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Concetti Chiave

  • La genealogia di Gesù nel Vangelo di Matteo inizia da Abramo e sottolinea l'importanza della stirpe di Davide, evidenziando eventi significativi come la deportazione in Babilonia.
  • La lista delle generazioni è strutturata in tre parti di quattordici generazioni ciascuna, con una suddivisione simbolica che richiama il nome di Davide.
  • La presenza di figure femminili come Tamar, Racab, Rut e Betsabea evidenzia la diversità e l'inclusività della discendenza di Gesù, mostrando la sua umanità comune a tutti.
  • Le storie di queste donne rivelano situazioni complesse, dove ognuna gioca un ruolo fondamentale nella genealogia e nell'umanità di Gesù.
  • La discendenza di Gesù rappresenta una linea variegata che include nobili e persone di umili origini, sottolineando il messaggio che Cristo è per tutti, indipendentemente dalla loro condizione sociale.

Origini e discendenze di Gesù

Si possono effettuare alcune considerazioni in riferimento alle origini e discendenze di Gesù, in seguito alla lettura del testo biblico “Vangelo di Matteo 1”.
Innanzitutto necessaria è una riflessione sullo stile di stesura del testo: l’elenco dei nomi dei predecessori di Gesù inizia da Abramo (capostipite del popolo ebraico) e giunge fino allo stesso Gesù passando attraverso un insieme di dinastie, tra le quali è sottolineata la stirpe di Davide, e attraverso un arco temporale che racchiude avvenimenti fondamentali nella storia ebraica, come la deportazione in Babilonia.

Importanza della stirpe di Davide

Scritto in cinque paragrafi (con cui si intende parti di testo comprese fra due punti), la lista dei nomi è compresa in un primo paragrafo di introduzione e in uno finale di conclusione, ripartita a sua volta in tre parti ciascuna delle quali comprende quattordici generazioni (da Abramo a Davide alla deportazione in Babilonia e alla nascita di Cristo). Non casuale è tale suddivisione, poiché si suole ricordarla con la dicitura 4+6+4, che tradotta in lettere da D+VAV+D, dalla quale è possibile ricavare il nome di Davide, per marcare nuovamente l’importanza di tale provenienza.

Discendenza di Gesù

Altra considerazione nasce dall’osservazione dei nomi di coloro che sono riportati come precursori di Gesù. Dall’analisi attenta si ricavano notizie variate, da stirpi nobili e ricche, ad altre di povera e indegna origine. Tutto ciò si traduce nell’ipotesi di una discendenza non lineare e brillante come facilmente si potrebbe accostare al nome di un Messia, ma altalenante e omogenea, che comprende tutte le fasce della popolazione, al fine di ricordare che Cristo è Cristo per tutti, vivano essi nel lusso o nella miseria. Si sottolinea, dunque, l’umanità di Gesù comune a tutti gli uomini e simile ad essi, disposto ad ascoltare e perdonare chiunque ne necessiti.

Storie di Tamar e Racab

Inoltre sono presentate nel testo le - Tamar: probabilmente non ebrea, era suocera di Giuda. Quando quest’ultimo rimase vedovo, lo inganna spacciandosi per una prostituta. Giuda non la riconosce e per pagare il suo lavoro le propone una capra che però non aveva in quel momento, lasciandole come pegno un sigillo, dei cordoni e un bastone, simboli di autorità e segni di identificazione. Dopo poco Giuda invia un amico cananeo con la capra per saldare il debito e farsi restituire i suoi effetti personali. Non trovando la donna da nessuna parte, Giuda decide di lasciar perdere per paura di essere schernito. Tre mesi dopo Giuda è informato della gravidanza di Tamar e, pensando si fosse comportata immoralmente, era sul punto di punirla, quando lei si rivela mostrandogli gli oggetti da lui dati. Giuda rimane esterrefatto ma le riconosce la salvezza. Dio benedirà Tamar donandole ben due gemelli.

- Racab: La figura di questa donna, che aveva creduto nel Dio di Israele, viene esaltata dalla Bibbia come un esempio, nonostante fosse una straniera (proveniva da Gerico) e una prostituta. Il tutto ha inizio quando gli esploratori inviati da Giosuè trovano rifugio proprio presso questa donna, forse anche a causa della sua particolare professione. E Racab diventa "collaborazionista" col nemico ebreo ottenendo in cambio la salvezza per sé e per i suoi familiari, attraverso un segno di riconoscimento: una corda di filo scarlatto appesa alla finestra avrebbe fatto riconoscere all'esercito di Giosuè la casa di Racab. E così accadde: quando Israele entrò in città votandola allo sterminio, solo l'edificio della corda rossa coi suoi abitanti fu salvaguardato e, così, Racab fu aggregata al popolo dell'elezione.

