Concetti Chiave
- La digeribilità reale delle proteine nei ruminanti e nei suini si calcola correggendo la quantità di azoto non digerito presente nelle feci.
- La fibra grezza, se sottoposta a pretrattamenti in laboratorio, può risultare sovrastimata, portando a misurazioni inferiori rispetto alla quantità reale nell'organismo.
- La valutazione della digeribilità delle ceneri è complessa poiché molti sali vengono immessi nell'intestino, rendendo difficile calcolare l'effettiva digeribilità dell'alimento.
- La raccolta di feci in condizioni stressanti per l'animale può distorcere i risultati, rendendo i dati ottenuti meno rappresentativi della digeribilità in situazioni naturali.
- Metodi alternativi, come l'uso di indicatori naturali o introdotti, consentono di ottenere coefficienti di digeribilità più accurati analizzando le concentrazioni nelle feci rispetto agli alimenti.
Indice
Digeribilità delle proteine e dei lipidi
La quantità di proteine che si ritrova nelle feci, non è uguale a quello che è stato digerito, ma c’è una parte in più, che corrisponde a circa 4g di N x Kg s.s. ingerita (ruminanti) e circa 1g di N x Kg s.s. ingerita (suino). Se si applicano queste correzioni nel caso di digeribilità della proteina, si ottiene la digeribilità reale. Lo stesso discorso può essere applicato per i lipidi in cui però la digeribilità apparente è inferiore rispetto a quella reale (parte di grasso è stato aggiunto per esempio dalle cellule di sfaldamento).
Valutazione della fibra grezza
Discorso diverso si fa per la fibra grezza, che si determina con un metodo di laboratorio. Se si fanno dei pretrattamenti alla fibra grezza, il sistema di laboratorio solubilizzerà una parte maggiore dei carboidrati strutturali e quindi il passaggio nel tubo digerente rispetto alla fibra, nonostante che si misuri con lo stesso metodo dall’inizio alla fine del transito intestinale, presenterà una quantità di fibra inferiore che non necessariamente è stata assorbita: ci può dunque essere parte di fibra che è stata depolimerizzata con il sistema di laboratorio, ma che non è stata assorbita dall’organismo. Nelle feci troverò dunque un quantitativo inferiore di fibre, rispetto a quello reale.
Metodi di valutazione della digeribilità
La digeribilità delle ceneri non si determina perché molti sali vengono immessi nell’intestino ed è quindi molto difficile risalire all’effettiva digeribilità dell’alimento. Tutti questi sistemi per la valutazione della digeribilità apparente, si basano sulla necessità di avere a disposizione degli animali, ma questo non è sempre possibile.
Qualora non avessi animali si valuta la digeribilità in vitro.
Stress e condizioni naturali
Per raccogliere tutte le feci dell’animale è necessario metterlo in una situazione molto distante da quella naturale, di conseguenza aumenterà lo stress. Visto che i calcoli si prefiggono di ottenere dati dell’animale in condizioni naturali, più le condizioni sono stressanti, più sono lontane dai valori reali. Anche questo secondo metodo si basa sul fatto che per la determinazione della digeribilità, si ha un gruppo di animali.
Una volta che si sono misurati con estrema precisione i valori dei nutrienti negli alimenti e quelli nelle feci si ottiene quella che è la digeribilità apparente, differente da quella reale per il fatto che nelle feci ci sono sostanze che non derivano dall’alimento, come Sali o enzimi dei succhi digestivi o cellule di sfaldamento dell’epitelio intestinale, i corpi batterici dei microorganismi presenti nel tubo digerente.
Metodi alternativi e indicatori
Esistono anche metodi più efficaci, come quello degli indicatori, che si basa sul fatto che le sostanze totalmente indigeribili si ritrovano nelle feci con concentrazioni tanto maggiori quanto più elevata è stata l’utilizzazione digestiva delle sostanze alimentari.
Gli indicatori possono essere naturali (lignina, ceneri acido-insolubili), o introdotti. Conoscendo la concentrazione energetica dell’alimento e quale è la concentrazione dell’alimento in acido o in ceneri insolubili, conoscendo anche la concentrazione energetica nelle feci e quella del suo indicatore, attraverso semplici equazioni si ottiene il coefficiente di digeribilità (x100 ottengo il valore in %).
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza tra digeribilità apparente e reale delle proteine nei ruminanti e nei suini?
- Come viene valutata la fibra grezza e quali sono le implicazioni dei pretrattamenti?
- Perché è difficile determinare la digeribilità delle ceneri?
- Qual è l'effetto dello stress sulle misurazioni della digeribilità negli animali?
- Quali metodi alternativi possono essere utilizzati per valutare la digeribilità?
La digeribilità apparente delle proteine non corrisponde a quella reale; nei ruminanti si aggiungono circa 4g di N per Kg di sostanza secca ingerita, mentre nei suini circa 1g, il che porta a una correzione necessaria per ottenere la digeribilità reale.
La fibra grezza viene determinata in laboratorio, ma i pretrattamenti possono solubilizzare una parte maggiore dei carboidrati strutturali, portando a una misurazione inferiore della fibra nelle feci rispetto a quella reale, poiché parte della fibra potrebbe essere depolimerizzata senza essere assorbita.
La digeribilità delle ceneri non si determina facilmente poiché molti sali vengono immessi nell'intestino, rendendo complesso risalire all'effettiva digeribilità dell'alimento.
Raccogliere le feci in condizioni stressanti allontana i risultati dai valori reali, poiché lo stress influisce negativamente sulla fisiologia dell'animale e sulla qualità dei dati raccolti.
Metodi alternativi includono l'uso di indicatori naturali o introdotti, che permettono di calcolare il coefficiente di digeribilità basandosi sulla concentrazione di sostanze indigeribili nelle feci rispetto a quelle nell'alimento.