Concetti Chiave
- Il diritto internazionale si basa sulla volontà degli Stati e si conforma a norme generalmente riconosciute, come stabilito dall'articolo 10 della Costituzione italiana.
- I trattati internazionali richiedono una ratifica parlamentare per avere effetto nell'ordinamento interno, attraverso una legge di ratifica firmata dal Presidente della Repubblica.
- La Costituzione italiana, redatta tra il 1946 e il 1947, è la massima fonte del diritto e prevede una modifica solo in circostanze eccezionali per mantenerne la stabilità.
- La revisione della Costituzione richiede un procedimento aggravato con più votazioni tra Camera e Senato, e può includere un referendum popolare se non si raggiunge una maggioranza qualificata.
- I limiti alla revisione costituzionale includono il divieto di modificare la forma repubblicana e il rispetto della sovranità popolare, dei diritti inviolabili dell’uomo, e dell'unità nazionale.
Diritto internazionale e costituzione italiana?
Il diritto internazionale, il diritto degli Stati è meno vincolante rispetto a quello comunitario. Si basa infatti solo sulla volontà degli Stati. L'articolo 10 della Costituzione afferma che l'ordinamento giuridico italiano si conforma a norme di esso generalmente riconosciute. Sono delle consuetudini che si sono affermate, ma non devono essere recepite, cioè si adattano in modo automatico. Esisto anche trattati che le prevedono, ma di solito non sono scritte.
Trattati internazionali e ratifica
I Trattati internazionali sono una fonte del diritto internazionale. Sono diversi da una norma dell'Unione Europea, perchè per crearli si riuniscono i ministri degli affari esteri dei paesi che firmano un accordo tra di loro. Non hanno però nessun effetto interno diretto, prima è necessaria una ratifica da parte del Parlamento, che li converte all'ordinameto interno, riconoscendoli. Lo si fa con “legge di ratifica di un trattato internazionale”. È poi il Presidente della Repubblica a farlo formalmente. Il Parlamento semplicemente autorizza questa ratifica. A questo i trattati hanno efficacia nell'ordinamento interno. La legge di ratifica contiene anche un ordine di esecuzione, che fa si che tutte le leggi interne ad esso contrarie debbano essere modificate. Quando le leggi entrano in contrasto con i trattati, questi casi vengono regolati dall’'articolo 117 della Costituzione. È la Corte Costituzionale che si occupa di dichiarare incostituzionali le leggi contrarie ad un trattato internazionale.
Costituzione italiana e sue modifiche
La Costituzione italiana, redatta nel 1946-1947 dall'Assemblea Costituente, è la massima fonte del diritto. Da essa derivano obblighi, diritti e doveri, attribuzione di poteri e regole per il loro esercizio (concezione giuridica). Essendo un atto supremo, si prevede che venga modificata il meno possibile. Quindi la Corte Costituzionale ha cercato di adeguare il suo contenuto al passare del tempo. Si ha quindi un'interpretazione adeguatrice. Non c'è un procedimento preciso per adottare una costituzione (funzione costituente), ma di solito ciò avviene alla fine di un periodo di crisi quando una società si vuole fondare su nuovi principi di convivenza. Si tratta di un atto unico, non ripetibile, e di per se la Costituzione è una fonte “particolare”.
Procedura di revisione costituzionale
La modifica della Costituzione (funzione di revisione costituzionale) è invece prevista, con un preciso procedimento. La rigidità della Costituzione italiana è stata voluta proprio per impedire la sua modificazione in modo illiberale. È necessaria una procedura aggravata per modificarla. In questo caso si parla di leggi costituzionali o di revisione costituzionale, cioè adottate con procedimento aggravato. Con esse si possono integrare o adeguare le parti della Costituzione. È la Costituzione stessa, in alcuni casi, a richiedere leggi costituzionali e di revisione costituzionale (per esempio attribuire potere di iniziativa legislativa, fondazione di nuove regioni…). Leggi costituzionali sono quelle che approvano gli Statuti Speciali.
Il procedimento aggravato necessario è regolato dall'articolo 138: sistema del doppio binario. Ci vuole una iniziativa, poi quattro votazioni tra Camera e Senato. Alla prima votazione si procede con legge ordinaria, con maggioranza relativa. Alla seconda tornata (in un periodo di tre mesi) è richiesta la maggioranza assoluta. A questo punto è anche possibile (sempre entro tre mesi) chiedere un referendum popolare confermativo (proposto da 500mila elettori, 5 consigli regionali, 1/5 membri camera). Esiste un caso in cui però esso non può essere richiesto. cioè qualora nella seconda votazione si fosse già raggiunta una maggioranza di 2/3 dei membri in entrambe le camere. Se il referendum è richiesto la legge è promulgata solo se è approvata dalla maggioranza dei voti validi (non occorre il quorum); se non è stato richiesto alcun referendum, oppure non è necessario, la legge costituzionale entra immediatamente in vigore.
Limiti alla revisione costituzionale
Ci sono dei limiti alla revisione costituzionale. Alcuni sono espressi nella stessa Carta costituzionale, cioè è vietata la modifica della forma repubblicana. Altri sono impliciti, cioè ricavabili dal testo costituzionale, cioè:
a) Sovranità popolare e carattere democratico
b) Diritti inviolabili dell’uomo
c) Eguaglianza
d) Unità nazionale (no secessione o divisione del territorio)
Domande da interrogazione
- Qual è il rapporto tra diritto internazionale e la Costituzione italiana?
- Qual è la procedura per la ratifica dei trattati internazionali in Italia?
- Come viene modificata la Costituzione italiana?
- Quali sono i limiti alla revisione costituzionale in Italia?
- Qual è la funzione della Corte Costituzionale riguardo ai trattati internazionali?
Il diritto internazionale si basa sulla volontà degli Stati e l'articolo 10 della Costituzione italiana afferma che l'ordinamento giuridico italiano si conforma a norme generalmente riconosciute, senza necessità di recepimento automatico.
I trattati internazionali necessitano di una ratifica da parte del Parlamento, che li converte nell'ordinamento interno attraverso una legge di ratifica, formalmente approvata dal Presidente della Repubblica.
La modifica della Costituzione avviene tramite un procedimento aggravato, che richiede un sistema di doppio binario con più votazioni tra Camera e Senato e, in alcuni casi, un referendum popolare confermativo.
I limiti alla revisione costituzionale includono il divieto di modificare la forma repubblicana e principi impliciti come la sovranità popolare, i diritti inviolabili dell’uomo, l'eguaglianza e l'unità nazionale.
La Corte Costituzionale dichiara incostituzionali le leggi interne che sono in contrasto con i trattati internazionali, garantendo così la coerenza tra l'ordinamento giuridico italiano e gli impegni internazionali.