Concetti Chiave
- Nel VI cerchio dell'Inferno, gli eretici e gli epicurei sono puniti in sepolcri infuocati, a seconda della gravità della loro eresia.
- La pena del fuoco per gli eretici si collega storicamente ai roghi medievali, simboleggiando la negazione dell'immortalità dell'anima.
- Dante incontra Farinata degli Uberti, con cui discute animatamente di questioni politiche, evidenziando le tensioni del suo tempo.
- Cavalcante Cavalcanti, preoccupato per il figlio Guido, fraintende le parole di Dante, scatenando una reazione emotiva che lo porta a scomparire.
- Il dialogo poetico tra le anime riflette la complessità delle relazioni umane e il tema della conoscenza, con il dolore della separazione e l'indifferenza di Farinata.
Gli Eretici nel VI Cerchio
Nel VI cerchio dell’Inferno, sono raggruppati gli eretici e fra questi gli epicurei. Essi sono collocati all’interno di sepolcri infuocati a seconda della gravità dell’eresia a cui aderirono in vita. La pena del fuoco è probabilmente da collegare ai roghi che nel medioevo erano riservati agli eretici.. Inoltre, poiché nella vita ad essi interessava solo il raggiungimento della felicità presente, definita atarassia, cioè dominio razionale delle passioni, negando il futuro della vita eterna e quindi l’immortalità dell’anima, ora, per contrappasso essi sono anche condannati a conoscere solo il futuro e non il presente per cui dopo il Giudizio Universale la loro conoscenza avrà fine.
Incontro con Farinata degli Uberti
La visione è lugubre perché ovunque si notano sepolcri scoperchiati. Il primo dannato che Dante incontra è Farinata degli Uberti con cui intrattiene, un lungo colloquio, caratterizzato da un forte contrasto politico.
Dialogo con Cavalcante Cavalcanti
Il colloquio con Farinata è interrotto da Calvalcante Cavalcanti, padre del poeta Guido Cavalcanti, grande amico di Dante, per chiedere se suo figlio sia insieme a lui o se sia ancora in vita e soprattutto se Dante stia compiendo il viaggio attraverso l’oltretomba grazie ai suoi meriti intellettivi. Al di là delle domande, si intravede il principio epicureo del ragionamento in quanto se Dante si trova fra i dannati per meriti intellettuale ne potrebbe derivare che Guido sia con lui, perché di doti non inferiori a quelle del Poeta, e quindi ancora in vita.
Riflessioni di Dante e Cavalcante
Dante inizia rispondendo che lo conduce attraverso l’oltretomba una persona che forse l’amico Guido disprezzò. La persona citata potrebbe essere Beatrice che si identifica con la Teologia, che Guido ebbe disdegno perché attirato dalla filosofia del pensatore arabo Averroé, caratterizzata dalla ricerca di una verità puramente razionale. Addirittura alcune prove dimostrano che egli fosse ateo in quanto interessato alla ricerca della non esistenza di Dio.
Reazioni di Cavalcante e Farinata
Nel rispondere Dante, riferendosi a Guido adopera un passato remoto – ebbe a disdegno – . Questo fa pensare a Cavalcante che suo figlio sia morto e, preso dall’amore paterno, chiede conferma . Ma Dante indugia a rispondere perché assorto a pensare come possono gli eretici ignorare il presente ed essere solo capaci di prevedere il futuro. Questo silenzio è interpretato da Cavalcante come una conferma positiva e forse, preso da una forte emozione, cade, sparendo per sempre all’interno della tomba, nella completa indifferenza di Farinata degli Uberti che ha assistito alla scena. In vita, Farinata e Cavalcanti si conosceva ed appartavano a due fazioni opposte: ghibellino il primo e guelfo il secondo. Sappiamo anche che, per opportunità politica, Guido Cavalcanti aveva spostato Beatrice, figlia di Farinata. Dopo l’episodio con Cavalcante, Dante riprende il suo colloquio con Farinata.
