Concetti Chiave
- La democrazia, che significa “governo del popolo”, può essere esercitata in modo diretto o indiretto dai cittadini.
- L'origine della democrazia risale all'antica Grecia, dove i cittadini liberi partecipavano attivamente a decisioni politiche tramite l'ecclesia.
- Il pensiero di filosofi come J.J. Rousseau ha dato impulso all'idea che la sovranità appartenga esclusivamente al popolo e non possa essere trasferita.
- La democrazia liberale, caratterizzata dalla rappresentatività, è diventata il modello predominante, mentre la democrazia diretta ha avuto scarso successo pratico.
- In Italia, la democrazia partecipativa è emersa negli anni '60 e '70, cercando di avvicinare la popolazione alle istituzioni attraverso consigli di quartiere e referendum.
Origini della democrazia
La parola “democrazia” deriva dal greco e significa “governo del popolo”.
Il popolo può esercitare il governo in due modi: direttamente o indirettamente.
• Si parla di democrazia diretta quando ogni cittadino partecipa personalmente a tutte le decisioni politiche che si rendono necessarie, di volta in volta
• Si parla di democrazia indiretta quando il cittadino delega i suoi rappresentanti ad occuparsi delle scelte politiche
Evoluzione storica della democrazia
Nei tempi moderni la democrazia è la forma politica più diffusa nel mondo occidentale, ma la sua storia è molto antica.
L’origine della democrazia risale all’antica Grecia. Tutti i cittadini maschi liberi (e quindi le donne e gli schiavi ne erano esclusi) partecipavano a delle apposite riunioni, chiamate “ecclesia”, per approvare o respingere dei provvedimenti legislativi. Col tempo, la democrazia greca ha assunto un carattere di mito, cioè ha acquisito il carattere di una situazione esemplare, ma difficilmente attuabile; infatti, anche oggi l’espressione “democrazia diretta” ci fa pensare immediatamente ad un’assemblea di tutti i cittadini, riunita per prendere decisioni che regolano la vita di ognuno.
Nel corso dei secoli, il concetto di democrazia (diretta o indiretta) non è stato mai concretizzato ed è rimasto presente solo nelle riflessioni dei filosofi. Sono stati invece i filosofi del XVIII ad utilizzare di nuovo il termine quando si è trattato di lottare contro la monarchia assoluta.
Filosofi e democrazia
Il più grande sostenitore del principio di rappresentanza è stato J.J. Rousseau. Egli afferma che la sovranità viene esercitata dalla volontà generale del popolo che non può mai essere ceduta o trasferita ad altri. Il popolo che è sovrano, può essere rappresentato soltanto da se stesso e solo il potere può essere trasmesso, ma mai la volontà (Rousseau parla di “volontà generale”). Questi concetti espressi nel Contratto sociale, sono stati ripresi nel XIX secolo dalle correnti socialistiche ed anarchiche.
Democrazia diretta e indiretta
Il concetto di democrazia diretta è stato sostenuto anche da P.J. Proudhon il quale è a favore di una società formata da una piccola comunità che sia in grado di autogovernarsi e quindi applicare la democrazia diretta. Tuttavia, questa idea trovò una scarsa applicazione pratica.
Molto più significativo è invece il pensiero di B.Constant, espresso nell’opera La libertà degli antichi confrontata con quella dei moderni. Per questo pensatore francese, si ha democrazia e libertà quando ogni cittadino esercita il diritto di far sentire la propria voce nell’amministrazione del governo, sia per mezzo dei funzionari, sia per mezzo di richieste o rimostranze. Nelle sue opere, egli riflette sulle motivazioni che rendono impossibile l’applicazione nell’Europa moderna della democrazia diretta dell’antica Grecia. In Grecia la democrazia diretta era possibile perché le poleis greche avevano un’estensione molto limitata egli stati moderni sono molto più vasti dell’antica Sparta o dell’antica Atene.
Democrazia liberale e partecipativa
Il modello di democrazia che con gli anni ha avuto più consensi è quello di democrazia liberale, cioè retta da una Costituzione e col carattere di rappresentatività (= i cittadini inviano al Parlamento i suoi rappresentanti scelti tramite apposite elezioni). Nel 1871, in Francia, durante l’episodio della Comune, si è avuta l’unica esperienza di democrazia diretta, durata un breve tempo.
Nell’insieme non è stato mai possibile realizzare la democrazia diretta. Nel XX secolo, c’è stato il tentativo dei soviet che erano consigli formati dalle assemblee locali dei lavoratori e dei militari con lo scopo di affidare alla base il governo del paese. Nella Costituzione sovietica, votata durante la Rivoluzione russa del 1917, si affermava che il governo spettava a tutto il popolo. Tuttavia tutto ciò divento una pura illusione perché il potere dei lavoratori e la loro partecipazione diretta al governo perse efficacia a causa del regime autoritario, dittatoriale e accentratore dei bolscevichi.
Democrazia partecipativa in Italia
Negli anni ‘60 e ’70 del XX secolo, è sorto un nuovo tipo di democrazia: la democrazia partecipativa. Essa è nata dalle contestazioni giovanili che si esprimevano tramite assemblee e manifestazioni di piazza. Esse non negavano il concetto di rappresentanza della democrazia, tuttavia esse sostenevano l’idea della necessità di una maggiore vicinanza della popolazione alle istituzioni. In Italia, la democrazia partecipativa è stata sperimentata con la legge 278/1976 che prevede la costituzione dei consigli di quartiere: essi hanno lo scopo di raccogliere e rappresentare le esigenze della popolazione di una determinata circoscrizione per poi farle presenti all’Amministrazione comunale.
Referendum e democrazia diretta
La Costituzione italiana prevede alcuni elementi che ci fanno pensare alla democrazia diretta, come, per esempio, la possibilità di ricorrere ad un referendum abrogativo (cioè una consultazione popolare per abrogare una legge): Esiste anche la possibilità di ricorrere ad un referendum consultivo cha ha lo scopo di sentire il parere popolare su una determinata questione politica. Se il referendum abrogativo non raggiunge il quorum, esso non è valido. Il quorum indica il numero minimo di elettori che devono partecipare alla votazione affinché il referendum sia valido e perciò idoneo ad abrogare la disposizione oggetto del quesito: esso è fissato nella maggioranza degli aventi diritto al voto.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine etimologica della parola "democrazia"?
- Quali sono le due modalità attraverso cui il popolo può esercitare il governo?
- Chi è stato il principale sostenitore del principio di rappresentanza nella democrazia?
- Qual è la differenza tra democrazia liberale e democrazia partecipativa?
- Quali strumenti di democrazia diretta sono previsti dalla Costituzione italiana?
La parola "democrazia" deriva dal greco e significa "governo del popolo".
Il popolo può esercitare il governo in modo diretto, partecipando personalmente a tutte le decisioni politiche, o in modo indiretto, delegando i propri rappresentanti a prendere decisioni per loro conto.
J.J. Rousseau è stato il più grande sostenitore del principio di rappresentanza, affermando che la sovranità deve essere esercitata dalla volontà generale del popolo, che non può essere ceduta ad altri.
La democrazia liberale è retta da una Costituzione e caratterizzata dalla rappresentatività, mentre la democrazia partecipativa, emersa negli anni '60 e '70, promuove una maggiore vicinanza della popolazione alle istituzioni attraverso assemblee e consigli di quartiere.
La Costituzione italiana prevede il referendum abrogativo e il referendum consultivo, che consentono alla popolazione di esprimere il proprio parere su leggi e questioni politiche, con la condizione che il referendum abrogativo raggiunga il quorum per essere valido.