Concetti Chiave
- La quête nell'Orlando furioso rappresenta una ricerca simbolica, simile a quella del sacro Graal, e comporta prove che riflettono il perfezionamento morale del protagonista.
- I personaggi spesso non ottengono ciò che desiderano, subendo delusioni che evidenziano la loro impotenza e portano a una visione pessimistica della vita.
- I viaggi dei personaggi, spinti dalla quête, si svolgono in spazi vasti e vari, da luoghi reali a fantastici, simbolizzando l'erranza e il fallimento.
- Il destino gioca un ruolo cruciale, con i cavalieri in balìa della Fortuna, che li guida su false piste e li allontana dai loro obiettivi.
- Ariosto demitizza i valori cavallereschi, mostrando le debolezze e i fallimenti degli eroi, riflettendo una visione critico-pessimistica dell'umanità.
Il meccanismo della quête
Ma quale meccanismo fa sì che i personaggi dell’Orlando furioso vivano le tante avventure che, nella similitudine sopra analizzata, costituiscono le «fila» della «gran tela»? Si tratta della quête, parola che significa “inchiesta” o “ricerca”, un motivo derivato dai romanzi cavallereschi medievali nei quali il protagonista era impegnato nella ricerca di un oggetto simbolico, spesso il sacro Graal (la coppa dove si riteneva fosse stato raccolto il sangue di Cristo). La ricerca del Graal costituiva una prova da superare e il suo raggiungimento era segno di un avvenuto perfezionamento morale.
La ricerca e il fallimento
Una ricerca destinata al fallimento Anche nell’Orlando furioso la quête consiste nella ricerca di un oggetto del desiderio, ovvero di qualcosa (un elmo, una spada, un cavallo) o di qualcuno (ad esempio la bella Angelica, l’uomo amato ecc.): tuttavia l’obiettivo perseguito non soltanto è spesso di basso livello, o comunque fuorviante rispetto a quello della difesa della patria e della fede, ma si rivela anche inadeguato alla reale possibilità dei personaggi di raggiungerlo. Quasi mai infatti i personaggi ottengono ciò a cui aspirano, anzi lo perdono proprio quando si illudono di essere sul punto di impadronirsene e ciò li condanna a una perenne delusione, a un senso di sconfitta tale da rimetterci la ragione (come succede a Orlando quando perde Angelica).
Viaggi e destino
Uno spazio vastissimo Oltre a costituire il motore della narrazione, il costante inseguimento di un oggetto del desiderio ha la funzione di spingere i personaggi a viaggiare continuamente nello spazio, da una regione all’altra del mondo (dall’Inghilterra alla Siria, dall’Olanda all’Africa, dall’Occidente all’estremo Oriente), per foreste intricate e città, attraverso luoghi reali, incantati o fantastici (isole, palazzi, addirittura la Luna). In altri termini la quête li spinge a “errare”, verbo che nel poema assume il duplice significato di “vagare qua e là” e di “sbagliare”, cioè di cadere nell’inganno o di mancare l’obiettivo. Il ruolo del destino Nei loro viaggi continui i cavalieri erranti dell’Orlando furioso sono in balìa della Fortuna, cioè del destino, che li conduce su false piste o li allontana dal traguardo ambìto senza che essi si possano difendere. Il tema del viaggio dà modo all’autore di affascinare il pubblico con descrizioni che si fondano non certo sull’esperienza diretta ma sull’immaginazione o sulle informazioni apprese dai libri.
Sfumature dell'amore
Le diverse sfumature del sentimento amoroso Un altro tema centrale nell’opera e di grande interesse agli occhi del pubblico è quello dell’amore, già in primo piano nei romanzi medievali e, ovviamente, nell’Orlando innamorato.
I valori cavallereschi (la generosità, il coraggio, la lealtà, la difesa dei deboli, la fedeltà in amore), nella cui attualità Boiardo mostrava ancora di credere, sono pertanto demitizzati nell’Orlando furioso. Ariosto li tratta con ironia, rappresentandoli come se non fossero mai esistiti ma fossero invece idealizzazioni dei comportamenti reali dei cavalieri, frutto di una invenzione letteraria risalente ai romanzi cortesi. Del resto i fallimenti – morali e non – degli eroi si inquadrano perfettamente nella visione pessimistica che il poeta ha dell’uomo, dal momento che, come si è già osservato, essi non hanno soltanto la funzione di arricchire la trama ma anche quella di simboleggiare le debolezze e i vizi degli esseri umani.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della quête nell'Orlando furioso?
- In che modo la ricerca dei personaggi si traduce in fallimento?
- Qual è il ruolo dei viaggi nella narrazione?
- Come viene rappresentato l'amore nell'Orlando furioso?
- Qual è la funzione dei fallimenti dei personaggi?
La quête, che significa "inchiesta" o "ricerca", è un meccanismo narrativo che spinge i personaggi a vivere avventure, simile alla ricerca del sacro Graal nei romanzi cavallereschi medievali, rappresentando una prova di perfezionamento morale.
I personaggi dell'Orlando furioso spesso perseguono obiettivi di basso livello e, nonostante le loro illusorie speranze, raramente ottengono ciò che desiderano, portandoli a una perenne delusione e a una crisi di identità, come nel caso di Orlando e Angelica.
I viaggi dei personaggi, che si spostano in luoghi reali e fantastici, sono il motore della narrazione e riflettono la loro continua ricerca di un oggetto del desiderio, evidenziando anche la loro vulnerabilità al destino e alla Fortuna.
L'amore è un tema centrale, ma Ariosto demitizza i valori cavallereschi, trattandoli con ironia e mostrando i fallimenti morali degli eroi, che simboleggiano le debolezze umane e la visione pessimistica del poeta.
I fallimenti, sia morali che pratici, non solo arricchiscono la trama, ma simboleggiano le debolezze e i vizi degli esseri umani, riflettendo la visione pessimistica di Ariosto sull'umanità.