Concetti Chiave
- Il concetto di laicità afferma la separazione tra stato e religione, in opposizione a totalitarismo e fondamentalismo, garantendo il rispetto reciproco.
- Storicamente, i monarchi hanno usato la religione per legittimare il loro potere, mantenendo un controllo statale sulle organizzazioni religiose in cambio del riconoscimento della religione di stato.
- Il principio di separazione Stato-religione è stato introdotto dai costituenti del '700 per prevenire l'influenza delle chiese nella politica e garantire la laicità dello stato.
- Negli Stati Uniti, il primo emendamento stabilisce il divieto di riconoscimento ufficiale di religioni e la protezione del libero culto, evidenziando l'importanza della laicità.
- La Corte Suprema ha riconosciuto che una separazione totale tra stato e religione è impraticabile, ammettendo la possibilità di un'azione statale a favore delle religioni.
Laicità e separazione tra stato e religione
Nello stato liberale si afferma il concetto di separazione fra stato e religione e, dunque, il principio della laicità dello stato, in antitesi con il totalitarismo e il fondamentalismo religioso. Negli stati laici politica e religione non interferiscono fra loro vivendo nel reciproco rispetto. Il principio di laicità e tolleranza non preclude, tuttavia, il divieto di forme religiose che si pongono in contrasto insanabile con i valori liberali dello stato (es. sent. Refah Partisi vs Turchia 2003 Corte EDU: la corte dichiara che la Sharia è incompatibile con i principi fondamentali della democrazia così come stabiliti dalla CEDU.
Monarchia e religione nella storia
Nella storia i monarchi non hanno mai rinunciato a utilizzare la religione come fonte di consacrazione della propria investitura. Nelle monarchie nazionali si è operato l’affrancamento dalla supremazia temporale della Chiesa attraverso la riserva da parte del potere statale della possibilità di ingerenza nell’organizzazione religiosa (amministrazione dei beni della chiesa, nomina dei prelati ecclesiastici e loro giuramento al re), in cambio del riconoscimento della Chiesa cristiana come religione di stato, con posizione privilegiata rispetto alle confessioni minoritarie.
Evoluzione del principio di separazione
Il principio di separazione Stato-religione viene introdotto dai costituenti del ‘700 per evitare interferenze delle chiese nella gestione del potere politico. La laicità dello stato può, poi, conciliarsi sia con un atteggiamento statale di astensione da ogni forma di ingerenza pubblica nei confronti delle varie religioni (es. USA, il primo emendamento vuole che al Congresso è preclusa la possibilità di concedere un riconoscimento ufficiale a qualsiasi religione –establishment clause- e di proibire il libero culto –free exercise clause-. Più recentemente la Corte Suprema ha stabilito che la separazione totale così rigida è concretamente impossibile e che l’azione statale per favorire la religione può considerarsi possibile.
Domande da interrogazione
- Qual è il principio fondamentale della laicità nello stato liberale?
- Come si è evoluto il rapporto tra monarchia e religione nella storia?
- Qual è la posizione della Corte Suprema degli Stati Uniti riguardo alla separazione tra stato e religione?
Il principio fondamentale della laicità nello stato liberale è la separazione tra stato e religione, che consente a politica e religione di coesistere nel rispetto reciproco, evitando interferenze, come evidenziato dalla sentenza Refah Partisi vs Turchia 2003 della Corte EDU.
Storicamente, i monarchi hanno utilizzato la religione per legittimare il loro potere, ma si è assistito a un affrancamento dalla supremazia della Chiesa, con il potere statale che ha assunto il controllo su aspetti religiosi in cambio del riconoscimento della Chiesa cristiana come religione di stato.
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che una separazione totale tra stato e religione è praticamente impossibile, riconoscendo che l'azione statale per favorire la religione può essere considerata legittima, in contrasto con l'interpretazione rigida del primo emendamento.