Poesia: Dialogo tra le Anime
Testo (vv. 52-75)
Allor surse a la vista scoperchiata
un’ombra, lungo questa, infino al mento:
credo che s’era in ginocchie levata.
Dintorno mi guardò, come talento
avesse di veder s’altri era meco;
e poi che ’l sospecciar fu tutto spento,
piangendo disse: "Se per questo cieco
carcere vai per altezza d’ingegno,
mio figlio ov’è? e perché non è teco?".
E io a lui: "Da me stesso non vegno:
colui ch’attende là, per qui mi mena
forse cui Guido vostro ebbe a disdegno".
Le sue parole e ’l modo de la pena
m’avean di costui già letto il nome;
però fu la risposta così piena.
Di sùbito drizzato gridò: "Come?
dicesti "elli ebbe"? non viv’elli ancora?
non fiere li occhi suoi lo dolce lume?".
Quando s’accorse d’alcuna dimora
ch’io facëa dinanzi a la risposta,
supin ricadde e più non parve fora.
Ma quell’altro magnanimo, a cui posta
restato m’era, non mutò aspetto,
né mosse collo, né piegò sua costa;
Parafrasi del Dialogo
PARAFRASI (vv. 52-75)
Allora nell’apertura priva di coperchio si alzò
un’anima accanto a quella con cui parlavo, emergente però solo fino al mento:
credo che si fosse messa in ginocchio.
Guardò intorno a me, come se avesse desiderio
di vedere se altre persone fossero insieme a me;
e quando quel suo sospetto fu estinto
con le lacrime agli occhi, disse: “Se attraverso questa prigione
buia te ne vai grazie alle tue capacità intellettive,
dov’è mio figlio? E perché non è con te?
Ed io gli risposi: “Non sto facendo questo viaggio di mia iniziativa:;
colui che mi attende [Virgilio] mi conduce, attraverso questi luoghi,
da una persona che forse il vostro Guido disprezzò”.
Le sue parole e la pena a cui era stato condannato
Mi avevano fatto capire il suo nome;
per questo la mia risposta fu così esauriente.
Improvvisamente, alzatosi in piedi gridò: “come?
Hai detto “disprezzò”? non è più in vita?
La dolce luce del sole non ferisce più i suoi occhi?”
Quando si rese conto di un certo mio indugio
rima di rispondergli,
cadde supino e dalla tomba non venne più fuori.
Ma l’altro di animo grande, a seguito della cui richiesta
mi ero fermato, non cambiò aspetto,
né mosse il collo, né si piegò su di un fianco;
Domande da interrogazione
- Qual è la pena inflitta agli eretici nel VI cerchio dell'Inferno?
- Come si manifesta il contrappasso per gli eretici?
- Chi è Farinata degli Uberti e quale ruolo ha nel dialogo con Dante?
- Qual è la reazione di Cavalcante Cavalcanti durante il colloquio con Dante?
- Come si conclude il dialogo tra Dante e Cavalcante?
Gli eretici, tra cui gli epicurei, sono condannati a rimanere in sepolcri infuocati, con la pena del fuoco che richiama i roghi medievali riservati a loro (testo).
Gli eretici, che in vita cercavano solo la felicità presente, ora sono condannati a conoscere solo il futuro e non il presente, con la loro conoscenza che avrà fine dopo il Giudizio Universale (testo).
Farinata degli Uberti è il primo dannato che Dante incontra nel VI cerchio, con cui intrattiene un lungo colloquio caratterizzato da un forte contrasto politico (testo).
Cavalcante, padre di Guido, chiede a Dante notizie su suo figlio e, fraintendendo le parole di Dante, cade in un profondo dolore, interpretando il silenzio del Poeta come conferma della morte di Guido (testo).
Dopo la reazione di Cavalcante, che sviene per la tristezza, Dante riprende il colloquio con Farinata, mentre quest'ultimo rimane indifferente alla scena (testo).