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Concetti Chiave

  • Il "fanciullino" rappresenta la meraviglia e l'innocenza dell'infanzia, in contrapposizione alla razionalità dell'adulto che perde la capacità di stupirsi.
  • Pascoli afferma che la poesia è un mezzo per liberare il fanciullino, consentendo di esplorare la realtà con entusiasmo e senza pregiudizi.
  • Il dialogo tra adulto e fanciullino evidenzia come l'adulto possa vergognarsi della propria infanzia, mentre il fanciullino mantiene un amore autentico e innocente.
  • La poesia è vista come un'ancora di salvezza in un mondo in cui religione, scienza e filosofia hanno fallito, offrendo conforto e chiarezza all'animo umano.
  • Pascoli sostiene che la vera essenza della poesia è autonoma e indipendente, contribuendo alla moralità e alla società senza dover essere necessariamente morale o patriottica.

Il Fanciullino e il Decadentismo

Il fanciullino (1900) è considerata la più importante dichiarazione poetica pascoliana, se non addirittura dell’intero decadentismo italiano.

Stupore e Innocenza del Fanciullino?

Pascoli affronta il tema dell’impotenza dell’uomo di fronte ai mali del mondo e afferma che dentro di noi esiste un fanciullino che, al contrario dell’adulto, riesce a stupirsi guardando il mondo, si emoziona e prova entusiasmo di fronte alle cose più semplici, ingrandisce le piccole cose e viceversa, assumendo dunque un punto di vista differente, metafora della poesia che ci libera dagli automatismi, e scopre le segrete relazioni tra le cose (collegandosi così alla poetica delle “corrispondenze” di Baudelaire) .

Il Fanciullino e la Poesia

Alla linea 7 il poeta scrive “egli [il fanciullino] vi tiene fissa la sua antica serena meraviglia”. Queste tre parole sono molto significative, infatti rappresentano lo stupore del fanciullo dovuto alla mancanza di strumenti per analizzare con razionalità la realtà che lo circonda, coinvolgendolo completamente ed è per questo motivo che lo chiama moderno “Adamo” (linea 40), poiché vede le cose come nuove, senza mediazione alcuna (“mette il nome a tutto ciò che vede e sente”, linea 40). Analizzando più approfonditamente, l’aggettivo “antica” si può ricondurre ai suoi sinonimi “primordiale, primitivo”, indicando che reagisce con la fantasia, e “ancestrale”, indicando che, come l’uomo antico ha inventato il mito perché non conosceva, il fanciullino vuole entrare in contatto con il mistero; l’aggettivo “serena” può essere sostituito dai sinonimi “tranquillo, limpido”, infatti, come sostenevano i poeti classici, la poesia rende limpida e dicibile la torba intima dell’uomo. Senza tornare tanto indietro nella storia, è possibile collegare il fanciullino agli studi di un celeberrimo psicologo e psicanalista contemporaneo al poeta romagnolo, ossia Freud e la sua idea di “Es”, che in questo caso viene liberato dal poeta con la limpidezza della poesia che può essere a sua volta comparata al “sogno” di Freud, poiché entrambi parlano in simboli.

Dialogo tra Adulto e Fanciullino

Il fanciullino viene allontanato con vergogna dal giovane, che cerca di dimenticare il proprio passato da bambino, diversamente l’adulto instaura dei dialoghi con esso, rispondendogli con razionalità, “a tono e grave” (linea 16), mentre il piccolo che è in noi “è assai dolce ad ascoltare” (linea 17), perché autentico e innocente. Il fanciullino ha ulteriori ammirabili qualità: “rende tollerabile la felicità e la sventura” (linea 28), facendone dei ricordi ugualmente soavi e “fa umano l’amore” (linea 29), inibendo l’amore sessuale, rendendolo innocente amore fraterno, chiaro richiamo alla visione del poeta, in un certo modo sessuofobica, delle relazioni fra uomo e donna.

La Poesia come Ancora di Salvezza

Fondamentale in questo documento è il concetto di poesia lasciatoci in eredità dal poeta: la poesia viene percepita come ancora di salvezza, poiché religione, scienza e filosofia hanno fallito (ammissibile il richiamo alla filosofia nietzschiana “Dio [le verità assolute] è morto!”) e come conoscenza pre-razionale. Come disse lo stesso Pascoli “La poesia, per ciò stesso che è poesia, senz'essere poesia morale, civile, patriottica, sociale, giova alla moralità, alla civiltà, alla patria, alla società. Il poeta non deve avere, non ha, altro fine che quello di riconfondersi nella natura” : la poesia consola e rende limpido l’animo per il semplice fatto che è poesia, che sia essa di carattere patriottico o sentimentale, e il poeta prende le distanze dai poeti che hanno corrotto la vera essenza della poesia, in conclusione la poesia ha un fine autonomo e indipendente.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del "fanciullino" nella poetica di Pascoli?
  2. Il "fanciullino" rappresenta l'innocenza e la capacità di stupirsi di fronte al mondo, in contrasto con l'adulto che perde questa meraviglia. Pascoli lo descrive come una figura che ingrandisce le piccole cose e scopre relazioni segrete, simile alla poetica delle "corrispondenze" di Baudelaire.

  3. Come si collega il fanciullino alla poesia secondo Pascoli?
  4. Pascoli afferma che il fanciullino mantiene una "antica serena meraviglia", vedendo il mondo senza mediazioni razionali. La poesia diventa così un mezzo per esprimere questa visione primordiale e fantasiosa, liberando l'“Es” freudiano attraverso simboli.

  5. Qual è il rapporto tra l'adulto e il fanciullino?
  6. L'adulto tende a vergognarsi del fanciullino e cerca di dimenticare il suo passato infantile, mentre il dialogo con il fanciullino è caratterizzato da dolcezza e autenticità. Il fanciullino rende tollerabili sia la felicità che la sventura, trasformando l'amore in un sentimento innocente.

  7. In che modo Pascoli considera la poesia come un'ancora di salvezza?
  8. Pascoli vede la poesia come un rifugio in un mondo in cui religione, scienza e filosofia hanno fallito. La poesia è una forma di conoscenza pre-razionale che consola e purifica l'animo, mantenendo un fine autonomo e indipendente dalla moralità o dalla società.

  9. Qual è la critica di Pascoli nei confronti di altri poeti?
  10. Pascoli critica i poeti che hanno corrotto la vera essenza della poesia, sostenendo che il poeta deve riconfondersi nella natura e che la poesia, in quanto tale, ha un valore intrinseco che va oltre le sue applicazioni morali o sociali.

Domande e risposte

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