Concetti Chiave
- La Costituzione italiana è soggetta a revisione, consentendo modifiche totali o parziali delle sue norme dal 1948 ad oggi.
- La procedura di revisione è più complessa rispetto alla modifica di leggi ordinarie, richiedendo approvazione da parte del Parlamento o del Governo.
- Il testo di legge deve essere approvato due volte da ciascuna Camera, con un intervallo di almeno tre mesi tra le votazioni.
- Per l'approvazione definitiva è necessaria una maggioranza qualificata di due terzi dei voti, mentre una maggioranza assoluta può portare a un referendum.
- In caso di referendum, la legge entra in vigore solo se la maggioranza dei cittadini esprime voto favorevole.
Revisione della Costituzione
Nel nostro sistema costituzionale, anche la Costituzione può essere oggetto di revisione, ossia possono essere modificate, in tutto o in parte, le norme di cui è composta.
Dal 1948, anno in cui la Costituzione è entrata in vigore, a oggi, sono già state modificate diverse norme della Costituzione.
Qual è la procedura di revisione costituzionale?
Poiché la nostra Costituzione è rigida, la procedura di revisione costituzionale ha caratteristiche diverse rispetto alla procedura di modifica di una legge ordinaria e viene detta aggravata (art. 138 Cost.) proprio per sottolineare il fatto che essa è più lunga e complessa della procedura ordinaria con cui il Parlamento adotta normalmente le sue leggi.
Le caratteristiche principali di questa procedura sono le seguenti:
- la proposta di legge può prevenire esclusivamente dal Parlamento stesso o dal Governo;
- il testo di legge deve essere approvato due volte da ogni Camera;
- tra la prima e la seconda votazione deve intercorrere un periodo di tempo non inferiore a tre mesi. Ciò comporta tempi di discussione più lunghi, giustificati dal fatto che oggetto di revisione o integrazione è proprio la legge fondamentale dello Stato;
- se il testo di legge viene approvato a maggioranza qualificata, cioè con i due terzi dei voti di senatori e deputati, la legge sarà considerata approvata in via definitiva ed entrerà pertanto in vigore;
- nel caso in cui, invece, ottenesse la maggioranza assoluta, la legge potrebbe essere sottoposta, entro tre mesi dalla sua approvazione, a un referendum, su richiesta degli stessi parlamentari (almeno un quinto) oppure di 500.000 elettori o di 5 consigli regionali.
In tale ipotesi la legge entrerà in vigore solo se la maggioranza dei cittadini voterà a favore.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali caratteristiche della procedura di revisione costituzionale in Italia?
- Che cosa accade se una legge di revisione costituzionale ottiene solo la maggioranza assoluta?
- Da quando è in vigore la Costituzione italiana e quante volte è stata modificata?
La procedura di revisione costituzionale è più complessa rispetto a quella di modifica di una legge ordinaria. Essa richiede che la proposta di legge provenga dal Parlamento o dal Governo, venga approvata due volte da ogni Camera con un intervallo di almeno tre mesi, e necessiti di una maggioranza qualificata di due terzi per essere considerata definitiva (art. 138 Cost.).
Se una legge di revisione costituzionale ottiene solo la maggioranza assoluta, può essere sottoposta a referendum entro tre mesi dalla sua approvazione, se richiesto da almeno un quinto dei parlamentari, 500.000 elettori o 5 consigli regionali. La legge entrerà in vigore solo se la maggioranza dei cittadini voterà a favore.
La Costituzione italiana è entrata in vigore nel 1948 e, da allora, diverse norme sono già state modificate, evidenziando la possibilità di revisione nel nostro sistema costituzionale.