- Rut: era una principessa moabita, che aveva sposato il figlio di un ricco mercante ebreo trasferitosi con la famiglia a Moab per scampare a una carestia scoppiata in Terra d'Israele. Rut, che aveva già abbandonato l'idolatria, fu felice e convinta di lasciare il lusso, la ricchezza e lo sfarzo per unirsi a questa famiglia di ebrei, che credevano nel Dio unico e nei Suoi precetti. Dopo la morte di Elimelech e dei figli, Naomi, suocera di Rut, decise di tornare in Israele, per un futuro totalmente incerto, pronta ad affrontare povertà e difficoltà. La nuora Rut, un tempo nobile e ricca, non esiterà a seguirla, per condividere il destino del popolo di cui lei aveva deciso di far parte: il popolo ebraico. Le due donne giunsero nel territorio di Yehudà e Rut si recò subito nei campi per raccogliere le spighe cadute e lasciate apposta per i poveri. Capitò nel campo di Boaz, un grande Tzadik, che osservando il comportamento di Rut (bella e modesta) e parlandole ne colse subito le nobili qualità interiori e la sposò. Nacque Oved, da cui nacque Ishai, da cui nacque il Re David.

- Betsabea: era moglie di Uria, un ufficiale un hittita naturalizzato ebreo militante nell’esercito del re Davide. Lo stesso re Davide, abbacinato dalla bellezza di Betsabea nuda, convoca la donna e ha con lei un rapporto adulterino. E lei gli manda poi una comunicazione lapidaria: "Sono incinta!". Questo comporterebbe per la donna la pena di morte, essendo in stato di flagrante adulterio (suo marito è in guerra, all'estero, nell'assedio dell'attuale Amman in Giordania). Davide cerca di convincere il marito di Betsabea, in licenza militare, a sostare a casa sua, così da avere con lei rapporti sessuali e così giustificare lo stato di sua moglie. Ma Uria rifiuta e Davide è costretto a eliminarlo. Uria porta al suo comandante in modo inconsapevole la sua condanna a morte. Davide, infatti, gli ha consegnato l'ordine da recapitare al generale Ioab: in esso si raccomanda di esporre Uria in prima fila così da farlo morire in guerra. Cosa che puntualmente si verifica. Arriva a corte l'atteso dispaccio: "È morto il tuo servo Uria". Per Davide questo risolve tutto: può finalmente sposare l'amata Betsabea, senza essere toccato dal rimorso.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza della stirpe di Davide nella genealogia di Gesù?
  2. La genealogia di Gesù, come riportato nel Vangelo di Matteo, sottolinea l'importanza della stirpe di Davide, evidenziando che la lista dei predecessori è strutturata in modo da ricordare il nome di Davide attraverso la suddivisione in generazioni (4+6+4), segnalando così la sua rilevanza storica e spirituale.

  3. Che tipo di discendenza ha Gesù secondo il Vangelo di Matteo?
  4. La discendenza di Gesù è caratterizzata da una varietà di origini, comprendendo sia stirpi nobili che umili, il che riflette un'umanità comune a tutti gli uomini, sottolineando che Cristo è per tutti, indipendentemente dalla loro condizione sociale.

  5. Chi sono alcune delle donne significative nella genealogia di Gesù e quale ruolo hanno avuto?
  6. Nella genealogia di Gesù si trovano donne come Tamar, Racab, Rut e Betsabea, ognuna con storie uniche che evidenziano la loro fede e il loro coraggio, contribuendo a mostrare la diversità e l'inclusività della discendenza di Gesù.

  7. Qual è la storia di Tamar e come si collega alla genealogia di Gesù?
  8. Tamar, suocera di Giuda, inganna Giuda per ottenere la sua discendenza, dimostrando astuzia e determinazione. La sua storia evidenzia l'importanza delle donne nella genealogia di Gesù e la complessità delle sue origini.

  9. In che modo la figura di Racab è rappresentativa della fede e della salvezza?
  10. Racab, una straniera e prostituta, diventa un esempio di fede nel Dio di Israele, salvando se stessa e la sua famiglia grazie alla sua collaborazione con gli esploratori ebraici, dimostrando che la salvezza è accessibile a tutti, indipendentemente dal loro passato.

Domande e risposte

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