Concetti Chiave
- Baudelaire, nato a Parigi nel 1821, è un'importante figura della poesia simbolista e del decadentismo, noto per la sua opera "I fiori del male".
- Il concetto di spleen rappresenta la noia esistenziale e l'angoscia dell'artista, spingendolo a cercare sollievo attraverso l'arte e l'uso di sostanze.
- La natura, per Baudelaire, è vista come un tempio di simboli profondi, rovesciando la tradizionale visione di sfondo in un elemento centrale nella rappresentazione della realtà.
- Il simbolismo baudelairiano attribuisce significati soggettivi a elementi naturali, distinti dall'allegoria medievale, rendendo ogni percezione unica per l'osservatore.
- La poetica di Baudelaire ha avuto un impatto duraturo sulla letteratura, influenzando autori successivi e movimenti come i poeti maledetti e gli scapigliati italiani.
Questo appunto di Italiano presenta la figura di Baudelaire, passando in rassegna i principali temi della sua poetica e focalizzandosi nel dettaglio sulla spiegazione della noia-spleen e sulla concezione di natura per il poeta, che richiama l’allegoria.
Baudelaire: brevi cenni sulla sua vita
Charles Pierre Baudelaire nacque a Parigi il 9 aprile 1821 e vi morì il 31 agosto 1867. Fu un intellettuale francese impegnato nei campi della poesia, della scrittura, della critica letteraria e artistica, ma anche un giornalista, filosofo, saggista, traduttore e scrittore di aforismi. Egli è considerato uno dei massimi esponenti della poetica del 19° secolo, in quanto rappresentante di spicco della corrente simbolista; inoltre fu anticipatore del decadentismo e innovatore del genere lirico di quel tempo. Inoltre, dalle sue riflessioni circa i rapporti umani, la società, l’arte e l’amore, Baudelaire arrivò a coniare il termine “modernismo”. Ad oggi Baudelaire è considerato uno degli autori classici nel panorama della letteratura europea, considerazione dovuta soprattutto alla sua maggiore opera “I fiori del male” - edita nel 1857, alla quale si ispirarono molti autori di epoche successive, fra cui Marcel Proust. Fra coloro che più seguirono le orme di Baudelaire vi furono “i poeti maledetti” e gli scapigliati italiani. Nel suo essere, Baudelaire ha incarnato la figura dell’esteta, del dandy e del flaneur, ossia uno studente ribelle, amante del piacere, degli eccessi e del lusso, innovatore e al contempo intellettuale romantico, dedito alle arti e alla poesia cupa. Nelle opere di Baudelaire, che si ricordano essere simboliche e allegoriche, trovano posto molti temi; fra i principali vi sono: l’amore, la trasgressione, l’amore platonico e romantico, il masochismo, il piacere, il concetto di noia, detta anche spleen, l’accidia, la concezione di natura e l’utilizzo delle allegorie.Spleen: il tema della noia nella poetica baudelairiana
Spleen è un termine che ricorre spesso negli scritti del poeta, e indica la Noia esistenziale, ovvero il malessere che si prova per la vita, che porta con sé angoscia, tormento e struggimento. Spleen è un termine inglese, derivato dal latino Splen- che indica la milza. Il termine non è scelto a caso, infatti, secondo le teorie mediche del mondo classico, nell’uomo la milza era la sede dell’umore nero e della bile nera, responsabile della malinconia e dello stato psichico. Il primo a parlare di questo tema era stato Orazio, che rifletteva sull’incapacità dell’uomo nel trovare soddisfazione e felicità dalla vita; da questo nasce la sua massima Carpe Diem, da intendersi come esortazione a godere la vita cosi com’è. Tuttavia, il massimo rappresentante della noia ,nella letteratura ottocentesca è Giacomo Leopardi, il quale attribuisce alla noia una doppia accezione: un’accezione negativa, intendendola come stato di insoddisfazione continua, e un’accezione positiva, affermando che la noia ha il potere di stimolare l’uomo alla ricerca, poiché, se l’uomo fosse soddisfatto non produrrebbe nulla. Il simbolismo baudelairiano invece, da alla noia una connotazione diversa, e di stampo sentimentale. Lo Spleen, per Baudelaire, è inteso come un sentimento intimo di angoscia e di tensione esistenziale che riguarda esclusivamente la figura dell’artista (sottolineandone quindi la sua superiorità rispetto ai non-artisti). Lo Spleen non ha una connotazione positiva, ma negativa, poiché spinge ed esorta l’artista a cercare sollievo non solo nella propria arte, ma anche mediante l’offuscamento della lucidità mentale. Per questo motivo i poeti simbolisti sono detti “i poeti maledetti”, poiché fanno ricorso alle droghe e all’alcool al fine di sfuggire all’angoscia e alla riflessione circa la loro stessa esistenza.
