Concetti Chiave
- La cistectomia radicale può essere eseguita tramite chirurgia open, laparoscopica o robotica, con quest'ultima in crescita nei centri avanzati.
- Dopo la rimozione della vescica, la funzione emuntoria può essere ripristinata tramite diversione urinaria o la creazione di una neovescica ortotopica dall'intestino del paziente.
- L'ileo è preferito per la creazione della neovescica grazie alla sua lunghezza, elasticità, bassa pressione e capacità di perdere porzioni senza complicanze.
- La creazione di una neovescica non è raccomandata per pazienti anziani con deficit cognitivi, limitando l'intervento a soggetti giovani e in buone condizioni.
- Il trapianto di vescica è complicato da problemi di innervazione e richiederebbe una terapia immunosoppressiva, aumentando i rischi per il paziente.
Indice
Approcci alla cistectomia radicale
Diversi sono gli approcci con cui si può svolgere l’intervento di cistectomia radicale:
• Chirurgia open: con incisione mediana dall’ombelico fino al pube, tramite la quale si accede allo scavo pelvico.
• Chirurgia laparoscopica
• Per via robotica, approccio emergente negli ultimi anni, soprattutto nei centri più avanzati.
Modalità di ricostruzione urinaria
A questo punto entra in gioco il secondo momento dell’intervento, quello più complesso, poiché, non essendoci più la vescica bisogna ricreare la modalità con cui le urine possano fuoriuscire. La funzione emuntoria può venire restituita al paziente secondo due modalità: Diversione/derivazione urinaria: l’urina non viene più portata verso l’uretra, ma direttamente all’esterno tramite la creazione di stomie a livello dell’addome. Vi sono due tipi di stomie. Confezionamento di una neovescica ortotopica partendo dall’intestino del paziente stesso. Per la vescica, infatti, non esiste la possibilità di trapianto né di utilizzare una vescica artificiale. Questa metodica viene riservata a pazienti giovani, senza decadimento cognitivo e in buone condizioni cliniche generali. Viene costruita utilizzando un segmento di intestino (lunghezza 40-60 cm) che viene aperto sul lato anti-mesenteriale e ricucito in modo da formare un sacchetto a cui vengono abboccati gli ureteri e l’uretra. In tal modo si ricostruisce una vescica che garantisce una certa continenza al paziente evitandogli la stomia. La resezione viene eseguita a 20-25 cm a monte della valvola-ileocecale perché nell’ultimo tratto di ileo avviene l’assorbimento di vitamina B12.
Vantaggi dell'uso dell'ileo
Quello che più frequente viene utilizzato è un segmento di ileo in quanto:
• è più lungo e più semplice da mobilizzare perché ha un meso più lungo;
• la parete è molto elastica;
• è un segmento a bassa pressione (questo è fondamentale altrimenti la pressione andrebbe verso il basso causando incontinenza e verso l’alto causando reflusso e perdita di funzionalità renale);
• l’ileo può perdere 40-60 cm della sua lunghezza senza alcuna complicanza come alterazioni dell’alvo o dell’assorbimento;
• non ha secrezione acida (a differenza dello stomaco, motivo per il quale non può essere utilizzato).
Limitazioni della neovescica
Per questi motivi, la creazione di una neovescica non può essere eseguita in pazienti anziani con deficit cognitivi (max 70-75 anni).
Ma come mai non si può fare un trapianto vescicale? Perché anche qui resta il problema dell’innervazione. La differenza tra un trapianto di vescica e una neovescica (quindi utilizzando l’ileo del paziente stesso) è che nel trapianto è necessario fare una terapia immunosoppressiva, con tutti i rischi ad essa correlati. Anche con una vescica artificiale c’è sempre lo stesso problema dell’innervazione che dovrebbe arrivare a livello della vescica.
Domande da interrogazione
- Quali sono i principali approcci chirurgici per la cistectomia radicale?
- Come viene gestita la ricostruzione urinaria dopo la cistectomia radicale?
- Perché si preferisce utilizzare un segmento di ileo per la creazione della neovescica?
- Quali sono le limitazioni nella creazione di una neovescica?
Gli approcci per la cistectomia radicale includono la chirurgia open, con incisione mediana, la chirurgia laparoscopica e l'approccio robotico, quest'ultimo emergente negli ultimi anni nei centri più avanzati.
La ricostruzione urinaria può avvenire tramite diversione urinaria, creando stomie a livello dell'addome, o confezionando una neovescica ortotopica utilizzando un segmento di intestino del paziente, riservata a pazienti giovani e in buone condizioni.
L'ileo è preferito perché è lungo, elastico, a bassa pressione e può perdere lunghezza senza complicanze, rendendolo ideale per la ricostruzione della vescica.
La creazione di una neovescica non è raccomandata per pazienti anziani con deficit cognitivi e non è possibile un trapianto vescicale a causa della necessità di innervazione e terapia immunosoppressiva.