Concetti Chiave
- All'inizio del Novecento, nascono movimenti artistici di avanguardia come Cubismo, Dadaismo e Futurismo, in risposta a un'arte tradizionale percepita come obsoleta.
- Il Futurismo, fondato da Marinetti nel 1909, enfatizza l'innovazione e la provocazione, riflettendo le dinamiche sociali e capitalistiche dell'epoca.
- I manifesti futuristi, tra cui il "Manifesto del Futurismo" e il "Manifesto tecnico della letteratura futurista", delineano le nuove idee artistiche e letterarie del movimento.
- Il paroliberismo, una caratteristica distintiva del Futurismo, abolisce la sintassi tradizionale e promuove l'uso di parole in libertà, come evidenziato nella poesia "Zang Tumb Tumb".
- La visione futurista prefigura un futuro in cui l'uomo meccanico sostituisce l'essere umano, segnando una rottura con la cultura tradizionale e un'apertura verso il mondo meccanico.
L'Avanguardia Artistica del Novecento
Ai primi del Novecento nacquero in tutta Europa nuove forme d’arte, che portarono in sé un senso di ribellione all’arte tradizionale. Prima che essere propositivi, sono dei momenti di polemica e rottura. Questi prendono i nomi di movimenti di avanguardia, iniziati nel 1907 quando Pablo Picasso pubblicò “Le Damoiselle d’Auvignon”, titolo ironico perché sono delle prostitute. Salta subito all’occhio la deformazione delle immagini e l’assenza di punti di vista. Anni dopo Henri Matisse diede il nome di Cubismo al modo di dipingere di Picasso. Cubismo, Dadaismo e Futurismo sono i più importanti (uno dei più importanti dadaisti fu Man Ray). Il compito delle avanguardie era di andare contro le immagini precostituite.
Il Futurismo e Marinetti
L’Italia partecipò a questo fenomeno rivoluzionario con il Futurismo, nato nel 1909 quando sul quotidiano “Le Figaro” apparse il “Manifesto del Futurismo” a cura di Tommaso Marinetti, italiano che visse ad Alessandria d’Egitto e che poi tornò a Milano, entrando in possesso (dopo la morte del padre) di un appartamento nella Milano degli affari. Lì fondò la rivista “Poesia”, con un intento provocatorio, riunendo intorno a sé altri intellettuali italiani, alcuni dei quali che andranno a confluire nel movimento dei poeti crepuscolari (Crepuscolarismo). Nella società dei primi del Novecento le dinamiche di tipo capitalistiche avevano caratterizzato il Decadentismo avevano ridotto o eliminato lo spazio alla poesia, per questo l’arte delle avanguardie era di tipo provocatorio. Tuttavia Marinetti elabora una sua idea di arte che confluisce in due dei manifesti più importanti del Futurismo, che sono il “Manifesto del Futurismo” già citato e di importanza politica, e il “Manifesto tecnico della letteratura futurista”. Marinetti non aveva trovato nessun giornale che gli pubblicasse il primo manifesto, un po’ per il contenuto e un po’ perché ci fu un terremoto che fece censurare molte pubblicazioni per lutto, quindi lo fece pubblicare a Parigi ne “Le Figaro”, con una nota dove il direttore prendeva le distanze dalle idee espresse. A questi due manifesti ne seguirono altri, che coinvolsero tutte le altre arti, in particolare la pittura, con il “Manifesto tecnico della pittura futurista”. Molti pittori futuristi erano amici diretti di Marinetti e dei poeti futuristi.
Manifesti e Conflitti Futuristi
Da Milano i futuristi partirono a in una “spedizione punitiva” a Firenze, dove in una mostra futurista alcuni intellettuali, chiamati Vociani (dalla rivista “Voce”), rovinarono un quadro futurista. Le due parti si incontrarono nello storico Caffè delle Giubbe Rosse, dove nacque una rissa furibonda fino a quando non furono portati tuti in commissariato e lì le accuse che si scambiarono furono di tipo letterario (ognuno difendeva la sua parte). Da questa lite alcuni futuristi e alcuni vociani si unirono sotto la rivista “Lacerba”.
Paroliberismo e Innovazioni Letterarie
Qualche anno dopo il primo manifesto futurista, ossia nel 1912, venne pubblicato il “Manifesto tecnico della letteratura futurista”, dove Marinetti voleva elencare i punti cardine della nuova letteratura. Nel primo punto si parla di paroliberismo (parole in libertà), ossia dell’abolizione della sintassi tradizionale; talvolta le parole in libertà creano dei calligrammi. Il verbo non può più essere coniugato, perché quando è all’infinito si slega dall’io dell’autore. La poesia “Zang Tumb Tumb” è esemplificativa di queste caratteristiche. Vengono eliminati gli aggettivi, lasciando solo il sostantivo. Si deve eliminare anche l’avverbio. Ogni sostantivo deve avere il suo doppio (deve essere seguito senza congiunzione al sostantivo a cui è legato per analogia). Vengono inoltre soppressi molti connettori e la punteggiatura. Non vi sono categorie di immagini e bisogna distruggere nella letteratura l’io. In questo tipo di poesia/letteratura risalta l’importanza dell’intuizione. Marinetti descrive l’avvento dell’uomo meccanico, il robot, che verrà reso immortale. La macchina, in futuro, sostituirà l’uomo. L’io dell’uomo del Novecento è risultato di una cultura persistente (biblioteche e musei), quindi una nuova arte non può partire da un io ammaliato. L’artista deve dare vita a una nuova forma d’arte, appartenente al mondo meccanico.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del termine "avanguardia" nel contesto artistico del Novecento?
- Chi è Tommaso Marinetti e quale ruolo ha avuto nel Futurismo?
- Quali sono le caratteristiche principali del "Manifesto tecnico della letteratura futurista"?
- Come si manifestarono i conflitti tra futuristi e vociani?
- Qual è la visione di Marinetti riguardo al futuro dell'arte e dell'uomo?
L'avanguardia si riferisce a movimenti artistici che nascono come una forma di ribellione contro l'arte tradizionale, caratterizzati da polemiche e rotture, come evidenziato dall'opera di Picasso nel 1907.
Tommaso Marinetti è il fondatore del Futurismo, che ha pubblicato il "Manifesto del Futurismo" nel 1909, proponendo una nuova visione dell'arte e della letteratura, come descritto nel testo.
Il manifesto del 1912 introduce il paroliberismo, abolendo la sintassi tradizionale e enfatizzando l'importanza dell'intuizione, come spiegato da Marinetti, che mira a distruggere l'io dell'autore.
I conflitti emersero in una rissa a Firenze, dove i futuristi e i vociani si scontrarono per difendere le loro posizioni artistiche, portando alla creazione della rivista "Lacerba", come riportato nel testo.
Marinetti prevede un avvento dell'uomo meccanico, dove la macchina sostituirà l'uomo, suggerendo che la nuova arte deve emergere da un contesto meccanico piuttosto che da un io tradizionale, come descritto nel suo manifesto.