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Concetti Chiave

  • L'effetto Doppler causa uno spostamento delle righe spettrali in base al movimento della sorgente: allontanamento provoca redshift, mentre avvicinamento provoca blueshift.
  • La legge di Hubble, formulata nel 1929, stabilisce che la velocità di recessione delle galassie è proporzionale alla loro distanza, evidenziando l'espansione dell'Universo.
  • La costante di Hubble, che misura il tasso di espansione dell'Universo, è stimata tra 50 e 100 km/s/Mpc, e il tempo di Hubble indica l'età dell'Universo.
  • I metodi di misura delle distanze, come la parallasse trigonometrica e le variabili cefeidi, sono fondamentali per calcolare la costante di Hubble e comprendere la struttura dell'Universo.
  • Le variabili cefeidi, grazie alla loro relazione periodo-luminosità, sono utilizzate per determinare distanze astronomiche da 100 parsec a diversi milioni di parsec.

Prima di introdurre la legge di Hubble è bene richiamare il concetto di effetto Doppler.. Le righe spettrali della radiazione elettromagnetica proveniente da un oggetto astronomico si spostano dalla loro posizione canonica se la sorgente è in movimento rispetto all’osservatore. Se essa è in allontanamento, le righe spettrali si spostano verso lunghezze d’onda maggiori (rosse). In questo caso si ha il cosiddetto spostamento verso il rosso o redshift. Il contrario accade se la sorgente è in avvicinamento. In questo caso le righe spettrali si spostano verso lunghezze d’onda più corte (blu). Si ha allora lo spostamento verso il blu o blueshift.

Dato che lo spostamento delle righe dipende dalla velocità radiale della sorgente, studiando lo spettro possiamo ricavarne la velocità d’allontanamento o d’avvicinamento. Il rapporto tra l’entità dello spostamento Dl e la lunghezza d’onda l viene indicato con la lettera z.

Scoperte di Slipher e Hubble

Negli anni Venti, Slipher cominciò a studiare gli spettri di alcune galassie lontane, e nonostante le numerose difficoltà tecniche , ottenne gli spettri di una quarantina di galassie lontane , tutti spostati verso il rosso. Immagine che mostra galassie lontane, evidenziando l'espansione dell'universo e il redshift come metodo per misurare distanze cosmiche.Interpretando il fenomeno in termini di effetto Doppler, l’astronomo concluse che le galassie lontane fossero in moto di allontanamento (recessione). In quegli anni Hubble ottenne diversi spettri di galassie, la cui distanza era stata stimata da poco. Mettendo in relazione la velocità delle galassie e la loro distanza, comprese che la velocità di allontanamento delle galassie è proporzionale alla loro distanza, cioè più le galassie sono lontane, più sono veloci.

Espansione dell'universo e legge di Hubble

Nel quadro d’insieme ciò implica che tutte le distanze si dilatano dello stesso fattore: cioè l’Universo è in espansione. Tutto ciò fu espresso nel 1929 attraverso legge di Hubble, secondo cui: v = H0×d , dove v è la velocità di recessione lungo la linea di vista (in km/s), d è la distanza (in Mpc) e H0 è la cosiddetta costante di Hubble, la quale che indica in quale misura si espande attualmente l’Universo.

Determinazione della costante di Hubble

Il valore di H0 non è stato ancora determinato con precisione, ma si stima sia compreso tra 50 km×s-1×Mpc-1 e 100 km×s-1×Mpc-1.

Dato che l’Universo è in espansione, esso ha certamente avuto inizio in un istante ben preciso, quello del Big Bang, tra 10 e 20 miliardi di anni fa. Tale tempo è denominato tempo di Hubble e si ricava dall’inverso della costante di Hubble (t0 = H0-1).

Metodi di misura delle distanze

Nel calcolo della costante di Hubble, la conoscenza della distanza degli oggetti celeste è di primaria importanza, così come per tutta l’astrofisica. La misura delle distanze avviene tramite diversi metodi.
Il metodo della parallasse trigonometrica è fondamentale per la misura delle distanze all’esterno del Sistema Solare. Man mano che la Terra percorre la sua orbita attorno al Sole le stelle più vicine subiscono, a causa di un effetto di prospettiva, uno spostamento angolare rispetto alle stelle “fisse” più lontane. Quanto più l’angolo è grande, tanto più la stella è vicina. La metà dell’angolo di spostamento di una stella in un anno è denominato parallasse. Applicando le formule di trigonometria al triangolo che ha per base il semiasse maggiore dell’orbita terrestre, per altezza la distanza dell’astro e come angolo al vertice l’angolo di parallasse, si ricava la distanza della stella. Ciò introduce la definizione di parsec come la distanza alla quale dovrebbe trovarsi una stella per avere la parallasse di 1 secondo d’arco (1 parsec = 3,2616 anni luce = 3,0857 × 1016 metri). Il metodo copre distanze inferiori a 100 parsec.

Utilizzo delle variabili cefeidi

Uno dei metodi studiati più accuratamente è senza dubbio quello che utilizza le variabili cefeidi, a causa della loro estrema luminosità e osservabilità nelle galassie vicine. Il metodo utilizza la loro relazione periodo-luminosità che lega la lunghezza del periodo di variabilità alla loro luminosità intrinseca. Le cefeidi con periodo più lungo sono le più luminose e ciò viene utilizzato per determinarne la distanza. Le cefeidi vengono utilizzate come indicatori di distanza da 100 parsec sino a qualche milione di parsec. Le novae sono stelle variabili esplosive che aumentano di luminosità da 100 a 100 000 volte durante la fase esplosiva. Il massimo di luminosità (MV da -5 a -10) viene raggiunto in tempi molto brevi, spesso in un solo giorno. De Vaucouleurs ha trovato che esiste una relazione tra la magnitudine assoluta del picco e il tempo affinché la luminosità cali di tre volte e ciò permette di ricavarne la distanza. Le distanze ottenibili con questo metodo coprono un intervallo da 1000 parsec a 1 milione di parsec.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il principio alla base dell'effetto Doppler in astronomia?
  2. L'effetto Doppler descrive come le righe spettrali della radiazione elettromagnetica si spostano in base al movimento della sorgente rispetto all'osservatore, con uno spostamento verso il rosso per oggetti in allontanamento e verso il blu per oggetti in avvicinamento.

  3. Chi sono gli astronomi che hanno contribuito alla scoperta della recessione delle galassie?
  4. Negli anni Venti, Slipher studiò gli spettri di galassie lontane, osservando uno spostamento verso il rosso, mentre Hubble correlò la velocità di recessione delle galassie con la loro distanza, formulando la legge di Hubble.

  5. Cosa afferma la legge di Hubble riguardo all'espansione dell'universo?
  6. La legge di Hubble, espressa nel 1929, stabilisce che la velocità di recessione delle galassie (v) è proporzionale alla loro distanza (d), indicando che l'universo è in espansione.

  7. Qual è l'importanza della costante di Hubble (H0) e come viene stimata?
  8. La costante di Hubble (H0) misura il tasso di espansione dell'universo e il suo valore è stimato tra 50 e 100 km/s/Mpc, ma non è ancora stato determinato con precisione.

  9. Quali metodi vengono utilizzati per misurare le distanze in astronomia?
  10. I metodi includono la parallasse trigonometrica per distanze inferiori a 100 parsec e l'uso delle variabili cefeidi, che sfruttano la relazione periodo-luminosità per determinare distanze fino a qualche milione di parsec.

Domande e risposte

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