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Religione: difficoltà di una definizione

Il concetto di religione
Una delle difficoltà principali nello studio della religione (e delle religioni) non è definirne l’oggetto (ovviamente la religione stessa), ma comprendere il concetto stesso di religione. Non esiste, infatti, una definizione di religione che sia accettata in modo generale da tutti gli studiosi. La definizione che abbiamo proposto è sicuramente la più ovvia e quella che si incontra con maggiore frequenza, ma, a un’analisi più attenta, appare insufficiente. Infatti il concetto di divino o divinità, se non rettamente inteso, può dar luogo a un preconcetto maturato nella cultura occidentale che, per secoli, ha ritenuto che solo i cristiani, gli ebrei e i musulmani avessero una religione vera e propria. Come definire infatti il Buddhismo? Tale religione, senza fare appello a nessuna forma divina, si presenta come una teoria di salvezza dell’uomo dal mondo. O il Giainismo, che propone la salvezza raggiungibile solo mediante lo sforzo individuale?

Il paradosso di una definizione
Acutamente lo storico delle religioni Angelo Brelich afferma che ci troviamo di fronte a una situazione paradossale, in quanto per parlare di religione dovremmo sapere che cosa si intende per religione; d’altra parte, finché non conosciamo le religioni, non possiamo formarci un concetto di religione.
Angelo Brelich è nato in Ungheria nel 1913, si trasferì a Roma dove sostituì il famoso storico delle religioni Raffaele Pettazzoni dell’Università di Roma, diventando continuatore della sua scuola. Il suo Introduzione alla storia delle religioni (1966) è diventato il testo istituzionale della scuola stessa. Profondo conoscitore del mondo classico, ne studiò le forme religiose. Morì nel
1977.

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