Concetti Chiave
- Fra le due guerre mondiali, la crisi dello stato liberale ha portato all'affermarsi dello stato fascista in diversi paesi europei, caratterizzato da un forte statalismo e una visione corporativa dell'economia.
- Con la Rivoluzione sovietica del 1917 e dopo la Seconda guerra mondiale, si è affermato lo stato socialista in Russia e nei paesi dell'Est, basato sulla lotta di classe e la collettivizzazione dei mezzi di produzione.
- Lo stato fascista e lo stato socialista, sebbene antitetici per base sociale e obiettivi politici, condividono tecniche simili di organizzazione del potere.
- Lo stato confessionale si oppone alla tradizione liberaldemocratica, non accettando la separazione tra sfera religiosa e civile, e fondandosi su principi religiosi come la sharia.
- Il modello di stato confessionale presenta problematiche di compatibilità con i diritti umani internazionali, disconoscendo l'uguaglianza e il pluralismo, specialmente in contesti islamici.
Crisi dello stato liberale
Fra le due guerre mondiali (1919-39) la crisi dello stato liberale portò all’affermarsi in Italia, Germania, Spagna e in molti altri paesi europei dello stato fascista. Esso si ispirava alla concezione statolatra propria della destra hegeliana (valore assoluto dell’autorità dello stato, diritti tutelati solo in quanto conciliabili con gli interessi statali, impostazione organicista e corporativa della vita economica).
Affermarsi dello stato socialista
In Russia prima, con la Rivoluzione sovietica del 1917, e poi, dopo la Seconda guerra mondiale, nei paesi dell’Est europeo (e anche fuori Europa: Cina, Corea del Nord, Cuba, Vietnam) si affermò lo stato socialista. Esso si ispirava alla concezione della lotta di classe propria delle teorie marxiste-leniniste (direzione dello stato affidata al partito espressione della classe operaia, collettivizzazione dei mezzi di produzione, libertà riconosciute solo in quanto funzionali alla costruzione di una società socialista).
Si tratta di forme di stato in via di regressione, fra loro antitetiche per base sociale e finalità politiche, pur ricorrendo a tecniche spesso non dissimili di organizzazione del potere.
Caratteristiche dello stato confessionale
Del tutto estraneo alla tradizione liberaldemocratica (e anzi contrapposto ad essa) è lo stato confessionale. Con tale espressione si intendono ordinamenti che non accettano il principio della separazione della sfera religiosa dalla sfera civile: al contrario, il potere statale si fonda su basi religiose e sulla correlativa attribuzione di efficacia giuridica ai precetti della religione. Tramontati gli stati confessionali ispirati alla fede cristiana, oggi hanno caratteristiche di questo genere alcuni paesi islamici. Nello stato islamico trova diretta applicazione la sharia. Questa consiste nel corpus di norme tratte dal Corano e da altre fonti basate sugli insegnamenti di Maometto; tali norme regolano ogni aspetto della vita privata e pubblica, sono considerate immutabile legge divina e la loro interpretazione è affidata ad autorità religiose. Si parla talora anche di regimi teocratici (ad esempio, in forme diverse, Arabia Saudita e, dopo la Rivoluzione islamica del 1979, Iran). La conseguenza è da un lato il disconoscimento dell’idea stessa di pluralismo e del principio di eguaglianza (si pensi ai diritti delle donne e dei non musulmani), dall’altro l’insorgere di rilevanti problemi di compatibilità con la tutela dei diritti umani riconosciuti dalle convenzioni internazionali (si pensi a certe forme di sanzione penale: amputazione per il furto, lapidazione per l’adulterio, flagellazione per infrazioni varie).
Domande da interrogazione
- Quali sono le caratteristiche principali dello stato fascista emerso tra le due guerre mondiali?
- Come si è sviluppato lo stato socialista dopo la Rivoluzione sovietica?
- Quali sono le implicazioni di uno stato confessionale rispetto alla tradizione liberaldemocratica?
Lo stato fascista, affermatosi in Italia, Germania e Spagna, si ispirava alla concezione statolatra della destra hegeliana, enfatizzando l'autorità dello stato e subordinando i diritti individuali agli interessi statali, con un'impostazione organicista e corporativa dell'economia.
Lo stato socialista, emerso in Russia nel 1917 e successivamente in vari paesi dell'Est europeo e oltre, si basava sulla lotta di classe delle teorie marxiste-leniniste, con il potere statale gestito dal partito della classe operaia e la collettivizzazione dei mezzi di produzione.
Lo stato confessionale, che non separa la sfera religiosa da quella civile, si fonda su basi religiose e applica norme come la sharia, portando a un disconoscimento del pluralismo e dei diritti umani, con conseguenze gravi per i diritti delle donne e dei non musulmani.