Concetti Chiave

  • Ariosto narra le imprese audaci dei Saraceni, guidati dal re Agramante, creando una storia affascinante ma priva di riscontri storici.
  • Nel poema, l'amore è rappresentato come una forza distruttiva che trasforma Orlando, un uomo saggio, in un pazzo, evidenziando la sua potenza irrazionale.
  • La dedica al cardinale Ippolito d’Este riflette gratitudine e rispetto, offrendo un'opera che celebra la sua casata e i debiti di riconoscenza dell'autore.
  • Il proemio dell'Orlando Furioso si distingue per l'innovativa dedica al cardinale, anziché un'invocazione tradizionale alle Muse o a divinità.
  • L'opera esplora una visione pessimistica del mondo e una saggezza ironica, mostrando come l'amore possa condurre all'insania e richiedendo controllo razionale sui sentimenti.

Indice

  1. Le imprese dei Saraceni
  2. Orlando e l'amore?
  3. Dedica al cardinale
  4. Eroi e tradizione
  5. Innovazioni del proemio
  6. Temi di armi e amori
  7. Invocazione e amore
  8. Pessimismo e saggezza

Le imprese dei Saraceni

Io canto le donne, i cavalieri, le armi, gli amori, gli atti cavallereschi, le imprese audaci che avvennero quando i Saraceni, provenienti dall’Africa, attraversarono lo stretto di Gibilterra e causarono danni in Francia, seguendo le ire e i furori dell’età giovanile del loro re Agramante, che sosteneva di dover vendicare il padre Troiano, ucciso dall’imperatore Carlo Magno. [In questa ottava, Ariosto sintetizza le vicende narrate dal Boiardo nell’ Orlando Innamorato. Per altro, il fatto storico a cui Ariosto fa riferimento è pura fantasia e non ha alcun riscontro storico.]

Orlando e l'amore?

Allo stesso tempo, racconterò di Orlando cose mai narrate, né sotto forma di prosa, né di poesia: che per amore, da uomo considerato saggio e assennato, divenne pazzo e furioso, a condizione che colei che per amore mi ha reso quasi pazzo come Orlando, consumando poco a poco il mio ingegno, me ne lascerà tanto quanto basta per portare a compimento la mia opera.

Dedica al cardinale

Che vi piaccia, o cardinale Ippolito d’Este [figlio di Ercole I], ornamento e splendore del nostro secolo, gradire questo dono che può e che vuole farvi il vostro umile servo. Posso ripagarvi in parte di ciò di cui vi sono debitore, dedicandovi questo poema in cui è celebrata la vostra casata; non devo essere incolpato di darvi poco, perché io vi offro soltanto tutto ciò che posso.

Eroi e tradizione

Fra i più degni eroi che mi appresto a celebrare sentirete ricordare Ruggero che fu il capostipite della vostra casata. Se mi ascolterete, vi farò udire il suo grande valore e le sue imprese illustri e dimenticate per un momento le cose importanti a cui dovete pensare così che possiate ascoltare i miei versi [affinché i miei versi trovino spazio]

Innovazioni del proemio

Il proemio occupa le prime quattro ottave (ognuna composta da versi endecasillabi) e secondo la tradizione, già ripresa dal Poliziano, può essere suddiviso in

1) Sintetica enunciazione dell’argomento (ottave 1 e 2) o “proposizione”

2) Invocazione, non però diretta alle Muse o al dio Apollo o a Dio, o alla donna amata, ma, sotto forma di dedica, rivolta al cardinale Ippolito d’Este, di cui Ariosto fu a lungo segretario (ottave 3 e 4)

Questa ripresa del modulo classico costituisce un’innovazione per un poema cavalleresco. Infatti altri poemi dello stesso tipo si aprono con l’invocazione alla Vergine Maria o a Dio, oppure a entrambi. A volte si aprono anche con un’allocuzione al pubblico virtuale dell’opera, facendo vista che si tratti esclusivamente di una fruizione orale. Ma le novità dell’Orlando Furiose sono anche altre.

