Concetti Chiave
- La poesia "Veglia" è datata 1915 e riflette l'immobilità e la durezza della vita durante la guerra, simboleggiata dalla trincea.
- Il fono simbolismo e l'uso di participi passati creano un'atmosfera di immobilità e di un passato ineluttabile, collegato alla morte.
- La poesia presenta un ribaltamento finale, in cui, nonostante la presenza di compagni morti, si afferma un forte attaccamento alla vita.
- Ungaretti condivide l'idea del flusso di coscienza, ritenendo che il pensiero debba essere libero e non contenuto.
- Nella poesia "Sono una creatura", la morte è vista come una liberazione dalle sofferenze, in linea con il pensiero di Leopardi e Pirandello.
La Poesia di Guerra
Le poesia composte durante la guerra, come Veglia, presentano un’indicazione sul luogo e sulla data della composizione, in questo caso la poesia fu composta nel 1915 a Cima quattro.
Simbolismo e Immobilità
Rilevante in questa poesia è il fono simbolismo, l’utilizzo di parole dure (massacrato), che rimandano all’aridità della vita, e l’ampio utilizzo dei participi passati, che sono dei modi indefiniti e che quindi non indicano la persona che compie l’azione e danno l’idea
di un qualcosa di passato, immobile, che non ha a vedere con il flusso, con ciò che cambia. La trincea è immobile ed è quindi emblema della morte.
Ribaltamento Finale
Sul finale vi è però un ribaltamento perchè afferma che in questa triste condizione, con a fianco compagni morti, non fu mai così attaccato alla vita.
Flusso di Coscienza
Talvolta, come nel Temporale e nel Lampo, non è presente nemmeno nelle poesie di Pascoli. Ma in particolare non è presente nell’Ulisse di Joyce, dove si delinea il flusso di coscienza. L’idea di Ungaretti è simile a questa perchè riteneva che il pensiero non dovesse essere contenuto, avrebbe dovuto porsi liberamente.
La Morte Salvifica
Sono una creatura Nel componimento Sono una creatura non vi è nulla che rimandi all’idea di vita, nemmeno il pianto, essendo una manifestazione di vita. La morte, come riteneva Leopardi, viene ritenuta salvifica perchè pone fine alle sofferenze. Riprese anche Pirandello perchè vi è l’idea che la morte non debba spaventarci
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del simbolismo nella poesia di guerra come "Veglia"?
- Come si manifesta il ribaltamento finale nella poesia di guerra?
- Qual è la visione della morte espressa nel componimento "Sono una creatura"?
Nella poesia "Veglia", il simbolismo è evidente attraverso l'uso di parole dure e participi passati, che evocano l'aridità della vita e un senso di immobilità, rappresentando la trincea come emblema della morte.
Il ribaltamento finale nella poesia di guerra si evidenzia quando, nonostante la presenza di compagni morti, il poeta afferma di non essere mai stato così attaccato alla vita, suggerendo una paradossale valorizzazione della vita anche in condizioni estreme.
Nel componimento "Sono una creatura", la morte è vista come salvifica, poiché pone fine alle sofferenze, un concetto ripreso anche da Leopardi e Pirandello, che invitano a non temere la morte.