Concetti Chiave
- Alfieri sviluppa un rapporto complesso con l'illuminismo, influenzato dalle sue letture giovanili e dall'ambiente nobiliare del Piemonte dei Savoia.
- Il suo disprezzo per l'autoritarismo nasce da un contesto sociale opprimente, spingendolo a cercare una fuga da tale realtà.
- Critica la borghesia, non vedendola come forza di cambiamento, poiché troppo legata agli interessi economici e non migliore dell'assolutismo monarchico.
- Alfieri esprime un disprezzo generale per il potere, auspicando la libertà come principio guida, slegato da interessi materiali.
- Identifica il nobile come "superuomo" capace di raggiungere la libertà, preferendo la scrittura come strumento di azione rispetto alla violenza.
Alfieri e l'influenza illuministica
Il rapporto di Alfieri con la politica è inscindibile dalle sue letture illuministiche nel periodo giovanile. Tuttavia egli tende a elaborare posizioni fortemente distanti per alcuni versi, maggiormente vicine per altri. Inoltre bisogna dimenticare l’ambiente socio culturale in cui Alfieri cresce : quello della nobiltà del Piemonte dei Savoia, particolarmente legata ai propri doveri verso la casa reale.
Disprezzo per l'autoritarismo
Probabilmente è proprio questo ambiente così chiuso in sé stesso a far nascere in lui un profondo disprezzo per qualsiasi forma di autoritarismo e tirannide, nel tentativo di evadere da questo mondo così opprimente.
Critica al potere borghese
Alfieri riconosce come la società di ancien regime dove lui stesso vive, basata su schemi superati, fosse prossima al collasso, ma non riesce a vedere nella borghesia la forza motrice di questo cambiamento, perché troppo legata agli interessi economici. Questo nuovo potere borghese che va via via affermandosi non è di certo migliore dell’assolutismo monarchico che Alfieri aveva potuto osservare nel corso dei suoi viaggi, tanto che una volta raggiunta la vecchiaia incomincerà a provare un vero e proprio sentimento di nostalgia verso la società dell’ancient regime.
Elogio della libertà
Quello che Alfieri esprime è un profondo disprezzo in generale per il concetto di potere, indipendentemente da quale forma assuma, tanto da non proporre nessuna forma di miglioramento del sistema politico. Quella di cui lui compie l’elogio è la libertà intesa come principio guida, non una forma particolare di libertà che può essere quella di espressione o di stampa. Tale principio di libertà è in realtà implicitamente raggiungibile dal nobile, quale “superuomo”, poiché slegato da qualsivoglia interesse materiale. Egli stesso si direbbe pronto a imbracciare le armi in caso di necessità, preferendo tuttavia la scrittura: famosa è infatti la sua massima secondo cui “Il dire altamente cose, è un farle in gran parte.”
Domande da interrogazione
- Qual è il rapporto di Alfieri con l'autoritarismo?
- Come vede Alfieri il potere borghese rispetto all'assolutismo monarchico?
- Qual è il concetto di libertà che Alfieri elogia?
Alfieri sviluppa un profondo disprezzo per qualsiasi forma di autoritarismo e tirannide, influenzato dall'ambiente chiuso della nobiltà piemontese, cercando di evadere da un mondo opprimente.
Alfieri critica il potere borghese, considerandolo non migliore dell'assolutismo monarchico, poiché è troppo legato agli interessi economici e non rappresenta una vera forza di cambiamento.
Alfieri esalta la libertà come principio guida, non limitandosi a forme specifiche come la libertà di espressione, e la considera raggiungibile dal nobile "superuomo", slegato da interessi materiali.