Concetti Chiave
- Nella sesta bolgia, gli ipocriti sono puniti con pesanti mantelli dorati all'esterno e foderati di piombo all'interno, costringendoli a muoversi lentamente e prostrati dalla fatica.
- Dante incontra Catalano e Loderingo, frati bolognesi che, nonostante il loro compito di portare pace, favorirono i Guelfi per servire gli interessi del Papa.
- Frate Catalano indica Caifas, il sacerdote che condannò Gesù, crocifisso in modo tale da sopportare il peso di chi lo calpesta, simboleggiando la sua ipocrisia.
- Virgilio scopre l'inganno di Malacoda grazie alle informazioni corrette fornite da Frate Catalano, che sottolinea la natura bugiarda dei diavoli.
- La rappresentazione degli ipocriti e di Caifas evidenzia il tema della giustizia divina nel contrapporre le apparenze alla verità.
La Punizione degli Ipocriti
Nella sesta bolgia, vigilata dai diavoli capeggiati da Malebranche, sono puniti gli ipocriti.
Essi avanzano lentamente piangendo e prostrati dalla fatica. Come i monaci di Cluny, essi indossano dei mantelli che all’esterno luccicano per la doratura, mentre all’interno sono foderati di piombo e quindi molto pesanti.
Incontro con Catalano e Loderingo
Dante chiede a Virgilio di indicargli qualche dannato noto per il nome o per le azioni compiute. Un dannato udendo un accento toscano, si fa avanti chiedendo ai due pellegrini di arrestare il loro passo e si dichiara disposto a dar seguito alla richiesta di Dante. Dopo essersi fermato, il Poeta è raggiunto dai due dannati che si presentano: sono Catalano e Loderingo, due frati bolognesi appartenenti alla confraternita dei Frati gaudenti. Essi ottennero l’incarico di podestà di Firenze con il compito di portare la pace fra Guelfi e Ghibellini. In realtà, da veri ipocriti, essi favorirono i Guelfi, facendo così gli interessi del Papa, a tal punto che i segni della loro opera sono ancora visibili in quanto rimane delle case degli Uberti fatte incendiare.
La Crocifissione di Caifas
La frase di Dante “O frati, i vostri mali…” viene interrotta dalla visione di un dannato crocifisso a terra con tre pali conficcati nelle braccia e nei piedi. Frate Catalano lo indica come Caifas, il sacerdote ebreo che persuase i Farisei dell’utilità pubblica della condanna a morte di Gesù Cristo. Essendo posto di traverso, è costretto a sopportare il peso di tutti coloro che lo calpestano e alla vista di Dante comincia a contorcersi ed a soffiare.
L'Inganno di Malacoda
Virgilio, dopo aver guardato con meraviglia il dannato, chiede a Frate Catalano se sul lato destro della bolgia vi sia un varco tale da evitare l’incontro dei diavoli. Il dannato fornisce le informazioni richieste e Virgilio comprende che Malacoda lo aveva ingannato nel dargli appositamente informazioni sbagliati. In modo ironico, Frate Catalano osserva di aver sentito dire che il diavolo, fra i tanti vizi ha anche quello di essere bugiardo e menzognero.
Domande da interrogazione
- Qual è la punizione riservata agli ipocriti nella sesta bolgia?
- Chi sono Catalano e Loderingo e quale ruolo hanno avuto a Firenze?
- Qual è l'inganno subito da Virgilio da parte di Malacoda?
Gli ipocriti sono costretti a camminare lentamente, piangendo e prostrati dalla fatica, indossando mantelli dorati all'esterno ma foderati di piombo all'interno, rendendoli molto pesanti.
Catalano e Loderingo sono due frati bolognesi della confraternita dei Frati gaudenti, che, pur avendo il compito di portare pace tra Guelfi e Ghibellini, favorirono i Guelfi per gli interessi del Papa, causando danni visibili come l'incendio delle case degli Uberti.
Virgilio scopre che Malacoda lo ha ingannato fornendogli informazioni sbagliate riguardo a un varco per evitare i diavoli; Frate Catalano ironizza sul fatto che il diavolo è noto per essere bugiardo e menzognero.