Il cristianesimo può essere considerato come una vera e propria rivoluzione in quanto era una religione completamente diversa dalle religione greche precedenti: non esisteva prima infatti un testo sacro dove vi erano scritti tutti gli insegnamenti da seguire, e questo dava maggiore libertà al popolo; le persone avevano come riferimento un unico Dio, onnisciente, onnipotente e onnipresente a cui rivolgersi in caso di bisogno. Ci si cominciano anche a porre domande come che cosa sia il bene: a differenza degli studiosi ellenici, tutte le cose del mondo sono fatte di “bene” in quanto create tutte dal Dio, che è in sé “bene”. Agire giustamente significa quindi agire secondo la volontà di Dio. Inoltre questo Dio che ha creato tutto, non abbandona il suo mondo, ma ama le sue creature come se stesso, ma allo stesso tempo si infuria se agiscono in modo sbagliato sia verso la comunità, sia verso la famiglia, sia verso loro stessi (come ad esempio nel caso de suicidio). Il primo grande studioso dell' epoca può essere identificato nella figura di Sant' Agostino, un monaco convertito al cristianesimo in seguito ad attente riflessione su questa religione. In particolare, uno degli argomenti dove si soffermò maggiormente fu l' esistenza del male: a suo parere esso non poteva esistere nel mondo, in quanto essendo il mondo stato creato da Dio, egli non avrebbe potuto creare il male, poiché è in se per se bene assoluto e puro.

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