Concetti Chiave
- La produzione letteraria umanistica è principalmente in latino e si ispira alla tradizione greco-latina, con generi come epistolare, dialogo e orazione.
- La storiografia umanistica celebra le origini e l'identità delle comunità cittadine, integrando il confronto con la classicità.
- Si assiste a un fiorire di commenti ai classici, grazie all'interesse per la filologia e i testi latini e greci.
- Gli umanisti riscoprono generi meno canonici come i dialoghi fantastici di Luciano e praticano forme nuove come il Liber facetiarum di Poggio Bracciolini.
- Nonostante la predominanza del latino, esiste una vivace produzione letteraria in volgare, con generi come lirica, poema cavalleresco e teatro profano.
Produzione letteraria umanistica
La produzione degli umanisti è prevalentemente in latino e fedele alla tradizione greco-latina è anche la scelta dei generi letterari. Continuando su una strada inaugurata da Petrarca, essi praticano il genere epistolare, strumento privilegiato di una comunità di dotti inclini all’amicizia e allo scambio di idee; come pure il dialogo, di matrice platonica e ciceroniana, segno di una disposizione alla conquista della verità attraverso un attivo dibattito culturale. Riprende vigore nella stagione umanistica anche l’orazione, collegata alla dimensione pubblica e al ruolo civile dell’intellettuale all’interno delle istituzioni. Su questa linea si dispone la fortuna della storiografia, che da un lato segna una continuità con il genere già coltivato in età comunale per celebrare le origini e l’identità delle comunità cittadine, e dall’altro si alimenta del confronto con gli storici della classicità. L’interesse per la filologia e per i testi latini e greci fa inoltre fiorire l’esperienza dei commenti ai classici. Se molti di questi generi sono praticati in latino, ciò non esclude che, soprattutto nelle corti, si mantenga viva una ricca produzione letteraria in volgare. Come vedremo più avanti, essa privilegia generi come la lirica, il poema cavalleresco, la novellistica e persino il teatro profano, rinvigorito dalla riscoperta dei commediografi latini come Plauto.
Riscoperta di generi meno canonici
Accanto ai modelli tradizionali della classicità aurea, gli umanisti riscoprirono alcuni generi e testi meno canonici. Tra questi vi furono i dialoghi fantastici dello scrittore greco Luciano o le opere di alcuni autori della latinità più tarda e “irregolare”. Una certa apertura e spregiudicatezza, propria di alcune frange dell’Umanesimo di fine Quattrocento, si rifletteva anche nell’interesse per generi come l’epigramma, spesso focalizzato su temi erotici o satirici. Gli umanisti praticarono anche generi nuovi, che mancavano di modelli immediati nella letteratura classica. È il caso del Liber facetiarum (Libro di facezie), di Poggio Bracciolini: una raccolta di aneddoti e brevi narrazioni scherzose – simili alle odierne barzellette – che riproponevano in latino il modello volgare della novella che si conclude con un motto di spirito. Simili alle facezie per brevità e struttura sono le favole, tuttavia connotate in seno più spiccatamente morale: celebri furono quelle di Leon Battista Alberti e di Leonardo da Vinci
Domande da interrogazione
- Quali generi letterari sono stati privilegiati dagli umanisti nella loro produzione?
- In che modo gli umanisti hanno innovato rispetto ai generi letterari tradizionali?
- Qual è il ruolo della filologia nella produzione letteraria umanistica?
Gli umanisti hanno praticato principalmente il genere epistolare e il dialogo, ispirandosi alla tradizione platonica e ciceroniana, oltre a riscoprire l'orazione e la storiografia, mantenendo viva anche una produzione in volgare, come la lirica e il poema cavalleresco.
Gli umanisti hanno riscoperto generi meno canonici, come i dialoghi fantastici di Luciano e l'epigramma, e hanno creato nuovi generi, come il "Liber facetiarum" di Poggio Bracciolini, che raccoglie aneddoti e narrazioni scherzose, simili alle moderne barzellette.
L'interesse per la filologia ha portato alla fioritura di commenti sui testi latini e greci, contribuendo a una maggiore comprensione e valorizzazione della letteratura classica, che ha influenzato anche la produzione di opere in volgare.