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PIANETI ROCCIOSI

Mercurio, Venere, Marte e Terra sono, nell’ordine, i pianeti più vicini al Sole.
MERCURIO
Mercurio è al tempo stesso torrido e ghiacciato: la temperatura sulla faccia rivolta verso il Sole raggiunge, infatti, i 470°C, mentre sulla faccia opposta scende anche a -180°C. Ciò dipende da tre fattori:
• La vicinanza al Sole.
• La mancanza di un involucro gassoso.
• La rotazione attorno al proprio asse molto lenta.
VENERE
Venere assomiglia alla Terra per dimensioni, massa e densità. La pressione sul suolo di Venere è di circa 90 atmosfere: analoga a quella che incontra un sommergibile a 900 m di profondità. L’atmosfera è formata per il 95% da anidride carbonica e non contiene ossigeno. La superficie di Venere è costituita da rocce di origine vulcanica rovente a causa dell’effetto serra, particolarmente accentuato per l’abbondanza di anidride carbonica nell’atmosfera.
TERRA
Rispetto ai pianeti appena nominati del Sistema Solare la Terra presenta alcune caratteristiche che ne fanno un pianeta tutto speciale. È, infatti, l’unico pianeta a possedere vaste distese d’acqua allo stato liquido, il solo ad avere abbondanza di ossigeno nell’atmosfera e il solo su cui è presente la vita. Dallo spazio essa appare di colore prevalentemente azzurro. In merito alla formazione dell’acqua vi sono due teorie, una di origine «esogena» (eso=esterno) e una di origine «endogena» (endo=interno). La prima prevede che l’acqua sia stata portata dalle comete, corpi molto ricchi di ghiaccio che bombardarono il nostro pianeta nelle primissime fasi della sua vita. La seconda invece suggerisce che l’atmosfera terrestre primordiale sia stata arricchita di vapor d’acqua, anidride carbonica e azoto da imponenti eruzioni vulcaniche.
MARTE
Marte, il pianeta rosso, è come arrugginito per la notevole presenza di ossidi di ferro sulla sua superficie. L’atmosfera di Marte, cento volte più rarefatta di quella terrestre, contiene in prevalenza anidride carbonica, piccole quantità di azoto e di argon e quan
tità ancora più piccole di ossigeno e di vapore acqueo e di ossigeno.
Gli ampi sbalzi di temperatura tra la notte e il giorno creano turbolenze atmosferiche con venti che spirano anche a 500 Km/h e tempeste di sabbia che si pensa siano la causa principale di certi fenomeni di erosione e di accumulo riscontrati sul pianeta.

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