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IIl Corano è rivelazione che ha bisogno di uno strumento. Questo strumento è Muhammad che, veicolando il Verbo divino realizza in pieno al sua missione profetica. Il complemento del monoteismo è la profezia. La formula fondamentale dell’Islam infatti prevede anche la veridicità della parola di Maometto, inviato da Dio. Il discorso della profezia è tipico delle religioni abramitiche monoteiste, con Dio che si rivela attraverso i profeti.
Muhammad è l’erede dei Profeti precedenti, è anzi il sigillo della Profezia. L’Islam crede che Dio abbia inviato profeti a portare agli uomini il suo messaggio fin dall’alba della vita sulla Terra: Adamo è stato il primo profeta.
Si distingue due tipi di profeti: il profeta “ammonitore” (nabi) inviato per ammonire gli uomini riguarda all'adorazione dell'unico Dio, del rispetto per la legge, la fine del mondo, etc. Secondo la tradizione ci sono stati 124mila profeti ammonitori, tutti i popoli ne hanno avuto uno (quindi qualcuno è stato anche respinto). Anche gli animali hanno i loro profeti. Il profeta “legislatore” (rasul) colui che porta la Legge, la sharia, ha il compito di organizzare la società umana secondo le indicazioni di Dio. Sono stati molti di meno, secondo la tradizione 315. Ogni rasul è anche nabi, ma non vale il contrario. Si hanno quindi diverse categorie qualitative. Ogni epoca e ogni popolo ha avuto almeno un profeta. I profeti legislatori sono più importanti e tra loro ne spiccano sei: Adamo, Noè, Abramo, Mosè, Gesù e Muhammad. Ognuno di questi profeti è stato latore di un Libro e i principali sono appunto Torah per Mosè, Vangelo per Gesù, Corano per Muhammad. L'Islam riconosce anche come profeti personaggi che nella Bibbia non lo sono: e.g. Giuseppe figlio di Giacobbe; Davide; Salomone.

Il contenuto delle rivelazioni e della Legge è sempre stato uguale a sé stesso, ma ha subito appunto delle falsificazioni (tahrif). Per riparare i guasti commessi da ebrei e cristiani, Dio ha inviato Muhammad, e con esso la rivelazione è definitivamente conclusa e sigillata e la parola di Dio non è più stato sottoposta a tahrif. La missione di Maometto ha assunto un carattere universale, rivolta a tutti i popoli e a tutte le terre. Mosè è stato propriamente il profeta degli ebrei; Gesù è stato propriamente il profeta dei Cristiani. Abramo invece non fu un profeta ebreo, ma “l’amico di Dio” (khalil) e il “padre dei credenti”. Era un “hanif muslim”, cioè un monoteista musulmano, ma musulmano nel senso di credente che si abbandona completamente a Dio. Ha avuto l’incarico di guidare l’umanità nei suoi primi passi.
Muhammad interpreta in prima persona l’ultima fase della storia sacra. La sua Legge è la Legge definitivamente perfezionata. Dopo la sua venuta Dio non rivelò più nulla. Nella storia seguente, chi proclamava di essere un profeta veniva considerato eretico. Come la setta degli ahmadiyya, che segue comunque il Corano ma afferma di avere avuto un ulteriore profeta; o la setta dei bahai, che è divenuta proprio una differente religione, di origine sciita, iraniana.

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