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Concetti Chiave

  • D'Annunzio è una figura fondamentale nella poesia del 1900, i cui paesaggi vengono riprodotti in modo disseccato, simboleggiando una natura che non fluisce.
  • La metrica del componimento supera le forme tradizionali, con la scomparsa dell'io lirico e l'uso di verbi all'infinito che evidenziano una condizione umana costante.
  • Il pomeriggio descritto è pallido e rovente, con suoni duri che riflettono un'esperienza di vita prosciugata e disorientante.
  • La gloria nella poesia si trasforma in una sensazione negativa, con un paesaggio secco e tenue che enfatizza il desiderio e l'attesa della pioggia come vero piacere.
  • Il sole, tradizionalmente guida, diventa un elemento che acceca e disorienta, suggerendo che la ragione può aiutare a comprendere meglio la realtà.

Tradizione e D'Annunzio

Mi natale come prima anche gozzano e tutta la tradizione del 1900 non può non parlare di D'Annunzio. Qui vengono ripresi i paesaggi dannunziani ma disseccati perché la natura è la testimonianza della vita che non fluisce.

Metrica e Futurismo?

Come metrica in questo componimento il poeta accoglie e supera la struttura tradizionale.

Nella poesia vediamo il muro e vorremo scavalcarlo ma come ci ha già spiegato in limoni il poeta non può scavalcare il muro e sa che verrà deluso. L'io lirico è scomparso, la poesia ha solo verbi all'infinito, sembrerebbe futurista ma l'infinito è utilizzato solo per far scomparire il sentimento e definire la condizione dell'essere umano che è sempre uguale per tutti.

Pomeriggio e Natura

Il pomeriggio è pallido e il muro è rovente. In questa estate non si sentono solo le cicale ma il poeta si trova nella selva di Dante con la precisione di definizione di Pascoli con le parole sterpi e serpi. Inoltre i suoni sono duri.

Il sole poi ,che nella tradizione e sempre stato una guida , ora acceca e invece di guidare disorienta. Forse l'esercizio della ragione ci può far comprendere meglio le cose.

L'intera poesia è il correlativo oggettivo di un'esistenza prosciugata.

Gloria e Paesaggio

La poesia parla della gloria ma essa non è positività, si trasforma. La luce non aiuta anzi rende il paesaggio più tenue. Il paesaggio è secco e in esso si trova solo un martin pescatore che cerca la roda nell'arsura. La buona pioggia deve ancora arrivare ed è proprio l'attesa della pioggia il vero piacere, come direbbe Leopardi nel sabato del villaggio, questo perché non si sa se arriva e quando arriva non da davvero piacere.

Nel desiderio quindi c'è la massima intensità di emozione che l'uomo sperimenta.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo di D'Annunzio nella tradizione poetica del 1900?
  2. D'Annunzio è centrale nella tradizione poetica del 1900, con i suoi paesaggi che, sebbene ripresi, appaiono disseccati, simboleggiando una natura che testimonia una vita che non fluisce.

  3. Come si manifesta la metrica futurista nel componimento?
  4. La metrica nel componimento supera la struttura tradizionale, con l'io lirico scomparso e l'uso di verbi all'infinito, che, pur sembrando futuristi, servono a far scomparire il sentimento e a definire una condizione umana costante.

  5. Qual è il significato della gloria nel paesaggio descritto?
  6. La gloria nel paesaggio non è positiva; si trasforma in una luce che rende il paesaggio più tenue e secco, con l'attesa della pioggia che rappresenta il vero piacere, evidenziando il desiderio come la massima intensità di emozione umana.

Domande e risposte

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