Concetti Chiave
- La Corte penale internazionale è stata istituita nel 2002 con lo Statuto entrato in vigore dopo la ratifica del sessantesimo stato firmatario.
- Negli anni, il numero di stati membri della Corte è raddoppiato, includendo quasi tutti i paesi dell'Unione Europea e gran parte dell'America Latina e dell'Africa.
- Significativa è l'assenza degli Stati Uniti, che hanno inizialmente votato contro lo Statuto e non hanno mai ratificato il trattato, mantenendo una posizione ostile.
- I timori degli Stati Uniti riguardano l'uso politicizzato della giustizia penale internazionale e le conseguenze sulla loro proiezione militare globale.
- La posizione americana nei confronti della Corte si è evoluta, ma rimane quella di paese che rifiuta formalmente l'adesione, anche sotto le amministrazioni recenti.
Qual è la Fondazione della Corte penale?
Lo Statuto istitutivo della Corte penale internazionale entrò in vigore nel 2002 a seguito della ratifica da parte del sessantesimo stato firmatario. La Corte, costituita dai diciotto neogiudici internazionali eletti dall’Assemblea degli stati contraenti, si insediò nella sua sede a L’Aia l’11 marzo 2003. Subito dopo si procedette all’elezione del procuratore (l’ufficio del procuratore è organo autonomo, la cui indipendenza è garantita dall’art. 42 dello Statuto).
Espansione e adesioni globali
Nel giro di un quindicennio gli stati entrati a far parte della Corte sono raddoppiati: sui 139 che firmarono a suo tempo lo Statuto (entro la scadenza del 31 dicembre 2000), 107 l’hanno ratificato; altri 16 stati hanno aderito successivamente. I paesi dell’Ue ci sono tutti, come altre grandi democrazie (ma mancano Stati Uniti, India, Israele). C’è quasi tutta l’America Latina e oltre metà degli stati africani. Fra i paesi assenti, soprattutto in Asia: Cina, Russia e molte ex repubbliche sovietiche, Indonesia, Pakistan, Turchia, gli stati arabi e dell’area mediorientale (con l’eccezione della Giordania e della Tunisia).
Assenza degli Stati Uniti
In particolare salta agli occhi l’assenza degli Stati Uniti. A dire il vero gli Usa, fra i sette paesi ad aver votato contro lo Statuto alla Conferenza di Roma del 1998, decisero alla fine di sottoscrivere il trattato, ma escludendo in ogni caso di poter procedere alla ratifica (presidenza Clinton). Al momento dell’entrata in funzione della Corte la osteggiarono, ritirando simbolicamente la firma (presidenza Bush). I timori manifestati dal governo americano rispetto a un «uso politicizzato» della giustizia penale internazionale, attraverso l’azione di un procuratore indipendente, sono da ricollegare alla proiezione militare nel mondo e alle responsabilità globali degli Usa. Successivamente essi hanno rivisto la propria politica ostile alla Corte e ne hanno incoraggiato e sostenuto diplomaticamente le iniziative, partecipando fra l’altro alla Conferenza di revisione dello Statuto del 2010 (presidenza Obama). Tuttavia, la loro posizione rimane (e anzi sembra rafforzarsi con la presidenza Trump) quella di paese che rifiuta l’adesione alla Corte e si considera perciò libero dall’obbligo, codificato dalla Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati, di astenersi da atti contrari all’oggetto e allo scopo del trattato sottoscritto.
Domande da interrogazione
- Qual è la data di entrata in vigore dello Statuto della Corte penale internazionale?
- Qual è la situazione attuale riguardo agli stati membri della Corte penale internazionale?
- Quali sono le ragioni dell'assenza degli Stati Uniti dalla Corte penale internazionale?
Lo Statuto istitutivo della Corte penale internazionale entrò in vigore nel 2002, dopo la ratifica da parte del sessantesimo stato firmatario, e la Corte si insediò a L’Aia l'11 marzo 2003.
Negli ultimi quindici anni, il numero degli stati membri della Corte è raddoppiato, passando da 107 ratifiche iniziali a 123, con una forte presenza di paesi dell'UE e dell'America Latina, ma con l'assenza di grandi potenze come Stati Uniti, India e Cina.
Gli Stati Uniti, che inizialmente votarono contro lo Statuto, non hanno mai ratificato il trattato a causa di timori riguardo a un uso politicizzato della giustizia penale internazionale, e nonostante un cambiamento di approccio sotto la presidenza Obama, la loro posizione rimane quella di rifiutare l'adesione alla Corte.