Temi di armi e amori

Nella proposizione l’accostamento dei due temi “armi” e “amori” non costituisce una novità perché era già presente nella tradizione orale del Trecento. Quello che, invece, costituisce una novità è la loro irrazionalità e drammaticità. Infatti il ricorso alle armi segue l’ira e il furore giovanile di Agramante: si tratta di un movente egoistico, passionale, non dominato razionalmente e soprattutto dalle conseguenze tragiche. Per quanto riguarda l’amore, Ariosto sottolinea il fatto che esso è legato all’insania e alla pazzia, ed è proprio l’autore, nel verso 2° della seconda ottava a rivendicarne la novità. Invece, a proposito dell’amore, il Poliziano nelle Stanze scriveva “ad alto volo impenna ogni vil cuore”, assegnando a questo sentimento un valore nobilitante.

Invocazione e amore

Le innovazioni sono presenti anche nell’invocazione. L’invocazione è diretta ad un comune mortale, la donna amata, ossia Alessandra Benucci, prima amante dello scrittore, poi moglie. Veramente anche il Boccaccio nell’esordio della Teseida e il Boiardo nell’esordio di un canto dell’Orlando innamorato invocano la donna amata. La novità, però, sta nel fatto che Boccaccio e Boiardo cercano l’ispirazione nella donna amata, mente l’Ariosto le chiede una riduzione e un controllo razionale dell’impeto amoroso tale da permettergli di portare a termine l’opera. In questo modo, lo scrittore, con una velata ironia, estende al proprio caso personale l’irrazionalità del sentimento amoroso che già aveva verificato nel paladino Orlando, sottolineando che l’operazione poetica che si appresta a compiere è frutto di saggezza che potrebbe trovare un limite nella passione.

Pessimismo e saggezza

Fin dal proemio, sono presenti anche due elementi che si ritroveranno costantemente nell’opera: una visione del mondo fondamentalmente pessimistica e a volte anche amara e una forma di saggezza, acquisita nel tempo attraverso la conoscenza della realtà umana e l’ironia: per amore, Orlando divento pazzo e furioso – quindi l’amore è visto come una cosa vana che può condurre all’insania di mente e a comportamenti inconsulti e irragionevoli - e alla propria donna lo scrittore chiede di essere meno impetuosa nei rapporti amorosi.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale delle "imprese dei Saraceni" nell'opera di Ariosto?
  2. Ariosto canta delle audaci imprese dei Saraceni, che, guidati dal re Agramante, causano danni in Francia, in un contesto di vendetta per la morte del padre Troiano, un fatto storico di pura fantasia (come indicato nel testo).

  3. Come viene rappresentato l'amore di Orlando nell'opera?
  4. L'amore di Orlando è descritto come una forza che lo porta alla follia, trasformando un uomo saggio in un pazzo, un tema che Ariosto esplora con ironia e profondità (come evidenziato nel testo).

  5. Qual è l'innovazione del proemio rispetto alla tradizione poetica?
  6. L'innovazione del proemio risiede nell'invocazione rivolta non a divinità o Muse, ma al cardinale Ippolito d’Este, rompendo con la tradizione di invocazioni religiose, come sottolineato nel testo.

  7. In che modo Ariosto affronta i temi di armi e amori?
  8. Ariosto accosta i temi di armi e amori, evidenziando la loro irrazionalità e drammaticità, con l'amore che porta all'insania e le armi che seguono l'ira giovanile, un aspetto innovativo rispetto alla tradizione (come descritto nel testo).

  9. Qual è la visione del mondo espressa da Ariosto nel suo poema?
  10. Ariosto presenta una visione del mondo pessimistica e amara, evidenziando come l'amore possa condurre alla follia, mentre la saggezza acquisita attraverso l'esperienza umana offre una forma di controllo su tali passioni (come indicato nel testo).

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