Concetti Chiave
- Le spese non rimodulabili sono rigidamente legate a meccanismi legali, come interessi passivi e stipendi, e il loro importo è automaticamente stabilito dalla legge.
- Le spese rimodulabili possono variare in base a fattori legislativi e necessità delle Amministrazioni, con importi definiti nella legge di bilancio.
- Le variazioni compensative consentono modifiche alle dotazioni finanziarie delle spese rimodulabili, senza alterare il totale della spesa.
- Le variazioni per spese legate a fattori legislativi devono essere giustificate e previste nella legge di bilancio.
- La Pubblica amministrazione non può trasferire somme tra programmi diversi, a meno che non sia autorizzato dalla legge di bilancio o da leggi successive.
Distinzione tra spese non rimodulabili
Sono distinte le spese non rimodulabili e le spese rimodulabili. Le spese non rimodulabili sono spese rigide perché il loro ammontare dipende da particolari meccanismi o parametri stabiliti dalla legge, che ne regolano l'evoluzione: sono tali le spese per gli interessi passivi, per il pagamento di stipendio pensioni, per ammortamento di mutui e le altre spese definite anche “oneri inderogabili”. Per queste spese la somma da stanziare in bilancio è automaticamente determinata in base all'applicazione dei parametri vigenti, e non può essere modificata.
Caratteristiche delle spese rimodulabili
Le spese rimodulabili comprendono le spese da fattori legislativi e le spese di adeguamento al fabbisogno. I fattori legislativi sono spese previste da norme di legge che ne determinano l'importo massimo e ne stabiliscono il periodo di iscrizione in bilancio. La somma da stanziare viene definita nella legge di bilancio, entro i limiti dell'importo massimo determinato dalle norme. Le spese di adeguamento al fabbisogno sono quelle spese il cui importo non è predeterminato per legge e viene quantificato in bilancio secondo le necessità segnalate dalle Amministrazioni; in genere, si tratta di spese di funzionamento dei ministeri.
Variazioni compensative e limiti di bilancio
Le dotazioni finanziarie relative alle spese rimodulabili possono essere modificate mediante variazioni compensative, ossia trasferimenti di somme da un capitolo all'altro all'interno dello stesso programma, lasciando inalterato il totale della spesa. Se si tratta di fattori legislativi, la variazione deve essere espressamente prevista nella legge di bilancio e giustificata da motivate esigenze. Se necessario, la legge di bilancio può anche rimodulare in via compensativa le dotazioni dei programmi di una stessa missione, nel rispetto dei saldi di finanza pubblica. In ogni caso, anche all'interno di uno stesso programma, è vietato finanziare spese correnti mediante l'utilizzo di somme stanziate per investimenti. I programmi costituiscono le unità di voto sottoposte all'approvazione del Parlamento. Pertanto la somma stanziata per ciascun programma costituisce un limite vincolante per la gestione della spesa. La Pubblica amministrazione non può operare trasferimenti di somme fra un programma e l'altro; sono consentite soltanto le variazioni autorizzate dalla legge di bilancio o da leggi successive.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale differenza tra spese non rimodulabili e spese rimodulabili?
- Come possono essere modificate le dotazioni finanziarie delle spese rimodulabili?
- Quali sono i limiti nella gestione delle spese correnti e degli investimenti?
Le spese non rimodulabili sono rigide e il loro ammontare è determinato da parametri legali, come gli interessi passivi e le pensioni, mentre le spese rimodulabili possono variare in base a fattori legislativi e necessità delle Amministrazioni, con importi definiti nella legge di bilancio.
Le dotazioni finanziarie delle spese rimodulabili possono essere modificate tramite variazioni compensative, che consistono in trasferimenti di somme tra capitoli all'interno dello stesso programma, mantenendo invariato il totale della spesa, ma solo se giustificate e previste dalla legge di bilancio.
È vietato finanziare spese correnti con somme destinate agli investimenti, e ogni programma ha un limite vincolante per la gestione della spesa, con trasferimenti di somme consentiti solo se autorizzati dalla legge di bilancio o da leggi successive.