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STORIA DELLA GALASSIA

Sin dalla notte dei tempi, l’uomo ha cercato di mettere ordine nel cielo stellato attraverso classificazioni e cataloghi. Tuttavia la prima mappa dell’universo fu costruita nei primi decenni dell’Ottocento da una famiglia di scienziati, gli Herschel, che arrivarono a stabilire che la Galassia era un disco suddividendo la volta celeste in piccole porzioni e contando le stelle visibili in ognuna di esse. Rilevando poi un’uniforme densità di stelle in tutte le direzioni del disco, ritennero che il nostro sistema solare si trovasse al centro della Galassia. Gli Herschel purtroppo non avevano considerato la presenza del mezzo interstellare che assorbe parte della luce emessa dalle stelle. A partire dal 1914 Shapley, seguendo le orme della Leavitt determinò la distanza di diversi ammassi globulari grazie alle cefeidi presenti in essi e capì che il Sole non era al centro del disco.

Anch’egli tuttavia fu ingannato dalla presenza del materiale interstellare per cui sovrastimò le dimensioni della Galassia. Solo negli anni Cinquanta, grazie alla scoperta di una particolare radiazione emessa dall’idrogeno non ionizzato situato nello spazio interstellare il disco galattico, caratterizzato da una struttura dall’idrogeno non ionizzato situato nello spazio interstellare il disco galattico, caratterizzato da una struttura a bracci di spirale (dovuta alla rotazione differenziale) ha un diametro di 100.000 a.l. e che il nostro sistema solare si trova sul braccio di Orione ad una distanza di 26.000 a.l. dal centro galattico.

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