Segni e simboli della vita religiosa

Il segno è una realtà (naturale o artificiale) che rimanda a un’altra esperienziale che costituisce il suo significato. Il fumo è un segno che indica la presenza di un fuoco, una parola scritta è un segno che rinvia alla corrispondente parola pronunciata, la quale a sua volta rinvia a un concetto o a un oggetto che, in una lingua determinata, viene espresso tramite quella parola. Anche la cultura influenza i simboli. Ad esempio nell’antico Egitto il colore bianco è simbolo di lutto mentre da noi in Europa è simbolo di matrimonio. Il simbolo, nell’esperienza religiosa, è un segno concreto che rinvia a qualcosa di assente o impossibile da percepire. Si potrebbe tentare di dare una lettura naturalistica dei simboli, leggendoli come elementi suggestivi che possono, ad esempio, stimolare la creazione poetica. Se invece ci poniamo nell’orizzonte dell’esperienza religiosa il simbolo diviene come un ponte che ci proietta nella dimensione del sacro. Ad esempio sin dalle religioni più antiche l’acqua è simbolo della vita ma anche della purificazione. Il segno è quindi qualcosa di esperienziale mentre il simbolo è qualcosa di trascendente. Vi sono delle rappresentazioni simboliche molto complesse, in cui si intrecciano diversi livelli di significato e in cui possono anche realizzarsi dei processi di risignificazione di orizzonti simbolici. In altri termini, vi sono simboli che sono propri di alcune religioni che vengono assunti con un diverso significato in altri contesti religiosi.

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