Mongo95 di Mongo95
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Il concetto di religione naturale non è estraneo all'islam: la condizione di hanif muslim di cui Abramo è stato interprete privilegiato, è una condizione “naturale”. L’Islam infatti è la religione, l’inclinazione monoteistica in cui gli uomini originariamente nascono. Si ricorda un hadith di al-Ghazali:
“Ogni uomo nasce nella religione naturale; sono poi i suoi genitori a farne un ebreo, un cristiano o uno zoroastriano”
È dunque l’educazione che allontana molti uomini dalla situazione originaria. L’Islam è “natura prima (fitrat) in cui Dio ha naturato gli uomini”, la condizione naturale. Il muslim riceve l’impronta di Dio (la sibgha), cioè si allude a un marchio, un’impronta primordiale, un “battesimo” che viene assimilato al concetto di fitrat e a quello di hanifiyya (la vocazione monoteistica dell’uomo). Ciò prevede un patto primordiale tra Dio e gli uomini, stretto nel “giorno di alastu”.

Ogni vero credente è musulmano, inteso come “colui che si affida fidente a Dio”. È poi la cultura, la tradizione, il contesto sociale che fanno una declinazione storica dell’Islam in Cristianesimo, Ebraismo, Islam, etc.
Il monoteismo è lo stato religioso originario di tutti gli uomini, che poi sono degenerati nel politeismo. La grande missione di Abramo poi è stato quella di aver rifondato il monoteismo, cioè affidarsi a Dio e professare la sua unicità.

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