Concetti Chiave
- Il viaggio nell'aldilà è un tema ricorrente nella letteratura, presente sia nella mitologia classica che nella tradizione cristiana.
- Numerosi esempi classici di discese agli Inferi includono figure come Tèseo, Eracle, Odìsseo ed Enea, che affrontano vari destini e avventure.
- La tradizione cristiana presenta viaggi ultramondani significativi, come quelli narrati da San Paolo nella Bibbia e nella Visio Pauli.
- La Visio di Alberico e il Libro della Scala offrono visioni uniche dell'aldilà, con descrizioni dettagliate delle pene infernali e della struttura del Paradiso.
- La Divina Commedia di Dante si distingue per la sua unicità, caratterizzata da una rigorosa concezione filosofica e un forte legame tra la realtà e l'ultraterreno.
Questo appunto di Letteratura Italiana tratta del tema del viaggio nell’aldilà descrivendo le fonti classiche e medievali e l’unicità della Divina Commedia.
Il tema del viaggio nell'aldilà
Il viaggio è un tema che troviamo nella letteratura di ogni tempo e luogo. Non fanno dunque eccezione la mitologia e la letteratura classica. Un aspetto particolare di questo soggetto è costituito dalla narrazione della discesa agli Inferi. Di fatto, il termine greco κατάβασις (katàbasis), che significa genericamente “discesa”, assume l’accezione specifica di “discesa nell’Ade di una persona viva”.
Esempi classici di discese agli Inferi
Il mitico re di Atene Tèseo, come ci racconta tra gli altri lo stesso Isocrate nell’Encomio di Elena, discese negli Inferi per rapire Persefone che il suo amico Piritoo voleva sposare. L’impresa, come è facile immaginare, non finì bene ma per fortuna Eracle intervenne per liberare il malcapitato. Eracle scende nell’Ade anche per riportare tra i vivi Alcesti, moglie di Admeto, che per lui si era sacrificata morendo al suo posto. Anche Odìsseo, nell’undicesimo libro dell’Odissea, discende negli Inferi. Enea, guidato dalla Sibilla, si reca nell’Ade nel sesto libro dell’Eneide.
Tradizione cristiana e viaggi ultramondani
La tradizione cristiana non manca certo di esempi riguardanti i viaggi ultramondani. Già nella Bibbia troviamo l’Apocalisse e la II Epistola ai Corinzi di San Paolo dove egli racconta di essere stato rapito in cielo senza sapere se col corpo o senza il corpo, poiché è dato saperlo solo a Dio. In un testo apocrifo del quinto secolo d.C., la Visio Pauli, si narra invece che San Paolo discende, in carne e ossa e guidato da un angelo, nell’Inferno descritto come un luogo in cui i peccatori sono condannati a pene diverse a seconda dei peccati commessi in vita. Egli si reca poi nell’Eden dove è spettatore di una processione in cui sono presenti patriarchi e profeti seguiti dalla vergine Maria.
Visio di Alberico e Libro della Scala
Degna di nota, sebbene poco diffusa, è la Visio di Alberico di Montecassino del dodicesimo secolo, scritta in latino. In essa si racconta un viaggio oltremondano sotto la guida di San Pietro che mostra ad Alberico l’Inferno con le sue pene, il Paradiso terrestre, situato sulla cima di un monte, e i cieli dei beati.
Il Libro della Scala, opera arabo-spagnola tradotta in latino da Bonaventura da Siena, pesenta una divisione precisa dell’Inferno basata sui diversi tipi di peccati. Ognuna delle sette terre infernali ha un nome così come accade per le Malebolge nella Divina Commedia. Inoltre, il Paradiso ha otto cieli, ognugno dei quali ha un angelo guardiano.

Le fonti della Divina Commedia
Stabilire quali siano le fonti usate da Dante per la Divina Commedia costituisce un’impresa ardua per i seguenti motivi:
- La sua biblioteca e le sue carte non ci sono pervenute.
- La scarsezza di riferimenti espliciti a singole auctoritates.
- L’uso diffuso nel Medioevo del ricorrere a raccolte antologiche o estratti.
In ogni caso, sebbene si possano individuare punti in comune tra le opere che trattano di viaggi nell’aldilà e la Divina commedia, quest’ultima possiede una sostanziale unicità per la presenza di
- Diffusa presenza dell’Eneide nella Divina Commedia.
- Rigorosa concezione filosofica.
- Importanza del legame tra la sfera ultraterrena e quella del reale.
Per approfondimenti sulla Divina Commedia vedi anche qui
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del termine "katàbasis" nella letteratura classica?
- Quali sono alcuni esempi classici di discese agli Inferi?
- Come si manifesta la tradizione cristiana riguardo ai viaggi ultramondani?
- Qual è la peculiarità della Visio di Alberico rispetto ad altre opere?
- Quali sono le difficoltà nel determinare le fonti della Divina Commedia?
Il termine "katàbasis" significa genericamente "discesa", ma assume un significato specifico di "discesa nell'Ade di una persona viva", come evidenziato nel testo.
Esempi classici includono Teseo che scende per rapire Persefone, Eracle che riporta Alcesti tra i vivi, e Odysseo che visita gli Inferi nell'Odissea, come descritto nel testo.
La tradizione cristiana presenta esempi come l'Apocalisse e la Visio Pauli, dove San Paolo descrive un viaggio nell'Inferno e nell'Eden, mostrando la varietà di esperienze ultraterrene.
La Visio di Alberico, scritta nel dodicesimo secolo, è unica per il suo viaggio oltremondano guidato da San Pietro, che mostra l'Inferno, il Paradiso terrestre e i cieli, come riportato nel testo.
Le difficoltà includono l'assenza della biblioteca di Dante, la scarsità di riferimenti espliciti e l'uso di raccolte antologiche nel Medioevo, rendendo arduo identificare le fonti, come spiegato nel testo.