Concetti Chiave
- Il tumore maligno più comune del fegato è rappresentato dalle metastasi, con trattamenti che variano in base alla sede del tumore primitivo e alla prognosi del paziente.
- Negli ultimi decenni, l'approccio chirurgico per le metastasi epatiche da carcinoma del colon-retto è evoluto, passando da criteri rigidi a un metodo più integrato basato sulla biologia del paziente.
- Un nuovo strumento prognostico chiamato “Metro-ticket” aiuta a valutare l'impatto delle dimensioni e del numero delle metastasi sul tasso di sopravvivenza a lungo termine dopo resezione.
- Per un paziente anziano con cancro del colon e bassa emoglobina, è fondamentale rimuovere la porzione di colon sanguinante per stabilizzare i valori ematici.
- Nella gestione del cancro del colon sinistro, è possibile dover anticipare l'intervento chirurgico al colon rispetto alla chemioterapia, specialmente in caso di occlusione intestinale.
Indice
Tumore maligno del fegato
Rappresentano il tumore maligno più comune del fegato. Le opzioni di trattamento dipendono dalla sede del tumore primitivo, dalla prognosi del paziente, etc...
Caso di malattia estesa principalmente al lobo epatico di destra, con interessamento del 4° segmento e con presenza di metastasi anche al lobo sinistro. È una malattia bilobare e avanzata.
Caso di un paziente con una singola piccola metastasi epatica il cui tumore primitivo ha sede nel pancreas. Il paziente si sottopone a chemioterapia. Come si procede? In casi come questo la maggior parte delle volte i chirurghi si rifiutano di operare perché sono presenti metastasi (anche se in alcuni casi estremi vengono operati tumori del pancreas con metastasi). Questo, per sottolineare che non ci si deve basare solamente sul numero di metastasi epatiche, ma bisogna tenere in considerazione la sede del tumore primitivo.
Evoluzione delle tecniche chirurgiche
Per quanto riguarda il trattamento delle metastasi epatiche da carcinoma del colon-retto (crlm):
- Negli anni Novanta si operava solamente se 1 cm.
- Nel 2000 si è pensato di operare se si fosse stati in grado di fare un R0, anche in 1 cm di sicurezza, riuscendo a togliere tutta la malattia con un buon volume epatico residuo.
- Oggi invece si è entrati nell’ottica di operare “tutto e niente”, con un approccio integrato che dipende molto dalla biologia del paziente.
Viene presentato un articolo ( ) che mostra un nuovo strumento prognostico (“Metro-ticket”) per le metastasi del fegato da carcinoma del colon-retto in base alle dimensioni e al numero di tumori. Si tratta di un modello accurato per tener conto dell’impatto della morfologia tumorale sulla sopravvivenza a lungo termine tra i pazienti sottoposti a resezione di Crlm.
Paziente anziano con cancro del colon
Paziente fit e autosufficiente di 80 anni con cancro del colon retto scoperto perché anemico. Presenta una singola lesione epatica di dimensioni ridotte ed esofitica sul segmento epatico 3, che eventualmente risulta essere semplice da rimuovere chirurgicamente. Il paziente continua a ripresentarsi in ospedale perché ha un valore di emoglobina pari a 6 g/dl. In questo caso è necessario rimuovere la porzione di colon che sanguina per ripristinare un valore di emoglobina il più normale possibile.
Gestione del cancro del colon sinistro
Un paziente presenta cancro del colon sinistro con malattia epatica importante e si pensa inizialmente di sottoporlo a chemioterapia. L’ordine sarebbe quindi il seguente: si effettua la biopsia, la colonscopia, il profilo molecolare, si sottopone a chemioterapia e solo successivamente all’intervento chirurgico. L'idea in questo caso è di operare prima il fegato e poi il colon (al giorno d’oggi si può fare). Il paziente però, due settimane dopo, torna in pronto soccorso perché occluso, rendendo quindi evidente la necessità di rimuovere il colon senza aspettare di aver fatto la chemioterapia. Anche se il fegato è resecabile si procede alla sola chirurgia del colon.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della sede del tumore primitivo nella decisione chirurgica per le metastasi epatiche?
- Come sono cambiate le indicazioni chirurgiche per le metastasi epatiche da carcinoma del colon-retto nel tempo?
- Che cos'è il "Metro-ticket" e quale ruolo ha nella prognosi delle metastasi epatiche?
- Qual è la gestione proposta per un paziente anziano con cancro del colon e anemia?
La sede del tumore primitivo è cruciale nella decisione chirurgica, poiché i chirurghi spesso si rifiutano di operare in presenza di metastasi, ma possono considerare l'intervento in casi estremi, come nel caso di tumori del pancreas con metastasi (testo).
Negli anni Novanta, si operava solo con meno di 4 noduli e dimensioni contenute; nel 2000 si è iniziato a considerare l'operazione se si poteva ottenere un R0; oggi si adotta un approccio integrato che dipende dalla biologia del paziente (testo).
Il "Metro-ticket" è un nuovo strumento prognostico per le metastasi del fegato da carcinoma del colon-retto, che tiene conto delle dimensioni e del numero di tumori, migliorando la previsione della sopravvivenza a lungo termine dopo resezione (testo).
Per un paziente anziano con cancro del colon e anemia grave, è necessario rimuovere la porzione di colon che sanguina per ripristinare i livelli di emoglobina, anche se la lesione epatica è semplice da rimuovere chirurgicamente (testo).