Concetti Chiave
- Alfieri definisce la tirannide come una monarchia in cui il sovrano è al di sopra delle leggi, criticando il dispotismo illuminato e preferendo le tirannidi estreme che stimolano l'insurrezione popolare.
- Il potere tirannico si basa sulla collaborazione della nobiltà, sull'oppressione della casta militare e sull'educazione all'obbedienza cieca da parte della casta sacerdotale.
- L'uomo libero sotto la tirannide può scegliere tra il ritiro in solitudine, il suicidio o l'omicidio del tiranno, affrontando così la morte per non soccombere alla servitù.
- Alfieri esprime una riflessione politica radicale, desiderando agire contro la tirannide ma rinunciando a causa delle difficoltà del suo tempo.
- Nel Panegirico di Plinio a Traiano, Alfieri immagina un principe che abdica spontaneamente al potere, donando libertà ai cittadini e guadagnando gloria eterna.
Definizione di Tirannide
Della tirannide:è un breve trattato in cui Alfieri inizialmente si preoccupa di definire la tirannide, identificandola con ogni tipo di monarchia che ponga il sovrano al di sopra delle leggi e critica l’ideale del dispotismo illuminato: le tirannidi moderate, a suo avviso, velando la brutalità del potere tendono ad addormentare i popoli, quindi sono preferibili quelle estreme e oppressive poiché provocano l’insurrezione del popolo, portando alla conquista della libertà.
Basi del Potere Tirannico
Egli inoltre esamina le basi su cui si appoggia il potere tirannico e le individua nella nobiltà che collabora col despota, nella casta militare mediante cui i sudditi sono oppressi e viene soffocata ogni possibilità di ribellione e in quella sacerdotale che educa a servire con cieca obbedienza.
Comportamento dell'Uomo Libero
Successivamente affronta il modo di comportarsi dell’uomo libero sotto la tirannide: egli per non farsi contaminare dalla generale servitù potrà o ritirarsi in solitudine, o ricorrere al suicidio, oppure potrà uccidere il tiranno, andando incontro alla morte.
Ammirazione Segreta per il Tiranno
Si delineano così due figure: il tiranno e il liber’uomo, che sebbene siano tanto diverse, hanno un carattere comune: entrambe infatti sono impegnate ad affermare loro individualità superiore al di là di ogni limite; cogliamo per questo motivo in Alfieri una segreta ammirazione anche nei confronti del tiranno che, viene a incarnare l’affermazione di una volontà possente, assoluta e illimitata. A suo modo anche il tiranno è un uomo libero, in quanto la sua volontà non conosce vincoli.
Riflessione Politica di Alfieri
Lo scrittore stesso afferma nella dedica Alla libertà che abbandonerebbe volentieri la penna per la spada, cioè per agire concretamente nella realtà, ma rinuncia a farlo, dati i “tristi tempi” che negano ogni possibilità di azione. (Da un punto di vista più strettamente politico, Della tirannide rappresenta il momento più radicale e rivoluzionario della riflessione politica alfierana.)
Panegirico di Plinio a Traiano
Panegirico di Plinio a Traiano: notiamo l’affievolirsi dell’impeto rivoluzionario e dell’impegno attivo, in quest’opera Alfieri immagina un principe che spontaneamente deponga il potere facendo dono della libertà ai cittadini e guadagnandosi così l’eterna gloria.
Dialogo Della Virtù Sconosciuta
Nel dialogo Della virtù sconosciuta dedicato alla memoria dell’amico Francesco Gandellini sviluppa il tema del modo di comportarsi dell’uomo libero, che ora non può far altro che ritirarsi in sdegnosa solitudine, rinuncia all’eroismo e sceglie volontariamente la non azione.
Domande da interrogazione
- Qual è la definizione di tirannide secondo Alfieri?
- Quali sono le basi del potere tirannico identificate da Alfieri?
- Come si comporta l'uomo libero sotto la tirannide secondo Alfieri?
Alfieri definisce la tirannide come ogni tipo di monarchia che pone il sovrano al di sopra delle leggi, criticando l'ideale del dispotismo illuminato e sostenendo che le tirannidi moderate tendono a addormentare i popoli, mentre quelle estreme provocano l'insurrezione e la conquista della libertà.
Alfieri individua le basi del potere tirannico nella nobiltà che collabora con il despota, nella casta militare che opprime i sudditi e nella casta sacerdotale che educa alla cieca obbedienza, soffocando ogni possibilità di ribellione.
L'uomo libero può ritirarsi in solitudine, ricorrere al suicidio o uccidere il tiranno, affrontando la morte. Alfieri evidenzia una segreta ammirazione per il tiranno, che incarna una volontà assoluta e illimitata, rendendolo anch'esso un uomo libero.