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Concetti Chiave

  • Le spese pubbliche rappresentano i mezzi finanziari che lo Stato utilizza per soddisfare i bisogni della collettività e sono influenzate dagli obiettivi istituzionali, economici e sociali.
  • Le spese pubbliche si suddividono in diverse categorie, tra cui spese istituzionali, produttive, sociali e di acquisto, ciascuna con finalità specifiche.
  • In base alla frequenza, le spese possono essere ordinarie, relative a funzioni costanti dello Stato, o straordinarie, legate a situazioni occasionali come calamità naturali.
  • Le spese pubbliche si classificano anche in correnti, per la gestione dei servizi pubblici, e in conto capitale, per gli investimenti statali che producono servizi per la collettività.
  • L'adesione dell'Italia all'Unione economica e monetaria ha imposto limiti al disavanzo di bilancio, portando a una riduzione delle spese pubbliche, necessaria ma da gestire con attenzione per evitare tagli alle risorse fondamentali.

Spese pubbliche = Mezzi finanziari che lo Stato eroga per soddisfare i bisogni della collettività.

L'insieme delle spese pubbliche è detto il fabbisogno finanziario, la cui entità dipende dagli obiettivi che si vogliono realizzare in ambito istituzionale, economico e sociale.

Lo Stato deve porsi dei limiti nell'impostazione delle spese pubbliche, privilegiando gli interventi ritenuti maggiormente utili per il Paese, infatti le spese devono trovare un limite nella disponibilità di reddito dei soggetti economici che operano nel Paese, nella loro capacità di pagare i tributi, nel modo in cui il reddito nazionale è distribuito e nel loro effettivo apporto al benessere della collettività.

Quali sono le tipologie di spese pubbliche?

In base alla loro finalità, le spese pubbliche posso essere:

Spese istituzionali o amministrative, destinate agli interventi necessari a svolgere le funzioni tradizionali dello Stato, come l'amministrazione della giustizia e la tutela dell'ordine pubblico;

Spese produttive, corrispondo alla realizzazione di infrastrutture per migliorare l'attività economica nazionale e all'erogazione di sussidi alle imprese.

Spese sociali, per migliorare le condizioni delle categorie meno abbienti e per innalzare il livello culturale dei cittadini. ( Tra queste esistono le spese di trasferimento, come le pensioni sociali e i sussidi di disoccupazione, che hanno obbiettivo solidaristico, spostando ricchezza a favore di chi si trova in situazione di debolezza sociale )

Spese di acquisto, destinate ad acquistare le risorse necessarie per erogare i propri servizi.

Frequenza e destinazione delle spese

In base alla loro frequenza, si distinguono in:

Spese ordinarie, riguardano le funzioni che lo Stato svolge in modo costante (pagamento dei salari ai dipendenti statali);

Spese straordinarie, fanno riferimento a situazione occasionali (calamità naturali).

In base alla loro destinazione economica:

Spese correnti, si riferiscono all'organizzazione e alla gestione dei servizi pubblici; (Vengono anche definite spese di funzionamento della Pubblica amministrazione).

Spese in conto capitale, coincidono con gli investimenti fatti dallo Stato e producono servizi per la collettività (Investimenti diretti, se corrispondo alla produzione di beni durevoli e socialmente utili, oppure investimenti indiretti, se consistono nella concessione di sovvenzioni alle imprese).

Norme giuridiche e impatto dell'UE

In base alle norme giuridiche:

Obbligatorie, sono imposte dalla legge, per cui lo Stato è obbligato a sostenerle;

Facoltative, sono discrezionali, infatti il Governo può decidere se affrontarle o meno.

Da quando l'Italia è entrata a far parte dell'Unione economica e monetaria, l'obbligo di contenere il disavanzo di Bilancio*, vale a dire l'eccedenza delle spese pubbliche sulle entrate, ha spinto i Governi che si sono succeduti a ridurre l'ammontare delle spese pubbliche. Si tratta di un provvedimento necessario, ma dovrebbe essere condotto con maggiore razionalità: i tagli dovrebbero tendere alla riduzione degli sprechi e non delle risorse fondamentali, necessarie per lo sviluppo economico del Paese e per una più ampia diffusione del benessere sociale.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la definizione di spese pubbliche e il loro scopo?
  2. Le spese pubbliche sono i mezzi finanziari che lo Stato eroga per soddisfare i bisogni della collettività, e il loro fabbisogno finanziario dipende dagli obiettivi istituzionali, economici e sociali da realizzare.

  3. Quali sono le principali tipologie di spese pubbliche?
  4. Le spese pubbliche si suddividono in spese istituzionali, produttive, sociali e di acquisto, ognuna con finalità specifiche come l'amministrazione della giustizia, la realizzazione di infrastrutture, il supporto alle categorie meno abbienti e l'acquisto di risorse per i servizi.

  5. Come si classificano le spese pubbliche in base alla loro frequenza e destinazione?
  6. Le spese pubbliche si classificano in spese ordinarie, che riguardano funzioni costanti, e spese straordinarie, per situazioni occasionali. Inoltre, si distinguono in spese correnti, per la gestione dei servizi pubblici, e spese in conto capitale, per investimenti che producono servizi per la collettività.

  7. Qual è l'impatto delle norme giuridiche sulle spese pubbliche in Italia?
  8. Le spese pubbliche possono essere obbligatorie, imposte dalla legge, o facoltative, a discrezione del Governo. L'adesione all'Unione economica e monetaria ha spinto i Governi a contenere il disavanzo di bilancio, portando a una riduzione delle spese pubbliche, ma è necessario che tali tagli non compromettano le risorse fondamentali per lo sviluppo economico e il benessere sociale.

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