La concezione della Natura per Baudelaire
La natura, intesa come paesaggio, è una concezione presente in quasi tutti gli autori, a cui supporto vi erano le tradizioni letterarie latine e italiane (letteratura medioevale e letteratura romantica). I simbolisti non si sottraggono alla descrizione della natura, ma si collocano in un’ottica di rispetto ai predecessori poichè ne rovesciano il ruolo. Mentre nella tradizione letteraria la natura era un’entità di sfondo, generalmente descritta come Locus amenus et horribilis- luogo ameno e orribile, per i simbolisti la natura è rappresentazione della realtà. Baudelaire afferma che la natura è un tempio, fatto di colori, di suoni e di profumi che richiamano a significati più profondi, custoditi nell’animo di ciascuno. Il paesaggio, infatti, non è mai rappresentato di per sé-per come appare, poiché ogni cosa è un simbolo e come tale ha un suo significato nascosto. Questo modo di intendere la natura richiama l’allegoria medioevale, in cui ad ogni elemento corrispondeva un significato che richiamava ad un altro significato più profondo (ad esempio la lupa è un animale avido, e rappresenta l’avidità umana). Di conseguenza, ogni cosa, ogni oggetto, rappresenta qualcosa sia come oggetto di per sé, ma anche come simbolo, ovvero per quello che rappresenta, per il suo senso più profondo per chi lo guarda. Nel simbolismo, invece, ogni cosa ha un significato più soggettivo, che varia in base alla sensibilità dell’osservatore, è un filtro dei pensieri dell’autore. In sintesi, mentre l’allegoria è oggettivamente comprensibile, il simbolo, invece, è legato ai sentimenti e alla sensibilità del poeta e solo per lui acquisisce quel determinato significato, che ovviamente non è lo stesso per un altro poeta.Per ulteriori approfondimenti su Baudelaire vedi anche qua
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del termine "spleen" nella poetica di Baudelaire?
- Come si distingue la concezione della natura in Baudelaire rispetto alla tradizione letteraria precedente?
- Quali sono i principali temi della poetica di Baudelaire?
- In che modo Baudelaire ha influenzato la letteratura successiva?
- Qual è il ruolo dell'artista secondo Baudelaire?
"Spleen" indica la noia esistenziale e il malessere che l'individuo prova nella vita, portando angoscia e tormento. Per Baudelaire, questo sentimento è un'esperienza intima che colpisce in particolare l'artista, spingendolo a cercare sollievo nella propria arte e in altre forme di evasione.
A differenza della tradizione, dove la natura era vista come un semplice sfondo, Baudelaire la considera un tempio ricco di simboli e significati profondi, in cui ogni elemento rappresenta qualcosa di più profondo e soggettivo, riflettendo la sensibilità dell'osservatore.
I temi principali includono l'amore, la trasgressione, il masochismo, il piacere, la noia (spleen), l'accidia e la concezione di natura, tutti espressi attraverso simboli e allegorie che riflettono la complessità dell'esperienza umana.
Baudelaire è considerato un anticipatore del decadentismo e ha ispirato molti autori successivi, tra cui Marcel Proust, e ha influenzato i "poeti maledetti" e gli scapigliati italiani, grazie alla sua innovativa poetica simbolista.
L'artista, secondo Baudelaire, è una figura superiore che vive l'angoscia e la tensione esistenziale, e la sua ricerca di sollievo attraverso l'arte è fondamentale per comprendere la sua esperienza e la sua visione del mondo.