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Concetti Chiave

  • Pascoli considera la realtà avvolta nel mistero, irraggiungibile per filosofia e scienza, ma illuminata dalla poesia attraverso intuizioni improvvise.
  • La "Poetica del Fanciullino" di Pascoli enfatizza un approccio intuitivo alla poesia, ispirato dal fanciullino come simbolo dell'irrazionalità e della percezione unica del poeta.
  • Il fanciullino è visto come una presenza costante nell'uomo, permettendo la riscoperta dell'anima infantile per creare poesia pura e autentica.
  • Pascoli distingue tra "poeta ut puer", che implica un ritorno all'infanzia, e "puer ut poeta", dove il fanciullo diventa poeta con uno sguardo meravigliato sulla realtà.
  • La condanna della "poesia applicata" da parte di Pascoli si basa sulla sua preferenza per la poesia pura, caratterizzata da stupore e meraviglia, rispetto alla letteratura passata.

Il Mistero della Realtà

La poetica del Pascoli è legata alla concezione secondo cui la realtà è avvolta dal mistero. Secondo il poeta, l’ignoto che avvolge l’uomo non può essere svelato né dalla filosofia, che non è riuscita a dare una plausibile spiegazione del mondo, né dalla scienza, che non è stata in grado di assicurare all’uomo la felicità promessa e il dominio della natura. Tuttavia, Pascoli sostiene che, lì dove hanno fallito scienziato e filosofo, può riuscire il poeta, il quale, nonostante non pervenga alla piena rivelazione del mondo, può illuminarlo mediante improvvise intuizioni tipiche del decadentismo, scoprendo in questo modo i segreti più celati dell’esistenza: le corrispondenze che legano gli uomini alla natura e alle cose.

La Poetica del Fanciullino

Partendo da questa capacità conoscitiva della poesia, Pascoli elabora la “Poetica del Fanciullino”, che prende il nome da un suo testo in prosa in cui egli sviluppa il concetto prerazionale, privo di logica e intuitivo della poesia. Essa prende spunto dal Fedone di Platone, in cui Socrate, dopo aver parlato dell’importanza dell’anima, afferma che i suoi discepoli hanno paura della morte come se in loro vi fosse un fanciullino che prova questo timore. Per Platone il fanciullino era il simbolo della superstizione, della morte e della paura dell’oltretomba, da cui l’uomo è avviluppato sin dalla fanciullezza.

Il Simbolo del Fanciullino

Secondo Pascoli il fanciullino è il simbolo dell’irrazionalità, della mancanza di logica e del modo particolare che il poeta ha di vedere e percepire le cose. Egli crede che il fanciullino sia perennemente presente nell’uomo, anche quando siamo cronologicamente lontani dall’infanzia. Per poetare non si deve far altro che riscoprire l’anima del fanciullo. La poetica del fanciullino si propone dunque di affermare la liricità della poesia, cioè la poesia pura, genuina, espressione del sentimento ed immune da ogni finalità pratica. A questa concezione è legata l’espressione “poeta ut puer”, con la quale il poeta si riferisce ad una fanciullezza ideale tipica della poesia che contempla con stupore ogni cosa. Pascoli confonde questa fanciullezza ideale con quella reale, chiusa in un mondo limitato e per tanto inverte i termini: egli passa dal concetto di “poeta ut puer”, colui che adopera una sorta di artificio della regressione, tornando in dietro per diventare fanciullo, a quello di “puer ut poeta”, facendo effettuare al poeta un vero e proprio regresso psicologico. Dunque, non è il poeta a regredire e tornare fanciullo, ma è il fanciullo a diventare poeta. Attraverso questo concetto si spiega la tendenza del Pascoli a parlare di argomenti semplici e a fingere una poesia artificiosa. L’espressione “puer ut poeta” designa l’atteggiamento che deve assumere il poeta, il quale deve comportarsi come un bambino che non considera scontato ciò che l’adulto concepisce come ovvio. Mentre gli adulti non mostrano meraviglia davanti alle cose, perché per loro tutto è scontato, per il bambino ogni cosa è invece una scoperta. Il puer ut poeta ha quindi un’anima fanciullesca che si stupisce per tutto ciò che vede.

Poesia Pura e Stupore

Per questo motivo Pascoli condanna la cosiddetta “poesia applicata”, quella di cui fanno parte i drammi e i grandi romanzi, a cui contrappone la poesia pura, caratterizzata da stupori e meraviglie, che ha come oggetto, oltre alla natura, le armi, la guerra e i viaggi, elementi che hanno lo scopo di stimolare l’immaginazione del fanciullino; Pascoli nega il carattere di arte pura a tutta la letteratura del passato.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la concezione di Pascoli riguardo alla realtà e al mistero che la avvolge?
  2. Pascoli sostiene che la realtà è avvolta dal mistero e che né la filosofia né la scienza possono svelarlo. Solo il poeta, attraverso intuizioni, può illuminare i segreti dell'esistenza e le corrispondenze tra uomo e natura.

  3. Cosa rappresenta il "Fanciullino" nella poetica di Pascoli?
  4. Il "Fanciullino" simboleggia l'irrazionalità e la percezione unica del poeta. Pascoli crede che questa figura sia sempre presente nell'uomo, invitando a riscoprire l'anima fanciullesca per creare poesia pura e genuina.

  5. In che modo Pascoli differenzia tra "poeta ut puer" e "puer ut poeta"?
  6. Pascoli inverte i termini, affermando che non è il poeta a regredire a fanciullo, ma è il fanciullo a diventare poeta, evidenziando l'importanza di mantenere uno sguardo meravigliato e curioso verso il mondo.

  7. Qual è la critica di Pascoli alla "poesia applicata"?
  8. Pascoli condanna la "poesia applicata", come drammi e romanzi, e la contrappone alla poesia pura, che si caratterizza per stupori e meraviglie, stimolando l'immaginazione del fanciullino.

  9. Qual è l'importanza della liricità nella poetica del fanciullino?
  10. La liricità è fondamentale nella poetica del fanciullino, poiché rappresenta la poesia pura, espressione del sentimento, libera da finalità pratiche e capace di cogliere la bellezza e la meraviglia del mondo.

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