comunitaria.
L'autosublimazione della sessualità
L’autosublimazione della sessualità è qualcosa di generale, non solo erotizzazione della personalità, ma investe tutti i campi della società promuovendo nuove forme di civiltà. Si crea necessariamente un nuovo ordine di civiltà che va a incidere anche sul regno della necessità, cioè sul lavoro.
Il regno della necessità e il lavoro
Il regno della necessità comunque esiste nella civiltà matura, bisogna tener presente che si deve anche fare i conti con il dato materiale dell’esistenza. Il regno della necessità incombe e rischia di far naufragare il discorso: il regno del lavoro è quello di cui parlano i neofreudiani come quello di autorealizzazione della personalità, che fino a prova contraria è però il lavoro alienato.
Eros e il mondo del lavoro
Per essere felici nel mondo del lavoro, come fa l’Eros a colonizzare il regno della necessità? Sembra impossibile, perché fino ad ora tutto il progresso e l’aumento della produttività non hanno eliminato la felicità nel lavoro.
Meccanizzazione e umanizzazione del lavoro
La meccanizzazione straordinaria, quasi che l’uomo potrebbe non essere più impegnato, ma il lavoro rimane comunque. Non è dunque con la tecnica che possiamo superare questa realtà. Ma soltanto con la libera espansività del gioco e delle facoltà umane. Ciò può avvenire con l’aumento della produttività e della tecnologia che conducano ad un miglioramento di ordine quantitativo nell’orario del lavoro. Ma bisogna fare un passo ulteriore, quello che avviene con la trasformazione dettata dall’Eros: lo spazio vuoto lasciato dal lavoro in meno da compiere permette all’Eros di espandersi, quindi si ha un cambiamento qualitativo della vita e l’erotizzazione della società che allora può riverberarsi anche sul mondo del lavoro stesso. Miglioramenti quantitativa sul mondo del lavoro permettono l’ingresso dell’Eros nel regno della necessità, con poi miglioramenti qualitativi.
La meccanizzazione può porre solo le condizioni per l’umanizzazione del lavoro, che però arriva soltanto con una svolta qualitativa, che parte al di fuori del regno della necessità. L’umanizzazione del mondo del lavoro e l’erotizzazione della società fanno sì che il principio cardine della società repressiva, cioè la ragione, venga trasformata e umanizzata a sua volta, venendo conciliata con la sensualità.
Dialettica hegeliana e civiltà
È come se Marcuse applicasse in qualche modo la dialettica hegeliana: senso/piacere nello stato prima della civiltà principio di realtà/razionalità nella civiltà Sintesi: conciliazione, con una ragione sensuale che non nega la ragione ma la invera, la riprende assumendo il bene che c’è in essa. Una dialettica hegeliana della civiltà.
Razionalità e soddisfazione nella società
La ragione è sì il principio guida della civiltà matura, ma è diversa da quella della civiltà repressiva. Perché prima la soddisfazione dell’istinto sessuale richiede un’interruzione della routine della vita razionale sotto il principio di prestazione; ora invece la felicità (quasi per definizione irragionevole) esige uno sforzo della liberà razionalità, per essere soddisfatti bisogna essere razionali. È un Eros consapevole che guida la società, che diventa una comunità, richiedendo durevolezza di rapporti e lotta per raggiungere una soddisfazione duratura che non è fatto privato ma comunitario. Si ribaltano completamente i termini del discorso: nella società della repressione la razionalità era sinonimo di repressione, ora ragionevole è sinonimo di soddisfazione. Razionalità sinonimo di Super-io e senso di colpa e violenza; ora felicità, libertà e gioia. Libero compimento e sviluppo dei bisogni individuali.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato dell'autosublimazione della sessualità nella società?
- Come si relazionano il regno della necessità e il lavoro nella civiltà matura?
- In che modo l'Eros può influenzare la felicità nel mondo del lavoro?
- Qual è il ruolo della meccanizzazione nell'umanizzazione del lavoro?
- Come si evolve la razionalità nella società matura rispetto a quella repressiva?
L'autosublimazione della sessualità rappresenta un processo che va oltre l'erotizzazione della personalità, influenzando vari aspetti della società e promuovendo nuove forme di civiltà.
Nella civiltà matura, il regno della necessità esiste e deve essere affrontato, poiché il lavoro, spesso alienato, è visto dai neofreudiani come un'opportunità di autorealizzazione della personalità.
L'Eros può colonizzare il regno della necessità, ma finora il progresso e l'aumento della produttività non hanno portato a una maggiore felicità nel lavoro, suggerendo la necessità di un cambiamento qualitativo.
La meccanizzazione crea le condizioni per l'umanizzazione del lavoro, ma questa avviene solo attraverso una trasformazione qualitativa che consente all'Eros di espandersi, migliorando la vita lavorativa.
Nella società matura, la razionalità è associata alla soddisfazione e alla felicità, contrariamente alla civiltà repressiva, dove era sinonimo di repressione e senso di colpa. Ora, la razionalità è vista come un mezzo per raggiungere una soddisfazione duratura e comunitaria.